5:53 pm, 16 Febbraio 26 calendario

🌐 Gatto senza sesso biologico: sfida al binarismo felino

Di: Redazione Metrotoday
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Un gatto senza organi sessuali né maschili né femminili ha catturato l’attenzione globale, rivelando una caratteristica genetica straordinaria che apre nuove prospettive sulla biologia felina e sulle variazioni nello sviluppo sessuale nei mammiferi domestici.

In un rifugio per animali nel Regno Unito è stato identificato un caso di eccezionale “gatto gender-neutral”: un felino che non possiede organi sessuali né maschili né femminili. Il gattino, inizialmente scambiato per femmina, ha sorpreso veterinari e biologi per l’assenza totale di strutture riproduttive esterne e interne, un fenomeno che fino ad oggi non aveva precedenti documentati nella medicina veterinaria felina.

La condizione, definita tecnicamente agenesia degli organi sessuali, è un’anomalia dello sviluppo in cui un individuo non sviluppa né organi riproduttivi maschili né femminili. Nonostante questa assenza, i medici veterinari hanno confermato che il gatto è in buona salute, in grado di urinare e defecare normalmente, e potrebbe condurre una vita lunga e soddisfacente senza alcuna manifestazione di caratteri sessuali esterni visibili.

Come nasce un gatto “né maschio né femmina”

La biologia dello sviluppo sessuale nei mammiferi è normalmente regolata da un complesso intreccio di segnali genetici e ormonali che guidano la formazione degli organi sessuali maschili o femminili durante le prime settimane di gestazione. Tuttavia, in rari casi, variazioni genetiche, errori nello sviluppo embrionale o condizioni ormonali possono portare alla mancata formazione di gonadi e organi riproduttivi tipici. In questi individui, il corredo cromosomico può essere XY, XX o presentare altre varianti, ma comunque non si traduce nello sviluppo delle strutture sessuali ordinariamente attese.

Esperti di biologia felina sottolineano che casi come questo sono estremamente rari, tanto che non esiste un termine scientifico standard per definirli oltre a “agenesia”, cioè mancato sviluppo di organi. Scientifically, la condizione è così insolita che gli scienziati stessi devono adattare la terminologia medica per descriverla adeguatamente.

Intersex nei gatti: un fenomeno raro ma documentato

Oltre all’agenesia, esiste anche un’altra condizione rara nei felini: l’intersessualità o ermafroditismo. In questi casi, un gatto può presentare sia tessuti riproduttivi maschili sia femminili contemporaneamente. Una recente scoperta in Turchia ha infatti rivelato un gatto di tre anni con entrambi i tipi di orbite riproduttive, dimostrando che tali anomalie si verificano, sebbene con una frequenza stimata di uno su sei milioni di individui.

Un altro caso, avvenuto nello Stato dell’Oregon, ha coinvolto un gattino di colore tartarugato (tipicamente associato alle femmine) che all’atto della sterilizzazione si è rivelato un maschio con caratteristiche sia femminili sia maschili, probabilmente legato a un corredo cromosomico XXY, confermando che la variabilità genetica nei gatti può tradursi in manifestazioni sorprendenti.

Le sfide scientifiche e culturali

Questi casi mettono in luce non solo aspetti biologici, ma anche culturali e terminologici: il linguaggio comune e scientifico tende a incasellare gli animali nella dicotomia maschio/femmina, ma le escursioni nei casi estremi mostrano che la natura non sempre risponde a schemi così rigidi. Per la comunità veterinaria e gli studiosi di genetica felina, ogni caso di sviluppo sessuale atipico rappresenta un’opportunità per comprendere meglio i meccanismi che guidano la differenziazione sessuale nei mammiferi.

Dal punto di vista medico, è fondamentale riconoscere e monitorare questi soggetti con attenzione. Anche se le funzioni fisiologiche primarie non sembrano compromesse in molti individui con agenesia o intersessualità, la loro gestione clinica può richiedere controlli regolari, analisi ormonali approfondite e una valutazione continua del benessere generale.

Implicazioni per la salute animale e le adozioni

Case di questo tipo attirano anche l’attenzione delle comunità di protezione degli animali, che si trovano spesso a mediare tra diagnosi veterinarie complesse e l’interesse di potenziali adottanti. Nel caso del gatto “neutro”, i volontari del rifugio sottolineano che, pur essendo un individuo unico dal punto di vista anatomico, il micio non presenta problemi di salute apparenti e potrebbe facilmente integrarsi in una famiglia adottiva.

Inoltre, la scoperta di animali con variazioni di sviluppo sessuale contribuisce a una maggiore consapevolezza pubblica sui fenomeni biologici rari, stimolando curiosità scientifica e dibattito sul modo in cui interpretiamo la diversità nei regni animale e umano.

Un’opportunità per la scienza felina

Per i ricercatori, studiare casi come questi può offrire una finestra unica sui processi genetici e fattori ambientali che influenzano lo sviluppo sessuale. Ogni gatto “neutro” o intersessuale diventa così non solo un individuo affascinante, ma una risorsa scientifica capace di illuminare aspetti nascosti della biologia felina e, più in generale, della genetica dei mammiferi domestici.

La straordinaria scoperta di un gatto senza sesso biologico definito né maschio né femmina non è solo una curiosità da internet: è un promemoria della complessità della vita e della genetica, e un invito per la scienza veterinaria a esplorare territori ancora poco conosciuti.

16 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 17:54 )
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