🌐 Crolla l’Arco dell’Amore di Sant’Andrea a Melendugno
Una formidabile combinazione di mareggiate e piogge violente ha causato il crollo dell’Arco dei Faraglioni di Sant’Andrea, noto anche come Arco dell’Amore, simbolo naturale della costa salentina a Melendugno (Lecce). Il fenomeno, avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 febbraio, segnala l’intensificarsi dell’erosione costiera e pone seri interrogativi sulla tutela delle bellezze naturali italiane.
Un simbolo naturale cancellato dal maltempo
Nella notte di San Valentino, l’imponente arco naturale dei faraglioni di Sant’Andrea — una delle cartoline più celebri del Salento — si è completamente sbriciolato in mare a causa delle violente mareggiate e delle intense piogge che hanno colpito la costa nord‑adriatica della Puglia nei giorni scorsi.
L’Arco dei Faraglioni, conosciuto anche come Arco dell’Amore, era una formazione rocciosa spettacolare modellata dalla natura nel corso dei millenni e meta di migliaia di visitatori ogni anno, scelto anche come scenario per campagne pubblicitarie e servizi fotografici.
Secondo i primi rilievi, le condizioni meteo avverse — con venti forti, mare molto mosso e piogge continue — hanno progressivamente indebolito la struttura calcareo‑marina fino a provocarne il collasso definitivo. Il crollo è stato confermato nelle prime ore del mattino del 15 febbraio dai residenti e dalle autorità locali.

Erosione costiera e fragilità geologica
Il fenomeno non è isolato, ma sembra essere il culmine di processi naturali di erosione costiera aggravati dalle condizioni estreme del maltempo. La combinazione di piogge abbondanti e mareggiate molto intense ha saturato il terreno e facilitato il cedimento della roccia già fragile, accelerando un processo che in condizioni normali avrebbe richiesto secoli.
Le autorità locali e geologi avevano in passato già rilevato la precarietà geologica dell’area, tanto che alcune zone intorno all’arco erano interdette al pubblico fin dal 2014 per motivi di sicurezza. Tuttavia, l’attrazione naturalistica continuava ad attirare visitatori da tutto il mondo fino al momento del crollo.
Il sindaco di Melendugno, Maurizio Cisternino, ha definito l’evento «un colpo al cuore durissimo», sottolineando che l’Arco rappresentava uno dei tratti turistici più famosi non solo della costa salentina ma dell’intera Italia. La sua perdita segna un momento difficile per l’immagine della regione e per l’economia turistica.
Un patrimonio ambientale e turistico che scompare
L’Arco dell’Amore non era solo una suggestiva formazione naturale, ma un punto di riferimento culturale e paesaggistico. Da anni era tra i luoghi più fotografati della Puglia, utilizzato anche in pubblicità e guide turistiche, e simbolo di romanticismo e bellezza naturale.
La sua scomparsa lascia un vuoto nel paesaggio costiero che difficilmente potrà essere recuperato, poiché la forza del mare e dei venti ha disperso in profondità i detriti di roccia che formavano l’arco.

Cambiamenti climatici: un fenomeno in crescita
Il crollo dell’Arco dei Faraglioni relancia il dibattito sull’erosione costiera in Italia. I fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi, accelerano processi naturali di degradazione dei litorali, mettendo a rischio non solo i monumenti naturali ma anche infrastrutture, spiagge e insediamenti umani lungo le coste.
L’aumento della frequenza delle mareggiate e delle precipitazioni intense, collegato anche ai cambiamenti climatici, favorisce l’instabilità delle falesie costiere e la perdita irreversibile di elementi paesaggistici che per secoli hanno caratterizzato la geografia naturale del territorio.
Le autorità locali e regionali hanno dichiarato l’intenzione di rafforzare i monitoraggi, i progetti di difesa costiera e gli interventi di mitigazione dell’erosione, per cercare di proteggere altri tratti vulnerabili della costa pugliese e ridurre i rischi per la popolazione e per il turismo.
Le ripercussioni per Melendugno e il turismo
La scomparsa dell’Arco rappresenta anche una pesante perdita per l’economia turistica del Salento, che ogni anno attira visitatori da tutto il mondo grazie alle sue spiagge, alle formazioni rocciose e alle bellezze naturali. La cancellazione di uno dei suoi tratti più iconici genera incertezza sulle prospettive future della promozione territoriale e delle attrazioni naturalistiche.
Il sindaco e l’amministrazione comunale hanno ribadito la necessità di stanziamenti e piani strutturati per la sicurezza delle coste, affinché altri elementi paesaggistici non subiscano danni simili nei prossimi anni.

Un simbolo naturale che si trasforma in memoria
La caduta dell’Arco dei Faraglioni di Sant’Andrea a Melendugno è un episodio emblematico di come la natura, in condizioni estreme, possa cancellare in pochi istanti paesaggi modellati da millenni.
Questa perdita non è solo un danno estetico o turistico, ma un monito sulla vulnerabilità delle nostre coste e sull’importanza di affrontare con urgenza i fenomeni di erosione costiera.
In un’epoca di cambiamenti climatici sempre più rapidi e intensi, la protezione del patrimonio naturale italiano richiede risposte concrete, investimenti mirati e una visione a lungo termine per tutelare ciò che resta delle meraviglie geologiche del nostro Paese.
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