8:55 am, 16 Febbraio 26 calendario

🌐 Corona: ero ubriaco e sono caduto con la fiaccola olimpica in mano

Di: Redazione Metrotoday
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Lo scrittore e alpinista Mauro Corona rivela di aver portato ubriaco la fiaccola olimpica ai Giochi di Torino 2006, cadendo durante il percorso ma senza mollare la fiamma; oggi commenta le Olimpiadi Milano‑Cortina 2026 e rilancia il dibattito su eredità e sostenibilità dell’evento.

Un aneddoto che sorprende e divide il pubblico arriva proprio da uno dei volti più noti della cultura e della montagna italiana. Mauro Corona, scrittore, scalatore e scultore friulano, ha confessato in un’intervista recente di aver portato la fiaccola olimpica ai Giochi di Torino 2006 mentre era ubriaco, di essere caduto durante il percorso ma di non aver mai mollato la fiamma che gli era stata affidata.

Corona, figura da sempre fuori dai canoni del “personaggio pubblico convenzionale”, ha raccontato l’episodio a The Journalai, collettivo di giornalisti noto per il tono satirico e irriverente sui social: “Sì, e sono anche caduto in piazza a Udine nel fare la curva… però non l’ho mollata”, ha detto, mostrando con orgoglio la fiaccola di Torino 2006 che conserva ancora oggi nella sua casa.

Per comprendere lo spessore di questa dichiarazione bisogna partire da chi è Mauro Corona: classe 1950, autodidatta, appassionato di montagna e narratore di paesaggi e uomini, fin dagli anni ’80 Corona ha costruito un rapporto stretto con il pubblico italiano attraverso libri, apparizioni televisive e interventi pungenti sulla società contemporanea. La sua voce è spesso critica, ironica, a tratti scomoda — e oggi non fa eccezione.

Dalla fiaccola alle Olimpiadi di Milano‑Cortina 2026

Il racconto di Corona si inserisce in un contesto più ampio: quello del dibattito sulle Olimpiadi Invernali . Circa vent’anni dopo il suo ruolo di tedoforo, l’alpinista non sarà tra i portatori della fiamma del 2026, ma commenta con franchezza la manifestazione. Secondo Corona, l’evento “crea movimento” e porta benefici, ma “il vero problema è il dopo” — cioè l’eredità infrastrutturale e sociale che resta ai territori dopo la fine delle competizioni.

Questo tema è centrale nel dibattito pubblico di questi mesi: critici come gruppi ambientalisti sottolineano i rischi legati all’impatto ambientale e ai costi elevati delle opere, mentre sostenitori evidenziano le opportunità di sviluppo e visibilità internazionale. La posizione di Corona — schietta e non convenzionale — punta a trovare un equilibrio, criticando chi si limita a demonizzare l’evento senza proporre alternative realistiche.

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La caduta del tedoforo: aneddoto e leggenda

Nel raccontare l’episodio, Corona ha fatto risuonare con tono quasi epico una situazione al limite tra l’incredibile e il grottesco: essere ubriaco mentre si tiene in mano la fiaccola olimpica è certamente un’immagine che rompe gli schemi della narrazione ufficiale dei Giochi. Eppure, è proprio questa franchezza che ha fatto di Corona un personaggio amatissimo da tanti lettori, e spesso discusso da altri.

Non è la prima volta che Corona sorprende con confessioni forti: in passato si era parlato di altri episodi in cui lo scrittore ha attribuito all’alcol alcune sue performance televisive o sociali, come su È sempre Cartabianca con Bianca Berlinguer, sottolineando come talvolta un bicchiere di troppo possa “spiegare” situazioni spiacevoli o fraintendimenti.

Queste storie, vere o amplificate dal tono narrativo di Corona, rivelano un personaggio che non teme la contraddizione. L’immagine dell’alpinista con fiaccola e bicchiere — per alcuni emblematica, per altri semplicemente picaresca — stimola una riflessione più ampia sul rapporto tra miti nazionali, orgoglio sportivo e imperfezioni umane.

Olimpiadi tra speranze e dubbi

Con le Olimpiadi Milano‑Cortina , il Paese è diviso tra entusiasmo e scetticismo: la politica e l’opinione pubblica discutono su quanti investimenti siano sostenibili e su come garantire che le strutture costruite non diventino “cattedrali nel deserto” una volta spenti i riflettori. Per Corona, il monito è chiaro: l’evento può essere un’opportunità, ma va pensato per durare oltre la cerimonia di chiusura.

La rivelazione sul suo stato di ebbrezza durante la staffetta della fiaccola ha dunque un valore simbolico: alzare il velo sull’episodio significa smettere di idealizzare le narrazioni olimpiche, per vedere il gesto umano dietro il mito.

Il personaggio Corona

Le parole di Corona riflettono un rapporto complesso tra individuo e ruolo pubblico. Una vita trascorsa tra le montagne, la scrittura e i dibattiti televisivi gli ha garantito uno spazio unico nel panorama culturale italiano. Che si tratti di racconti poetici di montagna o di confessioni spiazzanti, Corona continua a provocare, stimolare e dividere — proprio come la sua caduta con la fiaccola, che non ha però fermato il suo passo.

16 Febbraio 2026 ( modificato il 13 Febbraio 2026 | 0:03 )
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