🌐 Come vengono fissate le date di Carnevale e Pasqua
La data di Carnevale e la data di Pasqua non sono fisse nel calendario, ma vengono determinate ogni anno in base a regole astronomiche e liturgiche che legano insieme equinozio di primavera, luna piena e tradizioni cristiane antiche. Capire come si fissano queste date significa scoprire perché Carnevale e Pasqua cambiano di anno in anno, oscillando tra diverse giornate di marzo e aprile secondo un metodo di calcolo millenario.
Al centro di questa dinamica c’è una regola fondamentale stabilita nel Concilio di Nicea nel 325 d.C., che continua a influenzare profondamente il nostro calendario delle feste religiose. La relazione tra Carnevale e Pasqua si basa sulla Pasqua stessa, perché la prima si calcola sempre a partire dalla data della seconda e dalla durata della Quaresima che la precede.
Perché Pasqua non ha una data fissa nel calendario
A differenza di feste come Natale o l’Epifania, la Pasqua è una festa mobile la cui data cambia ogni anno perché è legata alla Luna e all’equinozio di primavera. La regola, stabilita nel Concilio di Nicea, stabilisce che la Pasqua si celebra la domenica successiva al primo plenilunio (luna piena) che segue l’equinozio di primavera, fissato convenzionalmente al 21 marzo. Questo vuol dire che la data di Pasqua può cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.

Il termine tecnico con cui viene calcolata la data è “computus”, che indica l’algoritmo liturgico usato per associare l’anno solare con cicli lunari e cadenzare la celebrazione. Questa procedura non dipende direttamente dall’osservazione astronomica reale, ma utilizza una approssimazione basata sul calendario ecclesiastico e sui cicli lunari definiti dalla tradizione religiosa.
La scelta di fissare l’equinozio di primavera al 21 marzo e di riferirsi alla prima luna piena successiva permette alla Pasqua di mantenere un legame simbolico con la festa ebraica di Pesach (Pasqua ebraica), anch’essa collegata al ciclo lunare, pur adeguandosi alle esigenze del calendario cristiano.
Come si determina la data di Carnevale
Il Carnevale è direttamente collegato alla data di Pasqua perché rappresenta l’ultima grande festa prima dell’inizio della Quaresima, il periodo di quaranta giorni (escludendo le domeniche) di preparazione alla Pasqua.
La sequenza ufficiale segue questo schema: una volta stabilita la domenica di Pasqua, si torna indietro nel calendario al Mercoledì delle Ceneri, che è il primo giorno di Quaresima e si calcola sottraendo 46 giorni dalla Pasqua, perché nel conteggio della Quaresima le domeniche non rientrano nel computo dei quaranta giorni di digiuno.
Il Martedì grasso cade il giorno prima del Mercoledì delle Ceneri ed è considerato l’ultimo giorno dei festeggiamenti carnevaleschi; tradizionalmente è il giorno in cui si celebra il clou del Carnevale e si consumano manicaretti e dolci prima dell’astinenza quaresimale. Tutto il periodo di Carnevale, quindi, scorre in retrospettiva in relazione alla data di Pasqua.
In alcune tradizioni locali come il rito ambrosiano, diffuso soprattutto a Milano e in alcune zone della Lombardia, il Carnevale si protrae fino al Sabato grasso, perché la Quaresima inizia la domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri.

Le regole del calendario cristiano
Il sistema con cui Pasqua viene calcolata non è arbitrario: il Concilio di Nicea del 325 d.C. decise che la data di Pasqua dovesse cadere dopo l’equinozio di primavera e non avesse una data fissa per mantenere un collegamento tra l’evento della Resurrezione di Cristo e i cicli naturali del calendario terrestre. Quest’orientamento riflette sia motivazioni teologiche sia esigenze di uniformità liturgica tra le varie comunità cristiane.
Una volta conosciuta la data della domenica di Pasqua, il calendario ecclesiastico stabilisce anche altre celebrazioni correlate: dal Mercoledì delle Ceneri al Giovedì santo, dal Venerdì Santo alla Domenica delle Palme, fino alla Pentecoste, che cade cinquanta giorni dopo la Pasqua.
Carnevale: una festa mobile con significato sociale
Il Carnevale non è solo una data calcolata in base alla Pasqua, ma è anche una festa con un forte significato socioculturale. Storicamente, il Carnevale era un periodo di licenza e rovesciamento delle regole sociali, in cui si mascherava e si esprimeva ciò che normalmente veniva represso, prima dell’astinenza della Quaresima. Pur avendo radici religiose, queste celebrazioni si sono evolute nel tempo e oggi includono tradizioni popolari e folcloristiche diffuse in molte regioni d’Italia e del mondo.
Ogni anno, quindi, Carnevale può cadere in giorni diversi tra febbraio e i primi giorni di marzo, perché dipende dal giorno in cui si celebra la Pasqua e da come vengono contati i quaranta giorni della Quaresima nel calendario liturgico.
Il legame storico con la primavera e il calendario lunare
La decisione di associare la Pasqua alla prima luna piena dopo l’equinozio di primavera risale alle antiche radici astronomiche delle celebrazioni religiose. In molte culture antiche, la primavera era considerata simbolo di rinascita, rigenerazione e rinnovamento. Il fatto di collegare la Pasqua a un evento naturale come la luna piena e all’inizio della primavera rafforza la simbologia della Resurrezione e della nuova vita.
Dal punto di vista astronomico, la luna segue un ciclo di circa 29,5 giorni e le regole di calcolo ecclesiastiche semplificano la determinazione del plenilunio successivo all’equinozio di primavera, creando un metodo che naviga tra calendario solare e calendario lunare.

Perché la data di Pasqua cambia e non è mai fissa
La combinazione tra equinozio di primavera e luna piena fa sì che la Pasqua non possa cadere sempre nello stesso giorno dell’anno. Secondo le regole ecclesiastiche, l’equinozio è fissato al 21 marzo, e la Pasqua deve seguire la prima luna piena che avviene in quel periodo. Se la luna piena coincide con una domenica, la Pasqua viene celebrata la domenica successiva.
Questo approccio significa che alcune festività religiose legate alla Pasqua seguono una sequenza fluida di date ogni anno. La conseguenza è che il calendario pasquale e quello del Carnevale presentano variazioni annue che rispecchiano l’alternarsi delle fasi lunari e la posizione dell’equinozio.
Un intreccio di astronomia, fede e tradizione
Le date di Pasqua e Carnevale derivano da un antico sistema di calcolo che unisce astronomia, calendario liturgico e fede religiosa. La Pasqua si determina in base alla prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera, mentre il Carnevale si calcola a ritroso da quella data all’inizio della Quaresima.
Questo metodo non solo collega le principali festività cristiane ai ritmi naturali del ciclo solare e lunare, ma riflette anche secoli di tradizione religiosa e culturale che continuano a influenzare il modo in cui viviamo il tempo delle feste. Capire come vengono fissate queste date significa comprendere meglio il nostro calendario, la relazione tra natura e rituali umani e il modo in cui passato e presente si intrecciano nelle celebrazioni più sentite dell’anno.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






