8:35 am, 15 Febbraio 26 calendario

🌐 Navalny, cinque Paesi Ue denunciano: morto per avvelenamento

Di: Redazione Metrotoday
condividi

I governi di cinque Paesi europei sostengono che Alexei Navalny sia morto per avvelenamento, riaprendo il caso politico e diplomatico tra Russia e Unione Europea. La tesi dell’avvelenamento riporta al centro il nodo della sicurezza degli oppositori e delle responsabilità internazionali.

Il caso Navalny torna al centro della scena europea

La morte di Alexei Navalny continua a scuotere il panorama politico internazionale. A distanza di mesi dal decesso avvenuto nella colonia penale artica IK-3 “Polar Wolf”, cinque governi europei hanno formalizzato una posizione comune: secondo le loro valutazioni, il leader dell’opposizione russa sarebbe morto per avvelenamento.

La dichiarazione congiunta, che coinvolge Germania, Francia, Lituania, Lettonia ed Estonia, riaccende il confronto con la Russia e apre un nuovo fronte diplomatico tra Mosca e l’Europa.

Secondo i cinque Paesi europei, gli elementi raccolti sono compatibili con un’esposizione a sostanze tossiche, non con un decesso per cause naturali.

Le analisi mediche e il nodo dell’avvelenamento

Il cuore dell’accusa ruota attorno agli esami indipendenti condotti su campioni biologici e sulle condizioni cliniche precedenti alla morte. Le valutazioni condivise dai governi europei evidenziano anomalie compatibili con una sostanza tossica già associata in passato a operazioni mirate contro oppositori del Cremlino.

Non si tratta della prima volta che il nome di Navalny viene associato a un possibile avvelenamento. Già nel 2020 il dissidente era sopravvissuto a un grave episodio di intossicazione che aveva provocato una crisi diplomatica tra Mosca e diverse capitali occidentali.

La reiterazione di sospetti legati a sostanze tossiche rafforza la convinzione di una strategia mirata contro figure dell’opposizione politica.

Dove è morto Navalny

Navalny è deceduto nella colonia penale IK-3 “Polar Wolf”, struttura situata nel distretto autonomo di Yamalo-Nenets, una delle regioni più remote e climaticamente estreme della Federazione russa.

IK-3 Polar Wolf è considerata una delle carceri di massima sicurezza più dure del sistema penitenziario russo. Le condizioni ambientali, le temperature rigide e l’isolamento geografico avevano già sollevato preoccupazioni internazionali sullo stato di salute del detenuto.

Le autorità russe avevano inizialmente comunicato che la morte sarebbe sopraggiunta per cause improvvise legate a un malore durante una passeggiata nel cortile del carcere. Tuttavia, la nuova posizione dei cinque Paesi europei contesta apertamente questa ricostruzione.

La reazione del Cremlino

Il Cremlino ha respinto le accuse definendole infondate e politicamente motivate. La linea ufficiale resta quella di un decesso naturale, escludendo qualsiasi coinvolgimento statale.

Anche il presidente Vladimir Putin aveva in precedenza negato responsabilità dirette o indirette nella morte dell’opposit

15 Febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA