La nuova tendenza – o provocazione – della gioielleria che utilizza ossa umane, fino alle rotule divenute collane da Elton John, accende un dibattito tra moda d’avanguardia, significato simbolico e tabù etici. Il fenomeno, pur restando di nicchia, riflette come il concetto di “lusso” e design si stia spingendo oltre i confini tradizionali.
Nel documentario Elton John – Touched By Gold il celebre musicista ha rivelato di aver trasformato le proprie rotule in gioielli unici commissionati al designer Theo Fennell, dopo un intervento chirurgico che gli ha rimosso le ossa delle ginocchia. Le rotule, cucinate e lavorate come materiali preziosi, sono diventate un ciondolo e una spilla d’oro con inciso un motto in latino («Non mi inchinerò più a nessun uomo»), simbolo di resilienza personale e stile fuori dagli schemi.
Questa storia, già di per sé singolare, ha riportato sotto i riflettori la pratica di utilizzare ossa nel design di gioielli, rievocando antiche tradizioni e suscitando discussioni sull’estetica, l’etica e il significato culturale di tali oggetti.
Dall’antichità alle sottoculture moderne
L’uso di ossa come materiale simbolico non è una novità assoluta: in molte culture antiche, elementi scheletrici venivano impiegati in amuleti o ornamenti ritenuti capaci di portare protezione o connessione con gli antenati. Tuttavia, in epoca contemporanea, questo tipo di creazioni non rientra tra le tendenze mainstream della gioielleria, ma convive in nicchie estetiche come la moda gotica o horror fashion, dove ossa, teschi e simboli di mortalità sono frequentissimi.

In questi contesti, artisti e designer indipendenti realizzano pezzi unici con ossa umane vere o materiali che richiamano forme ossee, inserendoli in creazioni che sfidano le convenzioni della moda tradizionale e sottolineano una relazione simbolica con la mortalità e la memoria.
Moda e simbolismo: oltre il macabro
Il fenomeno pone immediatamente questioni estetiche e culturali profonde: è arte, provocazione o puro spettacolo? Per alcuni osservatori, l’uso di ossa nel gioiello può rappresentare una forma di espressione radicale che sfida i tabù sul corpo e sulla morte. Il fatto che figure come Elton John – legate al mondo dello spettacolo e della moda – abbraccino tali pezzi, può contribuire a spostare la percezione da “macabro” a “di design”, pur restando sempre un elemento di rottura rispetto ai codici classici del lusso.
Allo stesso tempo, designer tradizionali hanno da tempo esplorato forme ispirate all’anatomia, spesso senza utilizzare ossa reali, ma traducendo questa estetica in creazioni di alta gioielleria. Il celebre Bone Cuff di Tiffany & Co. — ispirato alle ossa umane ma realizzato in metallo prezioso — ne è un esempio: nato negli anni ’70 e reinterpretato nel tempo, questo bracciale ha trasformato un’idea evocativa in simbolo di eleganza e forza espressiva.
Etica, legalità e percezione pubblica
Se l’uso di ossa proprie, come nel caso di Elton John, non pone particolari problemi legali o etici oltre al gusto personale, l’impiego di ossa umane altrui solleva questioni delicate nel nostro paese e altrove. In molte giurisdizioni, l’acquisto o la cessione di ossa umane al di fuori di contesti medici, educativi o religiosi è vietato o fortemente regolamentato. Questo pone un limite all’espansione di questo tipo di pratica.
In parallelo, sui social e nelle piattaforme di moda alternativa, alcune tendenze si concentrano più su ossa di origine animale o su motivi scheletrici stilizzati, offrendo un compromesso tra estetica audace e considerazioni etiche.

Provocazione e nuova frontiera
I gioielli fatti con ossa umane, come le rotule di Elton John, restano per ora fenomeni di nicchia, ma riflettono una fascinazione più ampia per oggetti che incarnano significati più profondi rispetto al semplice ornamento. In un’epoca in cui la moda spinge sempre più verso concetti di identità, memoria e simbolismo, tali creazioni — pur suscitando reazioni contrastanti — mettono in discussione i confini tra estetica, corpo e significato culturale.
La domanda che molti si pongono non è solo se siano macabri o audaci, ma cosa ci dicono sul nostro rapporto con la mortalità, l’identità corporea e il valore simbolico degli oggetti che scegliamo di indossare.






