7:46 pm, 15 Febbraio 26 calendario

🌐 Britney Spears vende il catalogo e monetizza i diritti delle hit

Di: Redazione Metrotoday
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Britney Spears ha venduto il suo catalogo musicale alla società Primary Wave per circa 200 milioni di dollari, una delle operazioni più significative nel mercato dei diritti musicali, con un impatto sul patrimonio artistico e finanziario della cantante.

Un accordo da record per una carriera iconica

La popstar americana Britney Spears ha venduto i diritti del suo catalogo musicale alla casa editrice indipendente Primary Wave per una cifra stimata intorno ai 200 milioni di dollari. L’operazione, siglata il 30 dicembre 2025 ma resa pubblica soltanto ora, comprende i diritti sulle royalties delle sue canzoni più celebri.

Tra i brani inclusi nel catalogo figurano successi planetari come “…Baby One More Time”, “Oops!… I Did It Again”, “Toxic” e “Gimme More”, canzoni che hanno definito la musica pop tra gli anni ’90 e i primi anni 2000.

Dettagli dell’operazione e valore economico

Secondo le fonti del settore, il prezzo dell’accordo si aggira attorno ai 200 milioni di dollari, una cifra che pone Britney Spears accanto ad altri grandi nomi della musica che negli ultimi anni hanno monetizzato i diritti delle proprie opere attraverso cessioni simili.

La transazione include la quota di proprietà di Spears nel suo catalogo, ovvero i diritti legati alle royalties di esecuzione, sincronizzazione e utilizzo commerciale dei brani. L’editore Primary Wave ora gestirà questi diritti, valorizzandoli attraverso licenze per film, serie TV, pubblicità e altre piattaforme di sfruttamento musicale.

È importante notare che l’accordo riguarda i diritti editoriali e di royalty, mentre i master originali dei brani restano sotto il controllo di Sony Music.

Una mossa in linea con le tendenze dell’industria

La vendita del catalogo di Britney Spears si inserisce in una tendenza consolidata nell’industria musicale, dove artisti di grande fama scelgono di trasformare il valore futuro dei loro diritti in liquidità immediata. Artisti come Justin Bieber, Bruce Springsteen, Shakira e Bob Dylan hanno compiuto manovre simili negli ultimi anni, vendendo i loro cataloghi a investitori e editori specializzati.

Per Primary Wave l’acquisizione rafforza ulteriormente un portfolio già ricco, che include cataloghi di leggende come Prince, Whitney Houston e Notorious B.I.G., ponendo l’azienda al centro della gestione di patrimoni musicali di enorme valore storico e commerciale.

Strategia personale

Britney Spears, oggi 44 anni, non pubblica un album dal 2016 e non si esibisce dal vivo dal 2018, quando concluse la residenza di concerti Piece of Me. Dopo la fine della sua lunga tutela legale nel 2021, la cantante ha gradualmente ripreso il controllo delle proprie scelte personali e professionali.

L’accordo sul catalogo arriva in un momento in cui Spears sembra concentrarsi su altri progetti, inclusa la realizzazione di un film basato sulla sua autobiografia The Woman In Me.

Perché vendere un catalogo musicale

La cessione del catalogo permette agli artisti di ottenere una liquidità immediata invece di incassare progressivamente royalties nel tempo. Questa strategia può essere utile per gestire meglio il proprio patrimonio, finanziare nuovi progetti o consolidare la sicurezza finanziaria personale.

Inoltre, lo sfruttamento di questi diritti da parte di un editore specializzato può incrementare le opportunità di utilizzo dei brani in nuovi contesti commerciali, aumentando così il valore complessivo delle opere nel lungo periodo.

La vendita del catalogo musicale per 200 milioni di dollari segna un momento importante nella carriera di Britney Spears, segnando un passaggio dal ruolo di interprete e performer a quello di protagonista anche sul fronte finanziario dell’industria musicale.

Questa operazione non solo valorizza il lascito artistico di una delle icone pop più influenti degli ultimi decenni, ma riflette anche una trasformazione del modo in cui i diritti musicali vengono gestiti e monetizzati nel mercato contemporaneo.

15 Febbraio 2026 ( modificato il 11 Febbraio 2026 | 19:51 )
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