4:06 pm, 14 Febbraio 26 calendario

🌐 Libano e i 42,4 mld in oro: l’ultima risorsa nella crisi

Di: Redazione Metrotoday
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Il Libano si trova di fronte a un dilemma cruciale: come gestire le gigantesche riserve d’oro del valore stimato in 42,4 miliardi di euro in un momento di grave crisi economica, banche collassate e risparmi cittadini azzerati. La discussione investe politica, economia e identità nazionale con conseguenze potenzialmente storiche.

In un Libano ancora schiacciato da una depressione economica che dura da oltre sei anni, una delle poche risorse rimaste intatte — le riserve auree accumulate dalla Banque du Liban — è al centro di un dibattito aspro e delicatissimo. Il paese detiene circa 286,8 tonnellate di oro nei suoi depositi, un ammontare che equivale a circa 42,4 miliardi di euro secondo le stime più recenti, rendendolo una delle riserve d’oro più pesanti in rapporto al PIL nel mondo e la seconda nella regione dopo l’Arabia Saudita.

Questa massa di oro, accumulata negli anni Sessanta come garanzia per la moneta nazionale, è stata finora intoccabile per legge dal 1986, quando un provvedimento adottato nel pieno della guerra civile vietò la vendita o l’utilizzo del metallo per proteggere il paese da crisi future. Oggi quell’oro è tornato sotto i riflettori come possibile “salvagente” per un’economia devastata, ma la strada per sfruttarlo è tortuosa e politicamente esplosiva.

Da riserva sacra a risorsa strategica

La crisi economica libanese è una delle più gravi registrate nel mondo negli ultimi decenni: il sistema bancario è crollato alla fine del 2019, con perdite complessive stimate in oltre 70 miliardi di dollari e circa metà della popolazione (6,5 milioni di persone) trascinata nella povertà. La situazione è stata ulteriormente aggravata dal conflitto del 2024 con Israele e Hezbollah, che ha causato ulteriori perdite per circa 11 miliardi di dollari.

In questo contesto, molti economisti e alcuni membri del governo ritengono che parte delle riserve d’oro potrebbe essere utilizzata per ripagare, almeno in parte, i depositanti che hanno perso i loro risparmi, oppure come garanzia per ottenere finanziamenti internazionali e stimolare la ripresa economica. (Questi fondi potrebbero anche essere impiegati per sostenere settori essenziali come l’energia elettrica, l’istruzione e la sanità, gravemente compromessi dalla crisi).

Tuttavia, chi difende lo status quo osserva che sacrificare l’oro ora potrebbe togliere una delle ultime garanzie patrimoniali dello Stato, compromettendo la sovranità finanziaria nazionale e lasciando il paese senza strumenti di emergenza futuri. Il Governatore della banca centrale ha ripetutamente affermato che non autorizzerà nessuna mossa che coinvolga la vendita o l’impegno delle riserve d’oro senza un cambio legislativo e un largo consenso politico, sottolineando i rischi di una gestione irresponsabile.

L’oro come “risorsa finale”

In Libano, diverse proposte sono state avanzate in Parlamento e da figure del governo. Il ministro dell’Industria ha recentemente suggerito di vendere una parte delle riserve, circa 15 miliardi di dollari, per compensare i risparmi perduti dei depositanti, offrendo in cambio obbligazioni internazionali. Questa idea, tuttavia, ha suscitato forti reazioni negative da varie forze politiche e da gruppi di cittadini, preoccupati per l’erosione di un bene considerato simbolo di sovranità statale.

La legge attuale, risalente al 1986, impedisce qualsiasi vendita, trasferimento o utilizzo delle riserve auree senza un atto specifico del Parlamento, rendendo il quadro legale estremamente rigido e complicato da modificare, soprattutto in vista delle elezioni generali in programma.

Gli economisti più critici sostengono che utilizzare anche solo una piccola parte delle riserve potrebbe servire a generare liquidità senza aumentare il debito pubblico, offrendo un tamponamento in un momento in cui l’economia libanese non ha altre vie di accesso a capitali freschi né dalla comunità internazionale né dal settore privato. Allo stesso tempo, avvertono che senza profonde riforme istituzionali e trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, qualsiasi dismissione potrebbe essere controproducente e alimentare ulteriormente la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Un asset enorme, ma difficile da toccare

Secondo stime attuali, il valore delle riserve d’oro libanesi è salito oltre i 30 miliardi di dollari negli ultimi anni, più che raddoppiato rispetto al valore precedente alla crisi del 2019, grazie alla corsa globale del prezzo dell’oro. Tuttavia, nonostante l’aumento di valore, l’oro resta bloccato come risorsa potenziale tanto potente quanto politicamente inesplorata.

La rilevanza dell’oro si riflette anche nel comportamento dei cittadini: in un clima di sfiducia verso le banche e le istituzioni, molti libanesi hanno scelto di acquistare oro e argento come forma di protezione del proprio patrimonio, considerandoli beni rifugio più sicuri rispetto alla moneta locale o ai depositi bancari.

Oro, sovranità e fiducia

Dietro il dibattito tecnico ed economico si cela una questione profondamente politica: la gestione del più grande asset finanziario del paese può diventare un indicatore di governance, trasparenza e fiducia istituzionale. Dopo decenni di gestione economica controversa ed episodi di corruzione, molti cittadini temono che una mossa affrettata potrebbe esporre il paese a ulteriori rischi, mentre altri vedono nell’oro l’ultima speranza per scalfire l’inerzia politica e rilanciare l’economia stagnante.

Il Parlamento libanese, tenuto insieme da un sistema politico complesso e spesso polarizzato, dovrà affrontare una decisione che va oltre i semplici numeri economici: si tratta di decidere se trasformare un bene “sacro” in un veicolo di ripresa o preservare le risorse come garanzia ultima per un futuro incerto.

Una scelta che definisce il futuro del Libano

Il dilemma delle riserve d’oro del Libano — valutate tra 40 e oltre 45 miliardi di euro — è emblematico di un paese alle prese con la propria identità economica e politica. La decisione su come e se utilizzare questa riserva storica avrà implicazioni profonde per il futuro del sistema finanziario libanese, per la fiducia dei cittadini e per la credibilità internazionale di un paese in cerca di stabilità.

14 Febbraio 2026 ( modificato il 9 Febbraio 2026 | 16:10 )
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