2:11 am, 14 Febbraio 26 calendario

🌐 “L’amore è fiducia incondizionata, non solo carezze o abbracci.”

Di: Redazione Metrotoday
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Il filosofo Umberto Galimberti riflette sul significato dell’amore come fiducia incondizionata e sul ruolo educativo dei genitori: per lui l’amore non si riduce alle tenerezze fisiche e non si può pensare di crescere i figli nella tranquillità, ma richiede relazione emotiva, dialogo e responsabilità.

Umberto Galimberti, filosofo, psicoanalista e docente italiano di vasta influenza culturale, torna a porre l’accento su uno dei temi centrali nella riflessione moderna: la natura dell’amore e il ruolo della relazione emotiva nella crescita dei figli. Secondo la sua visione, molto diffusa nei suoi interventi pubblici e nei suoi saggi, l’amore non può essere banalizzato in gesti esteriori, ma deve essere compreso come fiducia incondizionata e presenza reale nella vita dell’altro.

Oltre carezze e abbracci

Per Galimberti l’amore non è riducibile a carezze, abbracci o semplici manifestazioni affettive esteriori: queste, pur avendo valore, non ne incarnano l’essenza. L’amore, nella sua concezione filosofica e psicologica, è fiducia incondizionata verso l’altro, un impegno profondo che va oltre l’istante e la superficie dei gesti.

Questa visione ribalta una concezione diffusa secondo cui l’affetto si esprime principalmente attraverso manifestazioni fisiche di tenerezza, insistendo invece sul fatto che la relazione psicologica e il riconoscimento dell’altro come soggetto autonomo siano il cuore del legame affettivo.

Crescere i figli: amore che educa

Secondo Galimberti, l’educazione dei figli non può basarsi sull’idea di tranquillità o protezione totale. Al contrario, crescere i figli significa esporsi alla vita come relazione complessa, fatta di ascolto, dialogo e confronto. Non si cresce bene nell’illusione di un ambiente sempre sereno e privo di conflitto, ma attraverso la fiducia reciproca che permette ai giovani di sperimentare se stessi e il mondo.

Questa prospettiva sottolinea come la felicità e la maturità dei figli non siano raggiunte con coccole o stimoli immediati, ma attraverso una relazione emotiva stabile, che trasmetta fiducia nei momenti difficili tanto quanto in quelli sereni.

Il paradosso dell’amore genitoriale

Galimberti invita a riflettere criticamente sul modello educativo contemporaneo, dove spesso si tende a proteggere e tranquillizzare i figli a tutti i costi, con il rischio di sopprimere la loro capacità di affrontare le difficoltà. In questo contesto:

  • La fiducia incondizionata diventa un fondamento più solido delle carezze fisiche. È la certezza di essere accettati e riconosciuti che costruisce interiorità, non il gesto occasionale.

  • I genitori non devono limitarsi a tranquillizzare, ma devono parlare, ascoltare e creare uno spazio di confronto che prepari i figli alla realtà.

  • La relazione emotiva è più importante di regole perfette o di performance: ciò che conta è la qualità dell’incontro, non la quantità di gesti affettuosi superficiali.

Queste idee riflettono una visione più ampia dell’amore come forza educativa, capace di orientare e sostenere attraverso la fiducia, più che attraverso l’assenza di conflitti o di difficoltà.

Amore come relazione consapevole

Galimberti invita a ripensare l’amore in termini non solo emotivi ma riflessivi e responsabili. Nel suo pensiero:

  • L’amore non è un contratto di prestazioni tra genitore e figlio, ma un rapporto autentico in cui si riconoscono valore e vulnerabilità reciproci.

  • Non si cresce soltanto offrendo protezione, ma guidando con fiducia emotiva e apertura, favorendo lo sviluppo della personalità autonoma del giovane.

  • La fiducia incondizionata non elimina difficoltà, ma dà forza per affrontarle.

Questa prospettiva offre un quadro in cui l’amore non è solo sentimento, ma pratica educativa e spazio di crescita reciproca, che prepara i figli alla complessità della vita adulta.

Per Umberto Galimberti l’amore non si esaurisce nei gesti affettuosi, ma vive nella fiducia incondizionata e nella relazione consapevole tra soggetti. Crescere i figli, secondo il suo pensiero, significa accompagnarli in un percorso emotivo e mentale, non cercare una tranquillità illusoria.

14 Febbraio 2026 ( modificato il 11 Febbraio 2026 | 20:17 )
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