🌐 Trump cancella le norme sul clima dell’era Obama contro gas serra
L’amministrazione Trump avvia una svolta epocale nella politica ambientale statunitense cancellando la base normativa delle regole sul clima dell’era Obama, con una deregolamentazione su larga scala delle emissioni di gas serra e un’accelerazione verso politiche energetiche favorevoli a carbone e combustibili fossili.
L’amministrazione del presidente Donald Trump ha avviato una profonda e controversa modifica delle politiche climatiche degli Stati Uniti, cancellando norme chiave dell’era Obama che hanno regolato per anni le emissioni di gas serra e rappresentano il fulcro della lotta federale contro il cambiamento climatico.
Il cuore della svolta è la decisione di abrogare formalmente l’“Endangerment Finding” del 2009, la determinazione scientifica ed giuridica con cui l’EPA (Environmental Protection Agency) stabiliva che sei gas serra, tra cui anidride carbonica e metano, rappresentano una minaccia per la salute e il benessere pubblici e quindi devono essere regolati sotto il Clean Air Act.

Questa modifica – descritta dall’amministratore dell’EPA Lee Zeldin come “il più grande atto di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti” – cancella di fatto la base legale per molti standard federali sulle emissioni di gas serra, comprese regole su veicoli e emissioni industriali.
Svolta normativa e implicazioni immediate
La cancellazione dell’“Endangerment Finding” rappresenta una rivoluzione nella politica ambientale statunitense perché abolirebbe l’obbligo di rispettare molti degli standard federali più stringenti sulle emissioni di gas serra, con un impatto diretto su regolamentazioni storicamente utilizzate per ridurre l’inquinamento prodotto da trasporti e industria.
Il provvedimento è parte di un’ampia strategia di deregolamentazione, che include anche la promessa di stipulare contratti per l’acquisto di energia da centrali a carbone da parte del Pentagono e piani per sostenere finanziariamente alcuni impianti tradizionali in Stati come West Virginia, Ohio e North Carolina.
Secondo le fonti dell’amministrazione, il superamento delle regolamentazioni sull’energia e le emissioni permetterebbe di stimolare la crescita economica, ridurre i costi per i consumatori e favorire l’indipendenza energetica.

Critiche e opposizione
Il piano ha suscitato dure reazioni da parte di gruppi ambientalisti, scienziati e leader politici di opposizione, che affermano che questa cancellazione mina decenni di progressi nella lotta al cambiamento climatico e mette a rischio la salute pubblica. Secondo questi critici, l’eliminazione dell’“endangerment finding” potrebbe ritirare la capacità normativa dell’EPA di governare i principali inquinanti responsabili del riscaldamento globale e delle severe condizioni meteorologiche estreme.
Organizzazioni ambientaliste sostengono che l’abrogazione di questo principio potrebbe chiudere la porta a regolamentazioni future su emissioni industriali e di veicoli, rendendo più difficile per qualsiasi amministrazione successiva introdurre standard severi in assenza di nuova legislazione del Congresso.
Le reazioni internazionali
La mossa di Trump si inserisce in un contesto già segnato da scelte unilaterali di politica climatica da parte degli Stati Uniti, inclusa la ritirata dall’Accordo di Parigi e da oltre 60 organizzazioni internazionali impegnate sul clima e altri temi globali.
Esperti internazionali hanno avvertito che la deregolamentazione climatica negli Usa potrebbe avere effetti a catena sugli sforzi globali, indebolendo la fiducia nelle azioni collettive per ridurre le emissioni e mitigare gli impatti del riscaldamento globale.
Impatti su economia, energia e società
Dal punto di vista economico, sostenitori della deregolamentazione affermano che eliminare gli obblighi per la misurazione e la riduzione delle emissioni potrebbe ridurre i costi di produzione, stimolare l’industria energetica tradizionale e favorire investimenti in settori come carbone e petrolio.
Tuttavia, analisti e organizzazioni sanitarie sottolineano che l’aumento delle emissioni potrebbe aggravare problemi di inquinamento atmosferico e malattie correlate, con potenziali costi sanitari e sociali a lungo termine non contabilizzati nelle valutazioni governative.

Nonostante l’intenzione dell’amministrazione di rendere permanente la deregulation, l’azione è destinata a incorrere in controverse sfide legali da parte di Stati, città e gruppi ambientalisti, che già annunciano ricorsi giudiziari per bloccare o sospendere l’implementazione della nuova politica.
Molti osservatori ritengono che la disputa potrebbe arrivare fino alla Corte Suprema, dove verrà messo in discussione se il governo federale può scollegare completamente la regolamentazione delle emissioni di gas serra dal Clean Air Act senza un intervento del Congresso.
La cancellazione delle norme climatiche dell’era Obama da parte dell’amministrazione Trump rappresenta una delle più significative inversioni di politica ambientale nella storia recente degli Stati Uniti, con effetti che potrebbero cambiare l’assetto delle regolamentazioni climatiche, dell’industria energetica e della salute pubblica nei decenni a venire. La deregolamentazione e la cancellazione dell’“endangerment finding” segnano un punto di svolta che ridefinisce il ruolo del governo federale nella regolamentazione delle emissioni e nella lotta ai cambiamenti climatici.
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