6:21 pm, 13 Febbraio 26 calendario

🌐 In un cranio fossile la prova che scrive l’evoluzione degli uccelli

Di: Redazione Metrotoday
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Un’incredibile scoperta nel cranio di un fossile di Archaeopteryx, l’iconico dinosauro alato del Giurassico: dettagli inediti rivelano caratteristiche ossee e strutture associate al volo che forniscono nuove chiavi di lettura sull’origine degli uccelli e la transizione evolutiva dai dinosauri volanti

Da decenni l’Archaeopteryx è celebrato come la “forma di transizione” tra i dinosauri teropodi piumati e gli uccelli moderni: un organismo vissuto circa 150 milioni di anni fa nel Giurassico tardo e caratterizzato da un mosaico di tratti rettiliani e aviari, come denti nel becco, artigli sulle ali e piume ben sviluppate.

Recentemente, un team internazionale di paleontologi ha analizzato uno dei più completi e meglio conservati fossili di Archaeopteryx mai scoperti — soprannominato “Chicago Archaeopteryx” — e le novità emerse dal cranio fossile e dalla sua scansione tridimensionale stanno cambiando la narrazione scientifica su come si sia sviluppata la capacità di volo negli uccelli ancestrali.

Un cranio fossile che racconta nuove storie di evoluzione

L’esemplare in questione, custodito al Field Museum di Chicago e descritto in una pubblicazione su Nature, è definito uno dei 14 reperti di Archaeopteryx finora conosciuti ed è particolarmente prezioso perché preservato in tre dimensioni, una caratteristica estremamente rara nei fossili di questa specie.

Grazie alla preparazione meticolosa del fossile e all’uso di tecnologie come la micro‑tomografia computerizzata e la luce ultravioletta, i ricercatori hanno potuto osservare dettagli anatomici fini nel cranio e nelle regioni palatali — parti dello scheletro normalmente nascoste nel calcare.

Tra i risultati principali dell’analisi emerge che alcune caratteristiche della morfologia cranica di Archaeopteryx mostrano una transizione evolutiva verso strutture osservate negli uccelli moderni. In particolare:

  • Le modificazioni nel palato suggeriscono un graduale spostamento verso un’architettura del cranio meno rigida, similmente a quella che si ritrova in uccelli più evoluti.

  • Sono state identificate strutture legate al movimento della lingua e forse alla masticazione specializzata, interpretazioni importanti per comprendere l’alimentazione e l’adattamento evolutivo alla vita volante.

  • L’analisi della parte superiore della testa, incluso il palato, fornisce indizi sullo sviluppo di caratteristiche neurali e di equilibrio che facilitano il volo.

Queste osservazioni rafforzano l’idea che Archaeopteryx non fosse solo un dinosauro piumato, ma un organismo con una combinazione di tratti funzionali cruciale per comprendere come si sia evoluto il volo negli uccelli.

New, Perfectly-Preserved Specimen of Archaeopteryx Discovered

Oltre il cranio: piume e strutture del volo

Un altro aspetto rivoluzionario riguarda le piume e le strutture delle ali del Chicago Archaeopteryx, che per la prima volta mostrano penne terziarie specializzate attaccate all’omero — un elemento chiave che suggerisce una superficie aerodinamica continua tra il corpo e l’ala, molto simile a quella degli uccelli moderni.

Questa scoperta sostiene fortemente l’ipotesi che Archaeopteryx non fosse solo in grado di planare ma potesse generare portanza con un certo controllo motorio, consolidando ulteriormente il suo ruolo di organismo “on the edge” tra dinosauro e uccello.

Il valore scientifico del “Chicago Archaeopteryx”

Il nuovo esemplare è il primo Archaeopteryx conservato in tre dimensioni completo di molte parti craniche e tracce di tessuti molli, fornendo così un quadro anatomico molto più nitido rispetto ai fossili tradizionali, spesso schiacciati o incompleti.

Questa preservazione ha permesso agli studiosi di:

  • Riconsiderare il modello tradizionale dell’evoluzione cranica da dinosauri terrestri a uccelli alati.

  • Mettere in luce dettagli funzionali del palato, della morfologia della testa e delle capacità cervicali con implicazioni per l’alimentazione e la locomozione.

  • Integrare prove di adattamenti per il volo più sofisticati di quanto precedentemente noto, confermando che molte innovazioni avevano già avuto origine nel Giurassico.

Una nuova luce sulla transizione dinosauro‑uccello

Anche dopo oltre 160 anni dalla prima scoperta di Archaeopteryx nel 1861, queste nuove analisi confermano l’importanza cruciale di questa specie come tassello chiave nell’evoluzione degli uccelli a partire dai dinosauri teropodi.

La tecnologia odierna — come micro‑CT, scansioni 3D e analisi dettagliate dei tessuti fossilizzati — ha aperto una finestra inedita sulle strutture anatomiche interne, permettendo di vedere oltre la mera forma scheletrica e di comprendere come queste piccole creature muovessero i primi passi verso il volo.

Un fossile pieno di insegnamenti

L’analisi del cranio del Chicago Archaeopteryx rappresenta una delle scoperte più importanti nella paleontologia moderna, non solo per l’eccezionale stato di conservazione, ma soprattutto per quello che rivela sulla transizione evolutiva tra dinosauri e uccelli — in particolare sulle modifiche anatomiche che hanno reso possibile il volo.

Questo straordinario fossile ci avvicina sempre di più alla comprensione di come si sia sviluppata una delle caratteristiche biologiche più affascinanti — il volo — e testimonia il valore insostituibile dei reperti paleontologici nella narrazione scientifica dell’origine della vita.

13 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 18:26 )
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