6:21 pm, 13 Febbraio 26 calendario

🌐 Emissione di idrati di gas nelle profondità del Mar di Groenlandia

Di: Redazione Metrotoday
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Un team internazionale di scienziati ha scoperto nel Mar di Groenlandia la più profonda emissione di idrati di gas mai documentata, un fenomeno che ridefinisce la comprensione degli ecosistemi marini profondi, delle dinamiche del metano oceanico e delle implicazioni per il cambiamento climatico globale.

Una scoperta che riscrive gli abissi del Mar di Groenlandia

Una spedizione scientifica internazionale ha individuato nel Mar di Groenlandia, a circa 3.640 metri di profondità, la più profonda emissione di idrati di gas mai osservata sulla Terra, un record che fa luce su processi geologici e biologici sconosciuti fino ad ora nei fondali oceanici artici. Questa scoperta rappresenta una svolta nella ricerca sui clatrati di metano, potenti accumuli di gas intrappolati in strutture di ghiaccio sottomarine, e apre nuove prospettive su come gli oceani profondi influenzino il clima e la biodiversità.

Gli idrati di gas, composti da molecole di metano intrappolate in un reticolo di acqua ghiacciata, sono particolarmente sensibili alle condizioni di pressione e temperatura che caratterizzano i fondali artici. Fino a oggi, questi depositi erano stati scoperti in profondità meno estreme, tipicamente al di sotto dei 2.000 metri, ma la nuova evidenza spinge il limite noto di quasi 1.800 metri più in profondità, ridefinendo i modelli scientifici esistenti.

La scoperta è stata effettuata durante l’Ocean Census Arctic Deep – EXTREME24 Expedition, una campagna oceanografica internazionale che ha utilizzato veicoli sottomarini a controllo remoto (ROV) per esplorare zone oceaniche estremamente profonde e inesplorate. Queste operazioni hanno rivelato non solo la presenza di idrati, ma anche emissioni attive di metano e di idrocarburi associati a strutture geologiche nuove nella regione della Molloy Ridge nel Mar di Groenlandia.

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Che cosa sono gli idrati di gas e perché contano

Gli idrati di gas sono composti cristallini formati da molecole di gas — prevalentemente metano — intrappolate all’interno di gabbie di acqua ghiacciata. Queste strutture si formano in presenza di alta pressione e basse temperature, condizioni tipiche dei profondi sedimenti marini e dei permafrost. Sono considerati uno dei più grandi serbatoi di carbonio del pianeta: si stima che il volume totale di metano immagazzinato negli idrati sia superiore rispetto a tutte le riserve conosciute di carbone, petrolio e gas naturale messi insieme.

Il metano è un gas serra estremamente potente, con un potenziale di riscaldamento climatico molto superiore a quello dell’anidride carbonica (CO₂) su brevi periodi temporali, rendendo la comprensione dei processi di emissione, stoccaggio e rilascio critici per la scienza climatica moderna.

La presenza di idrati di gas a profondità senza precedenti nel Mar di Groenlandia indica che i processi di formazione e rilascio di questi composti sono più complessi e diffusi di quanto si credesse. Questi depositi si comportano come “cold seeps” naturali, dove il metano fuoriesce lentamente dal sedimento verso l’acqua sovrastante, creando condizioni geochimiche uniche.

Ecosistemi estremi: vita dove non la si aspetta

Oltre al significato geologico e climatico, la scoperta di questa emissione ultra profonda ha anche implicazioni biologiche sorprendenti. Intorno agli idrati di gas emergono comunità di organismi adattati a condizioni estreme: tubeworms (vermi tubolari), crostacei e altri invertebrati che prosperano grazie a processi chimiosintetici, ossia che traggono energia non dalla luce solare ma dalle reazioni chimiche legate ai composti rilasciati dal metano.

Questo tipo di ecosistema ricorda quelli scoperti vicino alle bocche idrotermali dei fondali oceanici, ma nel caso degli idrati di gas il metabolismo degli organismi è strettamente connesso alla presenza di idrocarburi naturali e all’energia chimica liberata dai processi di seepage. La scoperta offre una finestra su forme di vita che potrebbero essere analoghe a quelle sospettate in ambienti extraterrestri estremi, come negli oceani sottosuperficiali di lune ghiacciate come Europa o Encelado.

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Implicazioni per il cambiamento climatico

Il ruolo degli idrati di gas nel sistema climatico è tuttora oggetto di studio e dibattito. In condizioni di aumento delle temperature oceaniche, gli idrati possono destabilizzarsi, liberando metano nell’acqua, che in parte potrebbe raggiungere l’atmosfera. Questo fenomeno rappresenta un potenziale feedback positivo nell’accelerazione del riscaldamento globale, poiché il metano atmosferico contribuisce in modo significativo all’effetto serra.

Nel contesto artico, dove le temperature marine e terrestri stanno aumentando più rapidamente rispetto alla media globale, la stabilità dei depositi di idrati di gas è particolarmente vulnerabile. Il recente rapporto del sistema di monitoraggio Copernicus ha evidenziato temperature marine e dei ghiacci estremamente elevate nella regione del Mare di Groenlandia e delle Svalbard, segnalando condizioni che potrebbero influenzare condizioni di equilibrio degli idrati nel profondo oceano.

Comprendere i processi di formazione, stabilità e rilascio degli idrati di gas è quindi cruciale per migliorare i modelli climatici futuri, poiché potrebbe influenzare le proiezioni di emissioni di metano e l’evoluzione del sistema clima–oceano nelle prossime decadi.

Una migliore governance dell’Oceano Artico

La scoperta nel Mar di Groenlandia non riguarda solo la scienza: ha anche implicazioni politiche e di governance per l’Oceano Artico, un’area sempre più oggetto di interesse strategico per la pesca, la navigazione e le risorse naturali. Le nuove evidenze sulla presenza di habitat profondi unici e su processi geochimici complessi sottolineano la necessità di approcci regolatori basati su dati scientifici per proteggere la biodiversità e prevenire attività umane dannose, compresi gli impatti di prospezioni fossili o potenziali estrazioni minerarie.

La collaborazione internazionale sarà fondamentale per sviluppare strategie di gestione sostenibile dell’Oceano Artico, anche alla luce delle pressioni crescenti dei cambiamenti climatici. Queste scoperte profonde ci ricordano quanto poco conosciamo ancora del pianeta e quanto sia fondamentale preservare gli ambienti naturali più remoti.

La conferma della **più profonda emissione di idrati di gas mai registrata nel Mar di Groenlandia è una pietra miliare per la scienza oceanografica, climatica e biologica. Questo ritrovamento sfida le conoscenze precedenti sul comportamento degli idrati, sulle dinamiche marine profonde e sulle connessioni tra sistemi geologici e climatici. Allo stesso tempo, evidenzia la sorprendente resilienza della vita nelle condizioni più estreme e l’importanza di un oceano sano per il futuro del pianeta.

Con ogni nuova esplorazione, la profonda oscurità degli abissi marini si rivela ricca di segreti che possono aiutare a comprendere il nostro mondo — e il modo in cui cambierà nei decenni a venire.

13 Febbraio 2026 ( modificato il 1 Febbraio 2026 | 18:25 )
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