🌐 Salvini chiede lo sgombero di tutte le case occupate
Il vicepremier Matteo Salvini annuncia che il nuovo decreto sicurezza sarà integrato con la norma per lo sgombero immediato di tutte le case occupate abusivamente, estendendo le misure già adottate solo per la prima abitazione di proprietà.
Mentre il Governo italiano ha definito il nuovo decreto sicurezza, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rilanciato dal palco la proposta di inserire una misura che prevede lo sgombero immediato di tutte le case occupate abusivamente, non più limitato alla sola “prima casa”. La dichiarazione, che ha scatenato un ampio dibattito politico e sociale, arriva nel momento in cui la misura sulla sicurezza urbana si intreccia con temi di diritto alla casa, legalità e tutela della proprietà privata.
La stretta sugli immobili occupati
Il cuore della proposta annunciata da Salvini è chiaro: estendere le procedure di sgombero immediato già previste per la prima casa occupata abusivamente anche a tutte le altre abitazioni occupate illegalmente. Questa estensione – secondo il leader della Lega – è necessaria per garantire “certezza del diritto” e dare risposte ai proprietari di immobili che vedono i loro beni usurpati senza alcuna tutela effettiva.
La norma dovrebbe essere inserita nel decreto sicurezza che, secondo le previsioni del Governo, potrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro mercoledì della prossima settimana. Oltre agli sgomberi, il provvedimento potrebbe includere altre misure sulla sicurezza urbana, come la tutela degli agenti di polizia e modifiche alle procedure di fermo preventivo.
Cosa cambia rispetto alla normativa attuale
Fino ad oggi, la legge prevede lo sgombero obbligatorio solo per la prima casa occupata abusivamente: una norma pensata per tutelare in primis l’abitazione principale del proprietario. La proposta di Salvini va oltre, mirando a rendere immediata l’esecuzione per qualsiasi immobile occupato, indipendentemente dal suo uso come abitazione principale o secondaria.
Questa estensione, secondo i proponenti della misura, risponderebbe alle richieste di molti proprietari e agenti immobiliari, che segnalano un aumento delle difficoltà nel recupero degli immobili occupati, spesso accompagnato da lungaggini giudiziarie e resistenze concrete sul campo.

Reazioni politiche e sociali
La proposta ha subito acceso il dibattito: da una parte, esponenti della maggioranza di Governo e della Lega parlano di una “stretta necessaria” per ripristinare legalità e sicurezza, sostenendo che l’approccio attuale non garantisce un’efficace tutela della proprietà. Dall’altra, critici evidenziano i rischi di una misura “tout court” che non tenga conto delle situazioni di disagio sociale, povertà abitativa o vulnerabilità familiare.
Organizzazioni per i diritti degli inquilini e sindacati evidenziano come molte occupazioni siano causate dalla mancanza di alloggi accessibili e dalle difficoltà economiche di ampie fasce di popolazione. Secondo questi critici, una politica di sgomberi generalizzati può aggravare problemi sociali senza offrire soluzioni di sostegno abitativo.
Sfide operative e rischi sul campo
Oltre alla discussione politica, ci sono sfide operative non banali legate all’esecuzione degli sgomberi. Gli episodi degli ultimi mesi in Italia hanno evidenziato quanto possano essere complesse e persino pericolose le operazioni di liberazione degli immobili occupati. In un caso tragico dell’ottobre 2025, durante un tentativo di sgombero di un edificio occupato vicino a Verona, un’esplosione ha causato la morte di tre agenti e il ferimento di altri, mettendo in luce i rischi per le forze dell’ordine durante queste operazioni.
Questi eventi sottolineano come le misure legislative, se non accompagnate da piani operativi e di sicurezza efficaci, possano tradursi in situazioni altamente critiche per agenti, occupanti e residenti.
Il contesto del decreto sicurezza
La proposta di Salvini si inserisce in un pacchetto più ampio di interventi sul tema della sicurezza, che comprende anche la tutela delle forze dell’ordine, il fermo preventivo esteso fino a 48 ore e misure sulle manifestazioni pubbliche. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è rafforzare il controllo del territorio e la tutela dei cittadini, in vista anche di eventi internazionali e di una percezione diffusa di insicurezza urbana.
Una delle questioni chiave emerse nei confronti delle occupazioni illegali riguarda la natura del reato: dallo scorso giugno in Italia esiste già l’articolo nel codice penale che punisce con pene fino a sette anni chi occupa illegalmente un immobile con violenza, minaccia o inganno. Tale introduzione ha già rappresentato un maggiore inasprimento rispetto al passato, e il nuovo decreto punta a renderne più rapido l’effetto pratico.

Diritto alla casa vs proprietà privata
La questione delle “case occupate” tocca non solo aspetti di ordine pubblico ma anche grandi temi di politica sociale: il diritto alla casa, la crisi abitativa, la mancanza di alloggi sociali e la tensione tra il diritto alla proprietà privata e la tutela delle persone senza casa. Molti esperti sottolineano che misure punitive, se non accompagnate da politiche abitative strutturali per i nuclei familiari in difficoltà, possono risultare parziali e inefficaci nel lungo periodo.
Organizzazioni del terzo settore e associazioni sociali richiamano l’attenzione sul fatto che molte occupazioni nascono da condizioni di disagio abitativo, e che affrontare questa emergenza richiede più di una stretta normativa sugli sgomberi.
Possibili scenari legislativi
Se la proposta verrà formalizzata nel testo del decreto sicurezza e approvata in Consiglio dei ministri, il Parlamento si troverà a discutere una norma che potrebbe cambiare significativamente la disciplina degli sgomberi in Italia. All’interno di questa discussione si dovranno confrontare non solo posizioni politiche diverse, ma anche osservazioni giuridiche, sociali ed economiche sui meccanismi più efficaci e equi per gestire il problema.
L’annuncio di Matteo Salvini sull’inclusione nel decreto sicurezza anche lo sgombero immediato di tutte le case occupate abusivamente segna un’accelerazione su un tema che da anni divide opinione pubblica, istituzioni e società civile. Tra esigenze di legalità, rispetto della proprietà e tutela dei diritti sociali, la discussione sul nuovo testo di legge si apre a un confronto ampio e complesso che avrà ricadute non solo sul mercato immobiliare ma anche sul tessuto urbano e sociale delle città italiane.
La proposta di estendere lo sgombero immediato a tutte le case occupate, avanzata da Salvini nel nuovo decreto sicurezza, riflette la volontà del Governo di rafforzare le tutele della proprietà privata e di accelerare le procedure di liberazione degli immobili, ma solleva anche interrogativi sul diritto alla casa, sulla fattibilità delle operazioni e sugli impatti sociali delle misure.
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