5:02 pm, 12 Febbraio 26 calendario

🌐 Orsi polari e Artico: clima che cambia mette a rischio la specie simbolo

Di: Redazione Metrotoday
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Nell’Artico gli orsi polari affrontano una battaglia sempre più difficile contro il riscaldamento globale: la perdita di ghiaccio marino riduce le possibilità di caccia e mette a rischio salute e numeri delle popolazioni, mentre alcuni gruppi mostrano sorprendenti segnali di adattamento.

L’orso polare (Ursus maritimus), simbolo fragile e maestoso dell’Artico, non è solo un’icona della fauna estrema: è anche un indicatore chiave dello stato di salute dell’ambiente artico e della risposta del pianeta ai cambiamenti climatici. Negli ultimi decenni il riscaldamento globale ha trasformato profondamente l’habitat di questi grandi carnivori, portando a conseguenze complesse che spaziano dal cambiamento delle abitudini alimentari alle crisi riproduttive e demografiche.

Ghiaccio marino in rapido declino

Il cambiamento climatico ha accelerato lo scioglimento del ghiaccio marino nell’Artico più di quanto qualsiasi altro luogo sul pianeta. Il ghiaccio non è soltanto una superficie bianca: rappresenta la piattaforma essenziale su cui gli orsi polari cacciano le foche, la loro preda principale. Senza ghiaccio, la caccia diventa estremamente difficile, costringendo gli animali a lunghi periodi di digiuno sulla terraferma o a cercare prede alternative con scarso successo.

Senza ghiaccio, gli orsi trascorrono più tempo fermi sulla terra, affamati, con conseguenze dirette sulla loro salute e vitalità. Uno studio recente ha infatti confermato che la perdita di ghiaccio porta direttamente a un “deficit energetico” devastante per le popolazioni di orsi, soprattutto nella baia di Hudson, dove la popolazione è diminuita drasticamente a causa di una finestra di caccia sempre più breve e opportunità alimentari più scarse.

Numeri e prospettive delle popolazioni

Attualmente si stima che esistano tra circa 22.000 e 31.000 orsi polari in tutto l’Artico, distribuiti in circa 19 popolazioni diverse. La specie è classificata come “vulnerabile” dall’IUCN, con la perdita di ghiaccio marino da riscaldamento causato dall’uomo come minaccia più grave alla loro sopravvivenza.

Alcune popolazioni mostrano tendenze preoccupanti: in Canada, ad esempio, le orse e i loro cuccioli della Hudson Bay stanno lottando per trovare cibo sufficiente, con un declino non solo delle dimensioni fisiche degli animali ma anche della sopravvivenza dei piccoli.

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Casi sorprendentemente resilienti

Accanto alle notizie più allarmanti, emergono però segnali inaspettati di adattamento locale. Nelle Svalbard, un arcipelago norvegese nel mare di Barents, i ricercatori hanno osservato che la popolazione di orsi polari è rimasta relativamente stabile nonostante una forte diminuzione dei periodi con ghiaccio. Questo è stato attribuito a nuove strategie di caccia e all’aumento di prede alternative sulla terraferma – come renne, trichechi e altri animali – che hanno parzialmente compensato la perdita del tradizionale habitat di caccia sul ghiaccio.

Questa scoperta, che va contro la narrativa più comune della crisi irreversibile, non significa però che la specie sia salva. Gli scienziati avvertono che tali adattamenti potrebbero essere temporanei e che ulteriori perdite di ghiaccio potrebbero presto superare la capacità di adattamento di questi orsi.

Nuove minacce emergenti

La rarefazione del ghiaccio non è l’unica sfida. A causa della loro ridotta capacità di movimento e del maggiore tempo trascorso sulla terraferma, gli orsi polari stanno incontrando nuovi patogeni, virus e parassiti che una volta erano confinati in ambienti meno esposti. Questo aumento di malattie è collegato direttamente al cambiamento climatico e alla trasformazione degli ecosistemi artici, mettendo ulteriori pressioni sulla salute delle popolazioni.

In parallelo, l’aumento delle attività umane – dalle rotte di navigazione commerciali alle prospezioni di idrocarburi – espone gli orsi a disturbi, contaminanti e conflitti con gli esseri umani, complicando ancora di più la loro sopravvivenza a lungo termine.

Il ruolo degli orsi polari nell’ecosistema artico

Gli orsi polari non sono solo predatori; svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema artico, influenzando la disponibilità di nutrienti e la struttura delle comunità di scavenger e di altri animali. Uno studio recente ha stimato che, attraverso la predazione e l’abbandono di carcasse, gli orsi contribuiscono a trasferire milioni di chilogrammi di materia organica ogni anno, sostenendo una vasta rete di specie che dipendono da questi nutrienti.

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Le azioni necessarie

La scienza climatica concorda su una realtà: l’Artico si sta riscaldando molto più velocemente di qualsiasi altra regione terrestre, con conseguenze profonde sulla copertura di ghiaccio, sugli habitat e sui modelli di vita degli orsi polari. Senza una riduzione significativa delle emissioni globali di gas serra, molti esperti avvertono che molte popolazioni di orsi potrebbero subire estinzione locale entro la fine del secolo.

Gli sforzi di conservazione includono monitoraggi continui, protezione degli habitat critici, ricerca su strategie di adattamento e iniziative internazionali per ridurre le emissioni globali. Tuttavia, la complessità della crisi richiede azioni coordinate a livello globale per mitigare la perdita di ghiaccio artico, la minaccia più immediata e diretta per gli orsi polari.

Gli orsi polari sono molto più di simboli dei ghiacci in scioglimento: sono specie chiave che riflettono lo stato di salute dell’Artico e della Terra intera. La loro sopravvivenza dipende non solo dal destino del ghiaccio marino, ma da come l’umanità affronterà la sfida del cambiamento climatico. Fino a quando gli orsi polari continueranno a soffrire per la perdita del loro habitat, il rischio di perdere una delle specie più iconiche del pianeta rimane molto reale.

Gli orsi polari affrontano molteplici minacce dovute al riscaldamento globale e alla perdita di ghiaccio marino, con popolazioni in declino in alcune aree e sorprendenti segnali di resilienza in altre, ma la loro sopravvivenza futura dipenderà dalle azioni globali contro il cambiamento climatico.

12 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 17:05 )
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