🌐 Futuro Nazionale: lo statuto contro gender, woke e immigrazione
Il nuovo partito fondato dall’europarlamentare ed ex generale Roberto Vannacci, ha depositato uno statuto di 56 articoli che dichiara guerra all’ideologia gender, al pensiero woke e all’immigrazionismo, promuovendo un’identità tradizionale italiana basata su famiglia naturale, radici culturali e difesa dei confini. La scelta programmatica rilancia il dibattito politico su valori, sovranità e cultura nel panorama italiano in vista delle elezioni.
Il generale Roberto Vannacci ha ufficializzato l’atto costitutivo del nuovo partito “Futuro Nazionale con Roberto Vannacci” (Fnv) registrando lo statuto notarile il 7 febbraio scorso in Toscana. Il documento, composto da 56 articoli, definisce in modo netto la linea ideologica del movimento, con un forte richiamo alla sovranità nazionale e alla tutela delle tradizioni culturali che si pone in contrapposizione ai contesti culturali progressisti percepiti come imposti dall’alto.
Lo statuto identifica tra i suoi obiettivi principali la “lotta coraggiosa ai progetti di creazione del nuovo senso comune costruiti su ideologia gender, ideologia woke, cancel culture e immigrazionismo”, inserendo queste formule nella cornice di una visione valoriale che enfatizza l’identità italiana radicata nel diritto romano, nel pensiero greco e nella civiltà cristiana.
Una carta valoriale contro le “culture imposte”
Secondo il testo statutario, la difesa dei valori tradizionali e dell’identità nazionale è considerata imprescindibile per la cittadinanza e non può essere ridotta al mero rispetto formale delle leggi o a procedure burocratiche. In questo senso, concetti come “identità tradizionale italiana” e “Patria delle piccole patrie” vengono presentati come fondamenti irrinunciabili della proposta politica del partito.
Il riferimento all’“ideologia gender” e alla cultura woke nel documento non è casuale: sono descritti come esempi di “nuovi sensi comuni” che, secondo Vannacci, minacciano l’ordine sociale tradizionale e il patrimonio culturale italiano. Questi termini, diffusamente utilizzati nei dibattiti politici e culturali, rappresentano per i fondatori una critica alle trasformazioni culturali progressiste che si sono affermate negli ultimi anni.

Il partito si presenta quindi come un soggetto esplicitamente identitario e conservatore, radicato su una visione della società che enfatizza la famiglia naturale formata da un uomo e una donna, la difesa della vita e la protezione delle istituzioni tradizionali, incluse la sanità pubblica, il lavoro e le forze dell’ordine.
Immigrazione e sovranità
Un altro punto centrale dello statuto è la critica all’“immigrazionismo”, neologismo che spesso indica una politica migratoria percepita come eccessiva o deleteria per l’identità nazionale. Futuro Nazionale definisce la lotta all’immigrazionismo come parte integrante della difesa non negoziabile dei confini territoriali e della sicurezza interna ed esterna del Paese.
Il documento pone particolare enfasi sulla “difesa dei confini” e sulla “difesa dei valori culturali come elemento imprescindibile di appartenenza alla cittadinanza”, configurando l’immigrazione non regolata come elemento di rottura rispetto alla coesione sociale e alla continuità storica della nazione.
Organizzazione interna e leadership
Lo statuto stabilisce anche le regole organizzative del partito. Roberto Vannacci è nominato presidente nazionale con un mandato triennale, durante il quale dovrà convocare il congresso nazionale, che costituisce l’organo di massima espressione politica interna. Il testo prevede poi la possibilità di sfiducia in caso di violazione da parte del presidente, oltre a diverse categorie di tesserati con diritti e funzioni specifiche.
Tra i soci fondatori figurano Massimiliano Simoni, ex consigliere regionale leghista, e i deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso, usciti dalla Lega per aderire al nuovo progetto politco, insieme ad Annamaria Frigo, responsabile del tesseramento nazionale.

Reazioni politiche e prospettive
La creazione di Futuro Nazionale non è avvenuta senza discussioni nel panorama politico. Il partito prende le distanze dalla Lega, di cui Vannacci era vicesegretario, segnando una scissione ideologica e personale. La scelta di fondare un nuovo soggetto è stata motivata dallo stesso Vannacci come una via per perseguire in modo più deciso un’agenda politica centrata su identità, sicurezza e valori tradizionali.
Critici della nuova formazione avvertono che i riferimenti all’ideologia gender, al movimento woke e all’immigrazionismo riflettano più un paradigma culturale di rivolta che un progetto politico concreto, potenzialmente indirizzato a mobilitare elettorati conservatori e nazionalisti in Italia. Altri osservatori evidenziano come questa linea possa influenzare i futuri equilibri del centrodestra, soprattutto in vista delle elezioni politiche del 2027.
Un quadro politico in evoluzione
Futuro Nazionale si propone dunque come attore politico che intende ridefinire la dialettica nazionale sui valori sociali e culturali, puntando a catalizzare consensi tra chi si sente distante dalle narrative progressiste dominanti. La chiara contrapposizione a woke, gender e immigrazionismo segna una linea di demarcazione netta nella proposta politica del partito, che mira a posizionarsi come protagonista nel dibattito politico italiano dei prossimi mesi.
Mentre lo statuto prende forma e il progetto organizzativo si sviluppa, la capacità di Futuro Nazionale di tradurre queste posizioni in un programma elettorale competitivo e attrarre un elettorato significativo rimane un nodo centrale da osservare nel contesto politico nazionale.
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