🌐 Editoria, la Verità e Libero calano e Repubblica perde 7mila copie
I dati ADS di dicembre 2025 mostrano un quadro complessivo negativo per i principali quotidiani italiani: La Verità di Belpietro e Libero segnano un calo, Repubblica perde oltre 7mila copie rispetto a novembre e solo Il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio registra una crescita. Analisi delle tendenze di mercato e del futuro dell’editoria.
Dicembre 2025 si chiude con una fotografia dei quotidiani italiani in marcato rosso, con cali generalizzati nelle vendite cartacee e digitali per molte testate di riferimento e poche eccezioni in positivo. Secondo i dati ADS sulla diffusione totale (cartacea + digitale), nel confronto tra novembre e dicembre 2025 molte testate arretrano, mentre solo alcune registrano performance in crescita in un mercato editoriale sempre più complesso e competitivo.
La testata che più attira l’attenzione per la perdita di copie è La Repubblica, storica testata nazionale ormai da tempo in difficoltà sui numeri di diffusione: a dicembre la diffusione scende a 123.119 copie rispetto alle 130.708 di novembre, con una perdita superiore alle 7mila copie (-5,8% circa).
Non va meglio a Libero, quotidiano noto per la sua linea editoriale politica e giornalistica, che passa da 18.114 a 16.728 copie vendute, registrando una diminuzione del 7,7% rispetto al mese precedente. Anche La Verità di Maurizio Belpietro subisce una flessione: 22.790 copie contro le 23.733 di novembre, pari a un calo del 4%.
Anche altri importanti quotidiani mostrano segni di difficoltà: Il Messaggero e La Stampa chiudono con leggere perdite nelle vendite, mentre Corriere della Sera, pur restando la testata con maggiore diffusione, registra una flessione marginale.

Solo alcune testate in controtendenza
In un contesto complessivamente negativo per le vendite dei quotidiani, solo poche testate mostrano performance positive. Spicca in particolare Il Fatto Quotidiano, diretto da Marco Travaglio, che a dicembre aumenta le copie vendute arrivando a 57.983, con un incremento di 3.546 rispetto al mese precedente (+6,5%).
In controtendenza ma con incrementi più modesti sono anche Il Sole 24 Ore, che passa da 115.387 a 116.195 copie (+0,7%), e Il Giornale, con un aumento da 25.530 a 25.894 copie (+1,4%).
Questi dati indicano come la crisi delle vendite non sia uniforme per tutte le testate: mentre alcuni quotidiani generalisti e di grande diffusione perdono terreno, testate con una base di lettori più consolidata o con una proposta editoriale più definita riescono a compensare parzialmente il trend negativo.
Il quadro complessivo dell’editoria cartacea
I numeri di dicembre 2025 si inseriscono in un trend più ampio di contrazione delle vendite dei quotidiani italiani che si trascina da anni. Secondo dati di osservatori indipendenti, le copie cartacee vendute complessivamente nel 2024 sono state circa 423 milioni, in calo di oltre il 7,6% rispetto al 2023 e del 32,2% rispetto al 2020.
Situazioni analoghe si osservano anche nei dati Agcom, che evidenziano come nel 2024 le copie vendute quotidianamente siano diminuite di oltre il 9% rispetto all’anno precedente e di oltre il 35% rispetto al 2020.
La flessione riguarda sia i quotidiani nazionali che quelli locali, sebbene con ritmi diversi, e riflette un cambiamento nei consumi dell’informazione, con una progressiva migrazione verso i formati digitali, social media e nuove piattaforme di fruizione delle notizie.

Cause del declino e trasformazioni del mercato
Il calo delle vendite dei quotidiani italiani ha molteplici cause. La competizione digitale, la diminuzione dei lettori della carta stampata, il cambiamento delle abitudini di informazione e la crescita dell’informazione online gratuita sono tra i principali fattori che concorrono alla diminuzione delle copie vendute.
Inoltre, la concentrazione dell’attenzione su pochi titoli digitali di grande diffusione e l’aumento di contenuti non a pagamento ha eroso la base di lettori paganti, mettendo in difficoltà le testate che fanno della diffusione tradizionale una componente significativa del proprio modello di business.
Anche la trasformazione del ruolo sociale dei media in Italia, con un crescente scetticismo nei confronti delle fonti tradizionali e una maggiore attenzione alle notizie attraverso canali digitali, influenza negativamente le vendite della stampa quotidiana. Le piattaforme online attraggono una parte rilevante dell’audience, spingendo i quotidiani tradizionali a investire maggiormente nella loro presenza digitale ma anche a confrontarsi con margini di profitto più esigui.
Studio delle performance per testata
L’analisi dei dati delle copie vendute a dicembre 2025 mostra come alcuni quotidiani affrontino meglio il mercato rispetto ad altri, evidenziando aree di forza e debolezza:
• La Repubblica: il calo di oltre 7mila copie rappresenta una battuta d’arresto significativa per una testata un tempo tra le più diffuse in Italia, confermando un trend negativo pluriennale.
• Libero: la testata registra una contrazione di quasi l’8% delle vendite, riflettendo difficoltà nel mantenere la base di lettori.
• La Verità: nonostante fosse una delle testate con target definito, anche qui si registra un calo delle vendite.
• Il Fatto Quotidiano: unico grande titolo generalista con crescita netta, confermando la capacità di mantenere e ampliare la propria base di lettori.
• Il Sole 24 Ore e Il Giornale: segnano incrementi moderati, probabilmente grazie a nicchie specifiche di audience.
Questi dati evidenziano come non esista un’unica dinamica di mercato per tutti i quotidiani, ma piuttosto una differenziazione legata alla posizione editoriale, al pubblico di riferimento e alla capacità di adattarsi al mondo digitale.

Il ruolo del digitale e degli abbonamenti
Il digitale rappresenta un’opportunità ma anche una sfida per i quotidiani italiani. Le vendite digitali mostrano segni di crescita, ma non bastano ancora a compensare il calo della carta stampata, tanto che molte testate stanno cercando modelli di abbonamento digitale sostenibili per stabilizzare i ricavi e fidelizzare i lettori.
L’adozione di paywall, newsletter specializzate, contenuti premium e piattaforme mobile è diventata sempre più centrale nelle strategie editoriali per cercare di trasformare il pubblico online in lettori paganti. Tuttavia, la transizione verso questi modelli è complessa e richiede tempo, investimenti e una chiara proposta di valore per gli utenti.
Prospettive future dell’editoria quotidiana
Il quadro attuale lascia intravedere alcune linee di sviluppo per i quotidiani italiani. La diversificazione delle fonti di reddito, l’innovazione digitale e la qualità dell’offerta giornalistica saranno elementi chiave per la sopravvivenza e la crescita delle testate.
Le testate che riusciranno a coniugare un forte prodotto editoriale con offerte digitali innovative e servizi aggiuntivi potrebbero attrarre nuove fasce di pubblico e consolidare la fedeltà dei lettori già paganti. Allo stesso tempo, l’intera filiera editoriale dovrà confrontarsi con una diminuzione complessiva della domanda per la carta stampata e con una concorrenza sempre più intensa nel panorama dell’informazione online.
Il quadro di dicembre 2025 conferma che molti quotidiani italiani sono ancora in crisi di vendite, con cali netti per testate come La Verità, Libero e Repubblica, mentre poche altre riescono a migliorare i propri numeri, tra cui particolarmente Il Fatto Quotidiano di Travaglio.
La situazione attuale richiede strategie di adattamento profonde nel settore editoriale, un ripensamento dei modelli di business e un’attenzione continua alla qualità e alla capacità di coinvolgere nuovi lettori, per cercare di invertire la tendenza negativa del mercato e garantire la sostenibilità delle principali testate italiane.
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