12:48 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Perché la carta igienica non deve essere gettata nel water

Di: Redazione Metrotoday
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La carta igienica non deve essere gettata nel water, problemi tubature e sistema fognario: ecco perché questo gesto quotidiano può causare danni, blocchi e costi imprevisti

Gettare la carta igienica nel water può sembrare un gesto naturale e semplice, ma non sempre è la scelta più corretta per la tua casa e per il sistema fognario. In molti Paesi — e anche in diverse zone d’Italia con impianti vecchi o fognature delicate — questa abitudine è sconsigliata perché può provocare intasi nei tubi, sovraccaricare le reti di scarico e creare costose riparazioni al sistema idraulico domestico e pubblico. Secondo le autorità sanitarie e gli esperti di manutenzione delle condotte, i bagni sono progettati per gestire solo tre elementi: urina, feci e piccole quantità di carta igienica progettata per dissolversi rapidamente. Gettare altri materiali o eccessive quantità di carta può compromettere questo equilibrio.

Perché la carta igienica può creare problemi allo scarico

Il concetto base è semplice: anche se la carta igienica è pensata per dissolversi in acqua, il processo non è immediato e dipende da numerosi fattori — dal tipo di carta, alla qualità delle tubazioni, alla pressione dell’acqua. Flushing too much toilet paper at once can increase the risk of clogs because it breaks down slowly and may get caught in bends or narrow sections of pipes before dissolving fully.

In molti impianti di scarico domestico, le curve e i tratti più stretti delle condotte possono favorire l’accumulo di carta, soprattutto se il materiale è spesso o se viene gettato in grandi quantità con un solo flush. Questo può causare blocchi parziali o totali, che causano ritorni d’acqua, perdite o la necessità di interventi idraulici urgenti.

Le fognature e l’impianto pubblico: un problema più grande di quanto pensi

Il problema non si ferma alla singola casa. Quando carta e altri materiali si accumulano nella rete fognaria, possono formare ingorghi ai nodi di raccordo, ostacolando il flusso di acque reflue e mettendo sotto stress gli impianti di trattamento. Le società di gestione delle acque insistono che solo urina, feci e carta igienica concepita per dissolversi rapidamente dovrebbero essere gettate nel water, e qualsiasi altra cosa — dai fazzoletti alle salviette umidificate — va smaltita nel cestino.

Negli anni recenti, molte municipalità hanno affrontato costi enormi per rimuovere blocchi nei collettori principali, dove materiali non biodegradabili si combinano con grassi e altre sostanze per formare grandi accumuli difficili da rimuovere. Questi ingorghi non solo ostacolano il funzionamento delle pompe, ma possono anche portare a sversamenti di acque reflue in superficie o nelle aree verdi, con conseguenze igienico‑ambientali rilevanti.

Carta igienica e sistemi di fossa settica: perché conta ancora di più

In molte abitazioni che non sono collegate alla fognatura pubblica, ma che utilizzano sistemi di fossa settica, il problema può essere ancora più grave. Le fosse settiche si basano su processi biologici per decomporre i rifiuti organici; un eccesso di carta, specialmente quella più spessa con strati multipli o additivi, può rallentare la digestione batterica e causare accumuli solidi, che richiedono svuotamenti più frequenti o interventi costosi.

Per questo motivo, in molte comunità rurali si raccomanda di limitare o evitare del tutto il getto della carta igienica nel water, preferendo alternative come bidet o sacchetti chiusi per gli scarti carta, in modo da mantenere efficiente l’impianto di smaltimento.

Quando può essere accettabile gettarla, e quando no?

Nonostante tutte le criticità, non sempre il gesto è dannoso in senso assoluto. In molte case moderne con impianti di scarico adeguati alla normativa, piccole quantità di carta igienica di qualità progettata per dissolversi rapidamente non causano problemi significativi. Tuttavia, è fondamentale conoscere il proprio impianto: in edifici vecchi con tubazioni strette, pressioni d’acqua basse o sistemi di fossa, il rischio di ostruzione cresce notevolmente.

Un altro aspetto importante è l’uso eccessivo: anche in impianti idonei, gettare molta carta con una sola scarica aumenta la probabilità che fibre non disintegrate si accumulino, creando potenziali punti di blocco.

Alternative e buone pratiche per il bagno di casa

Per minimizzare i rischi di intasamento e mantenere sano il sistema fognario domestico, ecco alcune strategie consigliate:

  • Usare la carta igienica in quantità moderata: evitare di gettarne troppa tutta in una volta.

  • Scegliere carta biodegradabile o progettata per dissolversi rapidamente.

  • Smaltire altre carte igieniche o prodotti (come salviette) nel cestino piuttosto che nel water.

  • Considerare l’uso di bidet o lavaggi alternativi dove possibile, riducendo la quantità di carta utilizzata.

L’educazione sanitaria e l’impatto ambientale

Oltre agli aspetti tecnici, la gestione corretta dei rifiuti nel bagno ha anche una valenza igienico‑sanitaria e ambientale. Evitare ingorghi significa ridurre il rischio di ritorni di acque reflue in casa o nell’ambiente, diminuire i costi di manutenzione pubblica e privata, e preservare la salute dei corsi d’acqua e degli ecosistemi che possono essere colpiti da sversamenti o eccessi di materiali non trattati adeguatamente.

Gettare la carta igienica nel water non è sempre un errore, ma è un gesto che deve essere fatto con consapevolezza: conoscere il proprio impianto, usare materiali adatti e limitare quantità eccessive può fare la differenza tra un bagno senza problemi e costose emergenze idrauliche.

11 Febbraio 2026
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