1:18 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Il più grande relitto medievale al mondo è nello stretto di Øresund

Di: Redazione Metrotoday
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Ritrovato il cog Svælget 2, una scoperta storica che riscrive la mappa del commercio marittimo del Quattrocento

Una scoperta archeologica straordinaria emerge dalle acque tra Danimarca e Svezia: gli esperti hanno riportato alla luce il relitto di una nave medievale di dimensioni mai viste, nascosto per oltre sei secoli sotto lo stretto di Øresund. Il relitto, ribattezzato Svælget 2, è stato identificato come il più grande cog (nave da carico medievale) mai rinvenuto, offrendo nuove prospettive sulla navigazione commerciale e sulla tecnologia navale del XV secolo.

Questa scoperta rivoluzionaria è il risultato di scavi subacquei condotti da archeologi del Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde nel corso di verifiche del fondale necessarie a un progetto di sviluppo portuale nei pressi di Copenhagen. Il relitto è stato sepolto sotto una coltre di sabbia e sedimenti marini a circa 13 metri di profondità, conservando molte delle strutture originali della nave.

Un gigante dei mari: dimensioni e caratteristiche del relitto

Il relitto, datato intorno al 1410 attraverso analisi dendrocronologiche, misura circa 28 metri di lunghezza, 9 metri di larghezza e più di 6 metri di altezza, con una capacità di carico stimata di circa 300 tonnellate. Questo lo rende il più grande cog medievale mai individuato, superando ogni precedente ritrovamento di nave commerciale di quel periodo.

I cogs erano imbarcazioni di carico diffuse nel Nord Europa durante il Medioevo, fondamentali per il trasporto di merci lungo rotte commerciali che collegavano porti del Mare del Nord, del Baltico e della Manica. A causa della loro robustezza e grande capacità, queste navi rappresentavano il cuore del commercio marittimo dell’epoca.

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Una scoperta “intatta”: lo stato di conservazione

Ciò che rende eccezionale il ritrovamento di Øresund non è solo la dimensione del relitto, ma il grado di conservazione delle strutture lignee. Protetta dalla sabbia e dal silenzio dei fondali, la nave ha preservato parti della chiglia, delle fiancate e persino tracce di attrezzature di bordo, permettendo agli archeologi di raccogliere dati senza precedenti sulla costruzione e sull’uso di queste imbarcazioni.

La scoperta della Svælget 2 offre una visione senza precedenti sulla tecnologia navale medievale: le dimensioni impressionanti e l’architettura della nave suggeriscono l’esistenza di sistemi costruttivi avanzati e di una sofisticata comprensione della navigazione marittima commerciale già nel primo Quattrocento.

Un relitto che parla di commercio e connessioni europee

La localizzazione del ritrovamento nello stretto di Øresund, che collega il Mar Baltico al Kattegat e poi al Mare del Nord, non è casuale: questa rotta era uno dei principali corridoi marittimi del commercio medievale settentrionale. Il ritrovamento di una nave così grande in quella zona conferma il ruolo centrale di Copenhagen e dei porti danesi nelle reti commerciali tra Scandinavia, Germania, Paesi Bassi e oltre.

Studi preliminari sul legname e sui materiali suggeriscono che le travi e le assi impiegate nella costruzione della Svælget 2 provenissero da foreste dell’Europa continentale, indicando un’intricata catena di approvvigionamento e scambi di materie prime.

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La vita a bordo e gli usi della nave

Oltre alle strutture lignee, gli archeologi hanno recuperato oggetti e dettagli che offrono uno spaccato della vita quotidiana a bordo di un cog medievale: attrezzature per cucinare, strumenti di navigazione e altri reperti che, combinati con l’analisi del design dell’imbarcazione, permettono di immaginare come operava la navigazione commerciale del tempo.

Le navi come la Svælget 2 non erano destinate alla guerra, ma al trasporto di merci di largo consumo, tra cui materiali da costruzione, prodotti alimentari e beni destinati sia ai mercati locali che a quelli d’oltreconfine. La loro utilità praticava nuove rotte e consolidava legami economici transnazionali già nel Medioevo.

Il significato per l’archeologia marina

Per gli archeologi marini, il ritrovamento nello Øresund rappresenta un punto di svolta nella comprensione della navigazione medievale e del commercio marittimo nord‑europeo. Fino a oggi, gran parte delle informazioni disponibili su questi argomenti provenivano da navi più piccole o da fonti scritte. La possibilità di studiare un relitto di tali dimensioni apre una finestra diretta sulle tecniche costruttive e sulle scelte commerciali di oltre sei secoli fa.

Inoltre, il fatto che questa nave sia stata sepolta e conservata quasi intatta per tanto tempo costituisce un caso raro nel panorama della ricerca subacquea, dove spesso i relitti sono frammentari o danneggiati da correnti e organismi marini.

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Prospettive di studio e valorizzazione

Gli archeologi del Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde stanno ora lavorando per delineare un piano di studio approfondito del relitto Svælget 2, che potrebbe includere modellazioni digitali, analisi dendrocronologiche più dettagliate e eventuali progetti di esposizione. Questi dati potrebbero arricchire musei e centri di ricerca in tutta Europa, raccontando la tecnologia, l’economia e le rotte mercantili del Medioevo.

Parallelamente, la scoperta ha già suscitato interesse per l’eventuale inserimento di reperti e ricostruzioni nelle principali istituzioni culturali, rendendo questa storica nave un simbolo tangibile dell’eredità marina europea.

La scoperta del relitto più grande di nave medievale mai ritrovato nella storia dell’archeologia marina non è solo un successo scientifico: è una testimonianza concreta del dinamismo commerciale e delle capacità tecnologiche dell’Europa del XV secolo, un patrimonio che ora torna alla luce dopo secoli sotto le onde dell’Øresund.

11 Febbraio 2026
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