2:17 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Decreto Ucraina: la Camera approva, “vannacciani” compresi

Di: Redazione Metrotoday
condividi

La Camera dei deputati ha dato oggi il via libera alla fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina con 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Nel voto si è registrato anche il contributo decisivo dei deputati vicino a Roberto Vannacci, pur mantenendo una netta opposizione al contenuto del decreto stesso. Il provvedimento ora passa al Senato per l’ultima fase di approvazione.

Un voto cruciale per il decreto Ucraina

Oggi, 11 febbraio 2026, la Camera dei deputati ha approvato la questione di fiducia posta dal governo sul cosiddetto decreto Ucraina con 207 sì, 119 no e 4 astenuti. Il voto di fiducia ha rappresentato un passaggio politico di forte rilevanza: non solo per il destino stesso del provvedimento ma anche per gli equilibri interni alla maggioranza di governo. Il testo ora proseguirà l’iter al Senato, dove è attesa la seconda lettura entro la fine di febbraio.

Il decreto, in discussione a Montecitorio dalla mattina, contiene norme urgenti sulla proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità ucraine, insieme a disposizioni su permessi di soggiorno e altri aspetti legati alla crisi internazionale.

Il ruolo dei “vannacciani” e la strategia parlamentare

Particolarmente sotto i riflettori è stato il comportamento dei deputati vicini a Roberto Vannacci, ora confluiti nel nuovo soggetto politico Futuro Nazionale. I tre deputati – ex leghisti e ex di Fratelli d’Italia – hanno votato sì alla fiducia, pur ribadendo il loro voto contrario al decreto nel merito. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Vannacci, questo voto non riflette un sostegno alle norme contenute nel provvedimento ma serve a “delimitare un perimetro politico funzionale” e a chiarire posizioni in vista di future scelte parlamentari.

La posizione dei vannacciani ha acceso discussioni e critiche all’interno del centrodestra. Il vicepremier Antonio Tajani, ad esempio, ha definito i voti dei parlamentari vicini a Vannacci “influenti dal punto di vista politico”, sottolineando come la decisione non comprometta i piani del governo in materia di sostegno all’Ucraina.

Le opposizioni e lo scontro in Aula

Sul fronte opposto, diverse forze politiche dell’opposizione hanno espresso un giudizio critico sia sulla fiducia sia, in alcuni casi, sull’intero pacchetto di aiuti. Partiti come Avs e Movimento Cinque Stelle hanno ribadito la necessità di una discussione più approfondita sulle modalità di sostegno ad Ucraina, soprattutto per quanto riguarda l’invio di armi.

Il Partito Democratico ha invece annunciato che voterà contro la fiducia, pur dichiarando che, in sede di voto finale sul decreto, potrebbe dare il proprio consenso alla parte riguardante gli aiuti civili e militari. Questa distinzione tra fiducia e contenuti specifici del decreto mostra la complessità del quadro parlamentare in cui si inserisce il provvedimento.

Il significato politico del voto

La decisione di porre la fiducia sul decreto Ucraina è stata letta da molti analisti come una mossa politica per blindare il provvedimento ed evitare che emendamenti e ordini del giorno potessero modificarne il contenuto in Aula. Questo meccanismo, spesso utilizzato nei passaggi parlamentari delicati, ha però sollevato critiche tra chi ritiene che tali strumenti limitino la possibilità di dibattito e confronto democratico all’interno della Camera.

L’esito del voto mette in evidenza anche le tensioni interne al centrodestra, tra coloro che sostengono una linea più decisa di sostegno all’Ucraina e chi, come i vannacciani, tenta di ritagliarsi uno spazio politico differente, mantenendo allo stesso tempo un legame con la maggioranza parlamentare.

I prossimi passi

Con la fiducia ottenuta alla Camera, il decreto Ucraina passa ora all’esame del Senato, dove è prevista la discussione e il voto finale. Entro la fine di febbraio il provvedimento dovrà essere convertito in legge: un termine stretto che potrebbe catalizzare ulteriori dibattiti tra le forze politiche, in particolare sul capitolo degli aiuti militari e civili all’Ucraina.

Nel frattempo, la dialettica parlamentare resta vivace, con gruppi di opposizione pronti a proporre emendamenti e ordini del giorno e la maggioranza impegnata a mantenere coesa la strategia di sostegno internazionale al governo ucraino.

Conseguenze internazionali 

Il voto italiano si inserisce in un contesto europeo più ampio, con l’Europarlamento che di recente ha confermato un pacchetto di prestiti da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina, mentre il conflitto tra Russia e Ucraina prosegue con conseguenze umanitarie e militari significative sul terreno.

In questo scenario, il sostegno politico e parlamentare italiano diventa un segnale significativo per l’azione internazionale, pur accompagnato da tensioni e divisioni interne alla politica nazionale.

11 Febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA