4:20 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Bill Gates: “Mi pento di ogni minuto trascorso con Jeffrey Epstein”

Di: Redazione Metrotoday
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Bill Gates, co‑fondatore di Microsoft e filantropo, ha dichiarato apertamente di pentirsi “di ogni minuto” trascorso con Jeffrey Epstein, definendo la relazione un “grave errore” e scusandosi pubblicamente per aver passato del tempo con il finanziere condannato per crimini sessuali. La dichiarazione arriva dopo il rilascio di milioni di documenti ufficiali e riapre il dibattito sulle connessioni tra élite, filantropia globale e responsabilità personale.

In un’intervista rilasciata, Bill Gates ha definito “foolish” (sciocco) il tempo trascorso con il finanziere Jeffrey Epstein e ha dichiarato pubblicamente di pentirsi“di ogni minuto” di quell’associazione, in risposta alla pubblicazione di centinaia di migliaia di documenti del Dipartimento di Giustizia statunitense che menzionano il suo nome.

È la prima volta che il co‑fondatore di Microsoft affronta direttamente la questione della sua relazione con Epstein alla luce del materiale rilasciato di recente, che include e‑mail, fotografie e riferimenti a numerose figure di spicco del mondo politico, finanziario e accademico.

Gates ha voluto chiarire che i loro incontri risalgono agli anni 2011‑2014, dopo che Epstein era già stato condannato per reati sessuali, e ha insistito sul fatto che i loro scambi si limitavano principalmente a cene e conversazioni su possibili donazioni per la salute globale, non a contatti personali o comportamenti inappropriati.

Ogni minuto che ho passato con lui, me ne pento, e chiedo scusa per averlo fatto”, ha affermato Gates nel corso dell’intervista televisiva, definendo l’intera esperienza un «errore serio». Ha sottolineato che si trattava di un tentativo ingenuo di sfruttare i contatti di Epstein per finalità di beneficenza, che alla fine non si è rivelato efficace.

Il rapporto tra Gates ed Epstein: un incontro di élite

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Gates, l’incontro con Epstein non fu casuale ma mirato: Epstein, uomo ricco e ben collegato, si presentava come un facilitatore di contatti tra filantropi e donatori disposti a sostenere cause globali. Gates ha ammesso di essere stato attratto da questa prospettiva, in particolare per iniziative legate alla salute globale e alla raccolta di fondi per la ricerca e la prevenzione sanitaria.

“È un vicolo cieco, e sono stato sciocco a trascorrere tempo con lui”, ha detto, ribadendo di non aver mai visitato la cosiddetta “isola” di Epstein né di aver mai partecipato ad attività discutibili o controverse oltre a quelle sociali e filantropiche.

La risonanza della dichiarazione di Gates è amplificata dal fatto che Epstein fosse un finanziere condannato per reati sessuali su minorenni, il cui nome è stato associato a un ampio spettro di figure influenti. La sua morte per apparente suicidio nel 2019 mentre era in custodia federale ha lasciato molti interrogativi e critiche sulla gestione del caso e sui contatti tra la sua rete e persone di rilievo.

Documenti pubblicati e accuse smentite

La recente pubblicazione da parte del Dipartimento di Giustizia di milioni di documenti – una porzione di quelli conosciuti come Epstein Files – ha riproposto alla pubblica opinione le connessioni di Epstein con diversi personaggi. Tra questi ci sono bozze di e‑mail, alcune delle quali attribuite a Epstein, che contengono affermazioni contro Gates su questioni personali, tra cui suggerimenti su comportamenti sessuali e l’uso di farmaci.

Gates ha definito queste affermazioni “false” e ha spiegato che alcune e‑mail erano bozza scritte da Epstein per sé stesso, mai inviate e prive di fondamento, suggerendo che Epstein cercasse di difendersi o denigrarlo dopo che non ebbe ulteriore relazione con lui.

La risposta di Gates si concentra quindi su due punti chiave: il rammarico per l’associazione e la totale negazione di addebiti che lo collegherebbero a comportamenti inappropriati. Ha ribadito che non si è mai recato all’isola di Epstein né ha avuto rapporti con donne in quel contesto, cercando di tracciare una linea netta tra la relazione sociale e qualsiasi accusa emersa nei documenti.

Reazioni nel mondo della filantropia

La dichiarazione di Gates ha innescato un intenso dibattito globale, con reazioni che vanno dalla comprensione alla critica. Alcuni commentatori sottolineano che ammettere pubblicamente un errore di giudizio di questa portata è un atto di trasparenza raro per una figura pubblica di tale livello, mentre altri osservano che la vicinanza a un individuo come Epstein – condannato per crimini gravissimi – rimane un macigno sul giudizio pubblico.

La sua ex moglie, Melinda French Gates, ha anche affrontato l’argomento in recenti interviste, definendo alcuni dettagli emersi nei documenti come ricordi dolorosi del loro matrimonio e della fine del rapporto, ma precisando che la responsabilità delle spiegazioni spettano a Bill.

La Gates Foundation e gli affiliati hanno ribadito che l’obbiettivo dell’interazione non fu mai di natura personale o scandalistica, ma di esplorare potenziali donazioni filantropiche da parte di individui ricchi e influenti, anche se in retrospettiva questo si è dimostrato un errore di valutazione.

Implicazioni per le élite globali e filantropia

La vicenda solleva questioni più ampie sulla responsabilità di leader globali nel selezionare con attenzione le proprie associazioni, soprattutto quando si tratta di individui con trascorsi criminali e reputazioni compromesse. Gli osservatori politici e sociologi sottolineano come le relazioni sociali e filantropiche delle élite siano sempre più sotto scrutinio, in un’epoca in cui trasparenza e condotta etica sono al centro dell’analisi pubblica.

Le parole di Gates, in questo contesto, rappresentano non solo una difesa personale, ma anche un tentativo di ridefinire la sua immagine pubblica alla luce di informazioni sensibili e critiche più ampie sulla cultura delle connessioni di potere e ricchezza.*

La dichiarazione di Bill Gates —ogni minuto trascorso con Epstein me ne pento — segna un momento cruciale nel dibattito sulla gestione delle relazioni tra figure pubbliche e individui coinvolti in scandali profondamente criminali. Nonostante le smentite sulle accuse specifiche, il rammarico espresso cita un errore di giudizio che ha implicazioni reputazionali e solleva interrogativi più ampi sulle dinamiche di fiducia, filantropia e responsabilità nel mondo delle élite globali di oggi.

11 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 16:28 )
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