🌐 Amazon punta sulla miniera di rame per i data center
Amazon ha deciso di assicurarsi forniture di rame strategico acquistando e stringendo accordi su miniere negli Stati Uniti per sostenere la crescita dei suoi data center e dell’intelligenza artificiale, in un contesto di prezzi record e domanda globale in forte espansione.
Nel 2026 Amazon sta giocando una partita industriale allargata molto oltre l’e-commerce: il colosso di Jeff Bezos sta investendo direttamente nel controllo delle materie prime critiche, con focus sul rame, la “spina dorsale” dei data center e dell’economia digitale. Una strategia che combina esigenze tecnologiche, pressioni di mercato e dinamiche geopolitiche nel campo delle materie prime critiche, spesso chiamate – impropriamente – “terre rare”.
Dal commercio online all’infrastruttura fisica
Amazon non è solo un distributore di beni ma anche una delle principali piattaforme di cloud computing al mondo grazie ad Amazon Web Services (AWS), la divisione che fornisce servizi digitali a imprese, governi e sviluppatori. Per alimentare questa infrastruttura enorme, composta da data center in continua espansione per servizi basati sull’intelligenza artificiale e l’elaborazione dati avanzata, serve una quantità crescente di materiali tecnologici critici come il rame.
Negli ultimi mesi AWS ha stretto un accordo di fornitura di rame con il gigante minerario Rio Tinto per acquistare parte della produzione di una miniera di rame in Arizona – la Johnson Camp Mine, considerata una delle fonti più importanti di rame negli Stati Uniti dopo anni di produzione stagnante.
Questo accordo non è solo un semplice contratto di fornitura, ma un primo passo verso un’integrazione verticale delle catene di approvvigionamento, con Amazon interessata non solo a consumare materiali, ma a “ancorarne” la produzione accanto alle sue industrie tecnologiche.

Cosa significa “miniera” per il futuro digitale
A differenza di altri metalli industriali, il rame è fondamentale per ogni data center: viene impiegato in cavi di alimentazione, busbar, trasformatori, circuiti elettronici e sistemi di raffreddamento, ovvero nelle componenti elettriche ed elettroniche più critiche. Con la diffusione dell’intelligenza artificiale e l’espansione del cloud, l’utilizzo di rame nei data center e nelle infrastrutture digitali sta crescendo vertiginosamente, con proiezioni che vedono una domanda globale sempre più elevata nel prossimo decennio.
Tuttavia, la quantità di rame che Rio Tinto prevede di fornire ad Amazon – circa 14.000 tonnellate di rame catodico nell’arco di quattro anni – copre solo una piccola parte delle reali esigenze di un unico grande data center moderno. Questo dimostra quanto sia difficile soddisfare la domanda del settore tecnologico con le miniere esistenti.
Bioleaching: la nuova frontiera dell’estrazione
Una delle novità più rilevanti di questo accordo è l’uso di una tecnologia chiamata Nuton, sviluppata da Ric Tinto e utilizzata proprio nella miniera dell’Arizona. Si tratta di un processo di bioleaching, che impiega microorganismi per estrarre il rame dai minerali con minore consumo di acqua, minore impatto ambientale e una catena di fornitura più snella rispetto ai metodi tradizionali.
Questo approccio non solo produce metallo a basso contenuto di carbonio ma riduce anche i colli di bottiglia legati agli impianti convenzionali di raffinazione, elemento critico per soddisfare condizioni di mercato sempre più strette.
Prezzi record e sicurezza delle supply chain
La mossa di Amazon arriva in un momento di prezzi record per il rame, con il metallo che ha raggiunto livelli elevati nelle borse internazionali a causa dell’aumento della domanda globale. Queste dinamiche spingono le grandi aziende a cercare soluzioni di approvvigionamento più stabili e resilienti.
Le pressioni sulle catene di approvvigionamento legate a dati, energia e tecnologie digitali mostrano come la competizione per le materie prime critiche sia ormai un elemento centrale nelle strategie industriali globali. Accordi come quello tra AWS e Rio Tinto segnano un cambiamento nel modo in cui i giganti tech pensano alla disponibilità delle risorse fondamentali per i loro prodotti e servizi.
Geopolitica e nuovi equilibri
Nel contesto internazionale, la corsa alle materie prime come il rame e gli elementi critici delle “terre rare” è anche una questione geopolitica. La dipendenza globale da pochi paesi produttori e processori di metalli critici, tra cui la Cina che domina molte filiere di lavorazione, ha spinto Stati Uniti ed Europa a incentivare l’estrazione e la lavorazione locale, riducendo vulnerabilità strategiche.
Amazon, scegliendo di assicurarsi forniture dominando direttamente una fonte di rame negli Stati Uniti, segue una logica simile di “amicizia economica” e sicurezza delle supply chain, riducendo la dipendenza da fonti più lontane o politicamente instabili.
Impatti sull’industria e sull’ambiente
Dal punto di vista industriale, questa mossa apre la strada a un nuovo modello di integrazione fra tecnologia digitale e materie prime fisiche: non più semplice consumo di materiali, ma accordi strategici e partnership industriali. Ciò può incentivare ulteriori investimenti nelle tecnologie di estrazione sostenibile e nella creazione di capacità produttiva locale.
Sul fronte ambientale, l’adozione di tecnologie più pulite come il bioleaching rappresenta una possibile mitigazione dei danni associati alle attività minerarie tradizionali, sebbene restino questioni aperte legate al consumo energetico e all’uso di risorse naturali nei processi di estrazione.
Una strategia a lungo termine
Amazon non sta semplicemente comprando una miniera di rame: sta cercando di governare una risorsa chiave in un mercato globale fortemente competitivo, dove la domanda di materiali critici è destinata a crescere con l’espansione dell’intelligenza artificiale, della tecnologia digitale e delle infrastrutture cloud.
Questa strategia non solo evidenzia la rilevanza dei materiali come il rame nel XXI secolo, ma pone anche interrogativi sul futuro delle filiere industriali globali, sulla sostenibilità ambientale e sul ruolo dei grandi attori tecnologici nella gestione delle risorse naturali.
La mossa di Amazon di assicurarsi forniture di rame tramite accordi strategici con miniere statunitensi punta a sostenere la crescita dei suoi data center e dell’intelligenza artificiale, in risposta ai prezzi record del rame, alla domanda globale in aumento e alla necessità di catene di approvvigionamento più resilienti.
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