1:48 pm, 10 Febbraio 26 calendario

Vermocane, specie simbolo del cambiamento climatico nel Mediterraneo

Di: Redazione Metrotoday
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Il Vermocane (Hermodice carunculata), immortalato in splendide fotografie subacquee, è diventato l’emblema di un Mediterraneo in trasformazione: dal Tirreno all’Adriatico, la sua presenza crescente racconta il riscaldamento delle acque e un dramma silenzioso per la biodiversità marina.

Un verme che “brucia” sotto la lente

Il Vermocane, noto anche come “verme di fuoco”, è un anellide marino dai colori vivaci, con setole urticanti che possono causare dolore e irritazioni se toccate. Non è un alieno: è nativo del Mar Mediterraneo e del Mar Rosso, ma la sua presenza sta crescendo rapidamente lungo i nostri fondali.

In passato confinato nelle acque più calde del Sud, oggi il Vermocane è avvistato fino al Tirreno centrale e persino nell’Alto Adriatico, segno evidente di un’espansione verso nord che gli scienziati collegano all’aumento delle temperature del mare.

Il mare che si riscalda: cause di un’esplosione demografica

Il Mediterraneo è uno dei mari che più risente degli effetti del cambiamento climatico. Secondo rilevamenti recenti, negli ultimi decenni la temperatura media delle acque superficiali è aumentata di oltre un grado Celsius, con picchi di riscaldamento anche nelle profondità fino a 800 metri.

Questa “tropicalizzazione” dei nostri mari favorisce le specie termofile come il Vermocane: organismi adattati ad acque più calde che ora trovano habitat ideali anche dove prima erano rari o assenti.

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Fotografare per capire e denunciare

La bellezza del Vermocane, così apparentemente pittoresca nelle immagini macro, nasconde un allarme ecologico. Non è solo un soggetto esteticamente interessante: per molti biologi marini e fotografi subacquei, ogni scatto diventa un dato utile alla scienza.

Scattare e geolocalizzare immagini di questi animali aiuta infatti a mappare la loro diffusione, fornendo dati preziosi su come il riscaldamento del mare stia modificando le comunità biologiche del Mediterraneo. Su iniziative di citizen science come il progetto “Worms Out”, le fotografie sono strumenti di monitoraggio tanto quanto gli studi accademici.

Una presenza che pesa sull’ecosistema

La proliferazione del Vermocane ha impatti reali: è un predatore vorace, capace di nutrirsi di stelle marine, gorgonie e altri organismi bentonici, alterando gli equilibri locali.

I pescatori artigianali lo segnalano come un problema: gli esemplari entrano nelle reti e attaccano il pescato, rendendo il prodotto invendibile e causando danni economici alle comunità costiere.

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c6/Vermocane_spiaggiato.jpg/1280px-Vermocane_spiaggiato.jpg

I rischi per l’uomo e l’ambiente

Sebbene le punture di Vermocane non siano pericolose quanto quelle di alcune meduse o pesci scorpione, possono provocare dolore intenso e irritazioni cutanee, rendendo necessario evitare il contatto diretto.

Dal punto di vista ecologico, la sua espansione è un campanello d’allarme: una specie che diventa numerosa non perché “invasiva” nel senso stretto, ma perché le condizioni ambientali stanno cambiando troppo rapidamente per il resto della fauna autoctona, che fatica a competere o adattarsi.

Un messaggio dal mare

Il Vermocane rappresenta più di una singola specie protagonista di fotografie spettacolari. È un simbolo visivo della crisi climatica, un indicatore della trasformazione delle acque mediterranee. Le immagini subacquee non sono solo arte: sono testimonianze che documentano la “febbre” del mare, l’impatto dell’uomo sull’ambiente e l’urgenza di risposte scientifiche e politiche concertate.

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In un’epoca in cui ogni dato conta, la fotografia diventa una forma di denuncia e conoscenza: il Vermocane, con la sua bellezza che brucia, è il ritratto più chiaro del Mediterraneo che cambia davanti ai nostri occhi.

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10 Febbraio 2026 ( modificato il 6 Febbraio 2026 | 13:54 )
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