🌐 Scheletri sotto casa: chiesa medievale con sorpresa tombale
Lucy e Thomas Rhys hanno acquistato una chiesa sconsacrata medievale in Galles per trasformarla nella loro casa dei sogni, ma negli scavi hanno fatto una scoperta sorprendente: più di 80 scheletri umani sotto il pavimento; la coppia ha scelto di lasciare i resti nel loro luogo di sepoltura e di costruire intorno a loro, in una convivenza tra storia e vita contemporanea.
Una scoperta inaspettata sotto il pavimento
Quando Lucy e Rhys Thomas — una coppia di genitori del Galles — acquistarono una chiesa sconsacrata del XII secolo a Peterstone Wentlooge, in Galles, non immaginavano che la ristrutturazione si sarebbe trasformata in una delle scoperte più singolari degli ultimi anni. Durante i lavori di smantellamento del pavimento, spuntarono le ossa: muscolo dopo muscolo, circa 80 scheletri umani vennero alla luce, ben oltre le poche sepolture previste dagli archeologi.
La chiesa di St. Peter’s, fondata nel 1142 e classificata come edificio storico di Grado I, era stata utilizzata per secoli come luogo di culto e, come molte antiche chiese britanniche, come area di sepoltura. In epoca medievale, la pratica di seppellire persone all’interno o proprio sotto il pavimento delle chiese era comune: in genere si trattava di individui di rilievo nella comunità, clero o persone benestanti, che ritenevano onorevole riposare vicino all’altare.

La reazione della coppia
“Un archeologo ci aveva detto di aspettarci forse cinque o sei corpi,” ha raccontato Lucy, 53 anni, riflettendo sul momento in cui emerse la verità sotto i loro piedi. Ma una volta iniziati gli scavi, le ossa continuarono a emergere in numero molto maggiore di quanto previsto, testimoniando secoli di storia sepolta.
All’inizio la scoperta fu sconvolgente e difficile da affrontare, ma con il tempo la coppia si abituò alla presenza dei resti, venendo a comprendere che essi non erano resti di eventi traumatici o violenti, ma sepolture familiari e comunitarie. Alcuni scheletri apparivano raggruppati, come mariti e mogli o genitori con figli, suscitando nella coppia un senso di rispetto verso chi li aveva preceduti.
Per questo motivo Lucy e Thomas decisero di non spostare i resti: piuttosto che rimuovere le tombe o trasferirle altrove, scelsero di lasciare gli scheletri nel loro luogo di riposo originale, integrandoli nel progetto di ristrutturazione e costruendo la nuova casa attorno a loro.
Vivere sopra un’antica necropoli
La decisione della coppia di rispettare i resti umani ha richiesto un equilibrio tra sensibilità etica, legislazione del patrimonio storico e vita quotidiana. Dopo la scoperta, sono stati chiamati archeologi e funzionari locali per valutare i resti e assicurarsi che le normative fossero rispettate. Alla fine, i cadaveri — accuratamente documentati e lasciati sepolti — furono ricoperti con un nuovo pavimento e con l’installazione di riscaldamento a pavimento, rendendo la casa abitabile mantenendo però le sepolture sottostanti sigillate e intatte.
La casa oggi è un’abitazione moderna su misura per la famiglia, con elementi contemporanei come una zona bar e una vasca idromassaggio, accostati alla lastricatura originale della chiesa medievale, alle campane storiche e ai muri in pietra. Ciò che una volta era una navata per i fedeli è ora uno spazio abitativo che unisce storia, cultura e vita moderna.

80 scheletri sotto una chiesa
Il fenomeno di scoprire sepolture sotto chiese antiche non è in sé eccezionale: in molte parti d’Europa e del Regno Unito, le chiese medievali incorporavano aree dedicate alle sepolture fin dall’XI secolo, quando i cimiteri non sempre circondavano le costruzioni religiose ma spesso venivano estesi anche all’interno dell’edificio.
In particolare, la presenza di molte sepolture sotto edifici sacri testimonia una tradizione culturale e religiosa secondo cui essere sepolti vicino al luogo di culto assicurava una “buona morte” e un contatto più vicino con il sacro. Per la coppia, questo significava che la loro nuova casa non era solo mattoni e pietre, ma un luogo intriso di secoli di memoria umana.
Aspetti legali, etici e culturali della scoperta
La gestione di resti umani rinvenuti in siti privati è regolata da normative rigorose nel Regno Unito e in molti altri paesi europei. I proprietari di edifici storici devono ottenere permessi specifici per scavi archeologici e trattare i resti con rispetto, spesso in collaborazione con enti del patrimonio culturale e uffici parrocchiali o comunali.
In questo caso, la decisione di lasciare gli scheletri in loco è stata sostenuta da professionisti della conservazione storica come una soluzione appropriata per conservare al tempo stesso l’integrità del sito e la dignità del riposo eterno dei defunti.
Esperti sottolineano che sebbene non vi sia alcun rischio sanitario diretto associato a scheletri così antichi, la sensazione culturale di vivere su un antico cimitero può suscitare reazioni emotive diverse. Molti osservatori osservano che questa storia stimola riflessioni sul modo in cui le società contemporanee gestiscono e reinterpretano i luoghi storici.

Il fascino mediatico della convivenza con il passato
La vicenda ha rapidamente attirato l’attenzione internazionale, non solo per la natura insolita della scoperta, ma per la risposta della coppia. Sui social media e sulle piattaforme di notizie internazionali, la storia di Lucy e Rhys è stata raccontata con curiosità e rispetto, suscitando dibattiti sugli approcci moderni verso siti di sepoltura antichi e sul valore di mantenere tracce della storia nel quotidiano.
Molti commentatori definiscono questa convivenza con il passato un esempio di come la storia possa entrare nella vita contemporanea in modi inaspettati, offrendo spunti di riflessione su temi come memoria collettiva, rispetto delle tradizioni e reinterpretazione di spazi storici.
Un’abitazione carica di storia
La casa di Lucy e Thomas non è più solo uno spazio di vita; è diventata un testimone silenzioso di generazioni di persone vissute secoli prima, un luogo dove il tempo sembra essersi stratificato sotto il pavimento.
Vivere sopra quello che un tempo fu luogo di sepoltura apre interrogativi profondi su come definiamo lo spazio, la memoria e il rispetto per chi ci ha preceduto, e rigenera il dialogo su come il patrimonio storico possa essere integrato nella vita moderna senza cancellarne le tracce.
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