🌐 Achille Costacurta lascia il ritiro spirituale in India
Achille Costacurta interrompe il ritiro spirituale in India, racconta l’esperienza con Marco Del Torchio e annuncia nuovi progetti personali, tra consapevolezza, meditazione e polemiche sui social.
L’esperienza di Achille Costacurta in un ritiro spirituale in India è finita prima del previsto, ma non senza riflessioni profonde, reazioni social e un nuovo progetto alle porte. Il figlio di Martina Colombari e dell’ex calciatore Billy Costacurta, ventunenne con un passato segnato da difficoltà personali, ha raccontato in prima persona — insieme all’amico e agente Marco Del Torchio — cosa è realmente accaduto durante questi giorni di meditazione intensa a Calcutta e come questa esperienza abbia inciso sul suo percorso di crescita.
La scelta dell’India: perché un ritiro spirituale
La decisione di partire per l’India è arrivata dopo mesi in cui Achille aveva annunciato una pausa dai social, alla ricerca di equilibrio mentale e di un percorso interiore, lontano dal chiasso digitale e dagli impegni pubblici. L’obiettivo dichiarato era quello di sperimentare un ritiro di meditazione profonda, con regole ferree — niente smartphone, silenzio quasi totale, orari rigorosi e un’immersione totale nel qui e ora.
La meditazione intensiva, fino a 12 ore e mezza al giorno, è stata la sfida principale. Questo ritmo estremamente impegnativo ha portato Achille a confrontarsi con limiti inaspettati per lui stesso. Dopo circa 70 ore di pratica meditabonda, il giovane ha avvertito un calo nella concentrazione e una difficoltà crescente nel sostenere ritmi così severi, decidendo così di interrompere il ritiro anticipatamente. “Non ho resistito”, ha spiegato Achille, “non riuscivo più a mantenere la concentrazione” e ha scelto di tornare alla sua vita quotidiana pur riconoscendo di aver tratto insegnamenti significativi.
Raccontare l’esperienza: tra realtà e percezioni
La spiegazione ufficiale di Achille e del suo amico Marco Del Torchio punta a fare chiarezza su ciò che realmente è accaduto nel ritiro. Secondo il loro racconto, l’esperienza è stata bella ma estremamente dura, con sveglie alle 4 del mattino, meditazioni continue e una disciplina rigida che ha richiesto una resistenza mentale e fisica fuori dal comune. Marco ha sottolineato come nemmeno il cibo, il silenzio totale e l’assenza di comunicazione con altri partecipanti abbiano reso l’esperienza facile da sostenere.
Nel loro racconto emerge anche come alcune condizioni pratiche — come lavarsi con acqua fredda e affrontare giornate scandite solo dal silenzio e dalla meditazione — abbiano messo alla prova la loro resistenza psicofisica. Sebbene non abbiano completato il retreat, hanno comunque ricevuto rassicurazioni dai monaci locali sul valore dell’esperienza stessa.
Reazioni social e polemiche attorno alla scelta
L’annuncio dell’uscita anticipata di Achille dal ritiro ha scatenato reazioni contrastanti sui social media. Alcuni follower hanno criticato la scelta come un fallimento personale, mentre altri hanno espresso comprensione, vedendo nel gesto un atto di onestà e sincerità verso se stesso. Alcune interpretazioni negative sono state definite ingiustificate dai diretti interessati, che hanno puntato a ricostruire la verità dei fatti.
La presenza di continui commenti e strumentalizzazioni ha indotto Achille e Marco a rilasciare una testimonianza più ampia, per evitare malintesi. “Non era questione di forza o debolezza, ma di ascolto del corpo e della mente”, hanno spiegato, cercando di sfatare cliché e pregiudizi legati ai retreat spirituali.
Il percorso personale di Achille: tra difficoltà e rinascita
La scelta di affrontare un’esperienza così estrema non arriva dal nulla. Achille, infatti, ha raccontato più volte di una adolescenza complicata, tra dipendenze, diagnosi di ADHD, ricoveri in strutture sanitarie e momenti di profonda fragilità emotiva. In passato ha avuto sette trattamenti sanitari obbligatori e persino un tentativo di suicidio legato a una dipendenza da metadone, questioni che ha affrontato pubblicamente con grande trasparenza. Oggi, però, dichiara di aver recuperato un rapporto solido con i genitori e di poter guardare al futuro con nuovi progetti e obiettivi.
Questa esperienza di ritiro può quindi essere letta non solo come una prova fisica, ma come un tassello nella sua crescita personale, che lo ha portato a confrontarsi con i propri limiti e a riflettere sulla sua relazione con se stesso, la disciplina e il mondo esterno.
Dai silenzi dell’India a nuovi progetti pubblici
Nonostante il ritiro spirituale sia stato interrotto, Achille ha già iniziato a guardare avanti. Ha annunciato un nuovo progetto video insieme a Marco Del Torchio, basato proprio sulle esperienze vissute in India e sulla sua quotidianità dopo il ritorno in Occidente. Questo progetto sarà un docu‑reality autobiografico che mostrerà giorno per giorno la sua vita, le sfide e i momenti di riflessione, con l’intento di condividere autenticità e trasparenza.
L’obiettivo dichiarato è raccontare la verità della sua vita senza filtri e senza dare lezioni, ma offrendo un ritratto sincero di ciò che vive, tra soddisfazioni e difficoltà. Il formato e la piattaforma non sono ancora stati ufficializzati, ma è già chiaro che questo progetto punta a consolidare un rapporto diretto con il suo pubblico.
Significato più ampio: benessere mentale e cultura del ritiro
La vicenda di Achille Costacurta porta alla luce un dibattito più ampio sul modo in cui la società contemporanea affronta temi come benessere mentale, meditazione e ricerca spirituale. Sempre più giovani si avvicinano a pratiche alternative alla medicina tradizionale e alla terapia classica, spesso alla ricerca di pace interiore, riduzione dello stress e consapevolezza di sé.
Tuttavia, il caso di Achille dimostra anche come esperienze drastiche e non accompagnate da preparazione adeguata possano risultare faticose, soprattutto per chi si trova ancora in un processo di costruzione della propria stabilità psicologica. Questa storia quindi apre una riflessione importante sul valore delle esperienze spirituali, ma anche sui limiti e sui rischi di affrontarle senza preparazione o supervisione professionale.
Una pausa che cambia prospettive
In definitiva, Achille Costacurta non ha “fallito” la sua esperienza in India, ma ha trasformato quella scelta in un’occasione di crescita e consapevolezza, condividendo con sincerità il suo percorso e scegliendo di trasformarlo in un progetto creativo e narrativo. La sua storia — fatta di luci e ombre, sfide e prove interiori — resta un esempio di trasparenza emotiva in un’epoca in cui spesso il benessere mentale viene trattato con superficialità.
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