6:44 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Mele europee: pesticidi e cocktail chimici oltre ogni limite

Di: Redazione Metrotoday
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Una nuova indagine sui residui di pesticidi nelle mele europee rivela che l’85% dei frutti testati contiene più di un tipo di pesticida, con molecole “per-e polifluoroalchiliche” (PFAS) e neurotossine in gran parte dei campioni, accendendo un dibattito su norme UE e salute pubblica.

La denuncia che scuote i mercati europei

Una recente analisi condotta su campioni di mele vendute in 13 Paesi europei ha acceso nuove preoccupazioni sulla sicurezza alimentare: l’85% dei frutti convenzionali esaminati contiene residui di più pesticidi, spesso combinati tra loro, una pratica non contemplata adeguatamente nelle normative attuali.

Lo studio, diffuso da PAN Europe, una rete di associazioni ambientaliste, evidenzia come molte mele comunemente presenti sugli scaffali dei supermercati non siano completamente “pulite” da agenti chimici, pur rispettando i limiti legali fissati dall’Unione Europea.

I “cocktail di pesticidi” e l’effetto combinato

Un elemento centrale dell’indagine riguarda il fenomeno dei cosiddetti “cocktail di pesticidi”: la presenza simultanea di più residui chimici nello stesso frutto. Questo effetto non è completamente considerato nei controlli ufficiali, che valutano le singole sostanze ma non le potenziali interazioni tra esse.

👉 In 71% dei campioni è stato rilevato almeno un pesticida appartenente alla categoria più tossica secondo la classificazione dell’UE, mentre il 64% conteneva PFAS (“forever chemicals”), noti per la loro persistenza nei tessuti umani e nell’ambiente.

In alcuni casi, la concentrazione di un insetticida neurotossico ha superato i limiti consentiti, come documentato nelle analisi condotte in un sottoinsieme di campioni acquistati in negozi ungheresi.

https://www.pan-europe.info/sites/pan-europe.info/files/styles/og_facebook/public/field/press_release_og/apple_report_-_29.01.2026.png?itok=2L0MzUv_La normativa UE e i limiti di legge

L’Unione Europea dispone di un quadro regolatorio dettagliato sui limiti massimi di residui di pesticidi (LMR) negli alimenti. Secondo i dati più recenti pubblicati dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), oltre il 96% dei campioni alimentari analizzati nell’ambito del controllo comunitario risultano entro i limiti previsti.

Tuttavia, la questione sollevata dagli ambientalisti riguarda il fatto che, pur rimanendo sotto tali limiti, le sostanze chimiche possono agire sinergicamente, potenziando i loro effetti sulla salute. Questo cosiddetto “effetto combinato” non è ancora pienamente integrato nelle valutazioni dei rischi.

Cosa temono gli esperti

Secondo gli attivisti, l’esposizione cronica a miscele di pesticidi potrebbe essere collegata a rischi di infertilità, disturbi endocrini e persino a certi tipi di cancro, anche se la comunità scientifica continua a valutare la forza di tali collegamenti.

Se gli stessi frutti fossero stati destinati a prodotti alimentari per l’infanzia, la gran parte non avrebbe superato i limiti molto più stringenti previsti per i bambini sotto i tre anni.

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Cosa cambia per consumatori e agricoltori

La denuncia di PAN Europe ha già scatenato un dibattito pubblico e politico. Mentre i gruppi ambientalisti chiedono controlli più rigorosi e l’accelerazione delle fasi di uscita per i pesticidi più pericolosi, alcuni rappresentanti del settore agricolo replicano che i prodotti rispettano le normative vigenti e che il rischio per il consumatore è limitato, dato che la maggior parte dei frutti è conforme ai valori regolamentari.

Consigli pratici per i consumatori

In attesa di eventuali cambiamenti normativi, gli esperti suggeriscono alcune precauzioni per ridurre l’esposizione ai pesticidi:

  • Preferire mele biologiche, dove l’uso di pesticidi di sintesi è vietato.

  • Lavare e, se possibile, sbucciare le mele prima del consumo.

  • Variare la scelta della frutta per minimizzare esposizioni ripetute agli stessi residui.

Il nodo della regolamentazione

Nel dicembre 2025, la Commissione Europea ha proposto modifiche alla normativa sui pesticidi che, secondo alcune ONG, potrebbero allentare i controlli e rendere più difficile l’aggiornamento delle autorizzazioni alla luce delle nuove evidenze scientifiche.

Questo scenario contrasta con le richieste di molti consumatori e scienziati, che chiedono un approccio più prudente basato sulla considerazione delle combinazioni di residui e dei loro potenziali effetti sulla salute a lungo termine.

Tra allarme e prudenza

La nuova indagine mette in luce una questione complessa: non è tanto la presenza singola di residui di pesticidi a preoccupare, quanto la loro molteplice combinazione nei frutti di largo consumo. Le mele, simbolo della dieta sana, diventano così il fulcro di un dibattito che tocca salute pubblica, politiche agricole e fiducia dei cittadini nei sistemi di controllo alimentare.

Resta da vedere come le istituzioni europee risponderanno a queste sollecitazioni e se il quadro normativo evolverà per includere valutazioni più complete dei rischi.

11 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 1:28 )
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