10:03 am, 9 Febbraio 26 calendario

🌐 Lady Vinicius: neve bollente e crema vaginale vietata da antidoping

Di: Redazione Metrotoday
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Nuovo caso che fa discutere il mondo del calcio e dell’antidoping, con la vicenda di Lady Vinicius – fidanzata di Vinícius Júnior – mette in luce quanto la lotta alle sostanze proibite possa estendersi fino alla vita privata degli atleti: creme, pomate e prodotti per uso quotidiano devono essere monitorati per evitare positività involontarie nei controlli antidoping.

Nel mondo del calcio professionistico la lotta contro il doping non si limita più ai protocolli di allenamento e alle gare: entra in scena anche la vita intima e quotidiana degli atleti e delle loro famiglie. La recente confessione di Virginia Fonseca, influencer e compagna di Vinícius Júnior, ha acceso i riflettori su una dinamica inedita e al limite tra sport, salute e controlli antidoping.

Fonseca ha spiegato che ogni prodotto che usa, perfino una crema o una pomata intima prescritta dal medico, deve essere prima verificato dal team medico e dal fisioterapista del calciatore per evitare rischi di positività nei test antidoping. Questa precauzione, a suo dire, è ormai parte integrante della routine quotidiana della coppia, tanto da incidere sulle scelte più private e personali della relazione.

La vicenda evidenzia un aspetto poco noto al grande pubblico: le regole antidoping non riguardano solo gli integratori sportivi o le sostanze mirate a “potenziare” le prestazioni, ma possono includere qualsiasi elemento – per uso topico o sistemico – contenente molecole presenti nelle liste delle sostanze proibite dalla World Anti-Doping Agency (WADA).

Secondo le normative antidoping internazionali, gli atleti e chi vive a stretto contatto con loro – compresi partner e familiari – devono essere consapevoli del fatto che anche tracce minime di sostanze vietate nei loro organismi possono far scattare un test positivo. Questo vale non solo per pillole o iniezioni, ma anche per creme, lozioni o unguenti che, se contengono principi attivi presenti nella lista proibita, possono risultare rilevabili nei test.

La WADA aggiorna ogni anno la sua lista delle sostanze e metodi proibiti, informando federazioni, squadre e singoli atleti sui cambiamenti e sulle inserzioni di nuovi composti che potrebbero comportare una violazione delle regole. L’obiettivo dichiarato è proteggere la salute degli atleti e garantire equità nelle competizioni, ma l’interpretazione e l’applicazione di queste regole spesso generano situazioni complesse e impreviste.

Nel caso specifico di Vinícius Júnior, giocatore del Real Madrid e stella del calcio internazionale, la preoccupazione non riguarda un’accusa di doping reale: è piuttosto la consapevolezza che anche l’uso involontario di determinati prodotti potrebbe avere conseguenze serie sulla carriera sportiva e sulla reputazione. Fonseca ha raccontato di aver provato “un brivido di paura” quando ha appreso delle rigide regole antidoping e della necessità di consultare sempre il medico dell’attaccante prima di usare qualunque crema.

Questa situazione ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali e dei social network, dove commentatori e fan si sono divisi tra chi considera eccessiva questa attenzione e chi sottolinea l’importanza della compliance totale alle norme antidoping. È un dibattito che pone al centro la tensione tra diritto alla privacy e esigenze di conformità regolamentare.

Nel contesto più ampio dello sport mondiale, casi simili non sono del tutto nuovi: atleti di alto livello hanno già in passato testato positivo per l’uso di creme o farmaci che contenevano sostanze vietate senza che questi volessero effettivamente migliorare la performance – come accadde con sciatori e tennisti in passato, in cui prodotti topici hanno generato conseguenze legali e sportive nonostante l’assenza di intento dopante.

9 Febbraio 2026 ( modificato il 8 Febbraio 2026 | 20:10 )
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