9:02 am, 9 Febbraio 26 calendario

🌐 Eni e Q8 insieme per la bioraffineria di Priolo:investimento green

Di: Redazione Metrotoday
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Eni e Q8 Italia avviano un progetto strategico per la nuova bioraffineria di Priolo che produrrà biocarburanti avanzati (HVO e SAF‑Biojet) con capacità di 500 mila tonnellate all’anno; l’iniziativa punta a ridurre almeno del 65 % le emissioni di gas serra rispetto ai carburanti fossili e a rafforzare la transizione energetica nel Sud Italia.

Progetto strategico per la transizione energetica italiana

Il gruppo energetico italiano **Eni e Q8 Italia — controllata della Kuwait Petroleum Corporation — hanno annunciato di aver formalmente approvato il progetto congiunto per la **costruzione e successiva gestione di una nuova bioraffineria nel sito industriale di Priolo, in Sicilia. Questa iniziativa rappresenta uno dei principali investimenti in bioenergia nell’area mediterranea e un capitolo chiave nella trasformazione sostenibile dell’industria petrolchimica italiana.

La nuova struttura industriale è il frutto di un percorso avviato da Eni con l’annuncio nel 2024 della riconversione del sito Versalis di Priolo da impianti chimici tradizionali verso attività di biofuel e chimica sostenibile, confermato con un accordo firmato nel 2025 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Capacità produttiva e prodotti biofuel

La futura bioraffineria avrà una capacità di produzione di circa 500 000 tonnellate all’anno, e sarà in grado di fabbricare principalmente HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) e SAF‑Biojet (carburante sostenibile per l’aviazione). Grazie all’impiego di tecnologie avanzate come il processo Ecofining™, sviluppato da Eni, queste produzioni garantiranno carburanti utilizzabili in forma pura senza la necessità di miscele convenzionali.

Questi carburanti “verdi” contribuiranno a ridurre almeno il 65 % delle emissioni di gas serra rispetto ai carburanti fossili tradizionali, facilitando il raggiungimento degli obiettivi europei per la decarbonizzazione dei trasporti.

Riciclare rifiuti e residui: il cuore della tecnologia

Il progetto prevede l’utilizzo di materie prime di origine biogenica, tra cui olio vegetale esausto e residui organici, convertiti in biocarburanti attraverso processi industriali avanzati: la tecnologia Ecofining™ permette di massimizzare la conversione e ridurre al minimo l’impatto ambientale.

In parallelo, secondo i piani di Eni, lo stesso sito potrebbe ospitare anche impianti per il riciclo chimico di plastiche miste, utilizzando la tecnologia proprietaria Hoop®, con l’obiettivo di chiudere il cerchio della sostenibilità tra energia e gestione dei rifiuti.

Iter autorizzativo e lavori

Le attività preliminari sono già in corso: sono state avviate le procedure autorizzative necessarie, le fasi di demolizione di impianti obsoleti e le prime operazioni per l’assegnazione dei contratti di approvvigionamento e costruzione.

Il progetto è programmato per completare tutte le autorizzazioni e siglare gli accordi di dettaglio entro la fine del 2028, con il successivo avvio delle opere di costruzione. Questo rappresenta una delle sfide industriali più ambiziose dell’Italia nel settore delle energie rinnovabili.

Una partnership consolidata tra Eni e Q8

La collaborazione tra Eni e Q8 Italia non è nuova: le due aziende operano insieme nel settore energetico dal 1996, iniziando con la raffineria di Milazzo e consolidando relazioni industriali che oggi si traducono in questo importante investimento nella filiera dei biocarburanti.

Questa alleanza strategica riflette la volontà condivisa di entrambe le società di rispondere alle esigenze dei mercati energetici moderni, puntando sull’innovazione e su tecnologie che coniughino sostenibilità ambientale e competitività industriale.

Reazioni sindacali e prospettive occupazionali in Sicilia

Il progetto ha suscitato reazioni anche nel tessuto locale. La CGIL regionale ha evidenziato posizioni critiche, sollevando dubbi sul fatto che l’investimento congiunto con Q8 comporti un minor impiego di risorse rispetto a quanto inizialmente previsto da Eni. Il sindacato ha chiesto che i risparmi derivanti dall’operazione siano reinvestiti nell’area siciliana, con un’attenzione particolare a tutela dell’occupazione e delle competenze locali.

Queste tensioni indicano come, oltre alla dimensione tecnologica e ambientale, il progetto coinvolga anche riflessioni economiche e sociali sul futuro dell’industria energetica nel Sud Italia.

Contesto industriale e strategico

La decisione di convertire un sito industriale storico come Priolo — che un tempo versava redditività limitata nel settore chimico — in una bioraffineria avanzata rappresenta una tappa fondamentale della transizione energetica italiana, coerente con gli obiettivi dell’Unione Europea e con i piani di decarbonizzazione nazionali.

Negli ultimi anni Eni ha avviato simili progetti su altri siti italiani (come a Gela con la bioraffineria Enilive), consolidando una strategia che punta a raggiungere una capacità complessiva di produzione di biocarburanti di 5 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030.

Impatto ambientale e obiettivi climatici

La realizzazione della bioraffineria di Priolo si inserisce nel più ampio quadro della lotta ai cambiamenti climatici e alla riduzione delle emissioni: la produzione di carburanti rinnovabili è fondamentale per favorire la decarbonizzazione del trasporto stradale, marittimo e aereo, settori notoriamente difficili da rendere sostenibili con tecnologie energetiche tradizionali.

La riduzione delle emissioni di almeno il 65 % rispetto ai combustibili fossili è un obiettivo che contribuisce agli impegni europei per il clima, rendendo il progetto un tassello chiave per raggiungere gli standard di neutralità climatica previsti dalle normative comunitarie.

Un nuovo capitolo per Priolo e l’energia verde

Il progetto di Eni e Q8 per la bioraffineria di Priolo rappresenta un punto di svolta per l’industria energetica italiana, con un investimento che combina innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e prospettive di sviluppo economico per un’area strategica come la Sicilia.

Con la produzione di biofuel avanzati e la possibilità di integrare tecnologie di riciclo chimico, la nuova bioraffineria non solo aiuterà l’Italia a ridurre le emissioni di gas serra, ma potrebbe diventare un modello di riconversione industriale nel Mediterraneo e oltre.

9 Febbraio 2026 ( modificato il 6 Febbraio 2026 | 19:09 )
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