7:38 pm, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Zoe Trinchero massacrata a 17 anni : la confessione choc di Alex

Di: Redazione Metrotoday
condividi

La morte di Zoe Trinchero, 17 anni, trovata senza vita nel canale di Nizza Monferrato in provincia di Asti, ha sconvolto l’Italia: un amico 19enne ha confessato l’omicidio, avvenuto dopo un approccio rifiutato, e gli inquirenti indagano per il femminicidio che ha scosso la comunità

Nella notte tra venerdì e sabato scorso,  Zoe Trinchero è stata trovata priva di vita nelle acque gelide del canale che attraversa Nizza Monferrato, piccolo centro dell’Astigiano. La scoperta del corpo ha immediatamente trasformato un allarme per scomparsa in un’inchiesta per omicidio: Zoe avrebbe subito percosse, ferite da difesa e un trauma che ha portato alla morte, per poi essere spinta o lasciata cadere nel corso d’acqua.

La giovane, appena 17enne e con il sogno di diventare psicologa, lavorava part‑time nel bar della stazione ferroviaria di Nizza Monferrato. Quella sera era uscita dopo il turno di lavoro per incontrare amici, come aveva avvertito la madre. Ma la serata ha preso una piega tragica quando si è allontanata con **un conoscente più grande di lei, il 19enne Alex Manna, che sarebbe stato l’ultimo a vederla in vita.

La confessione shock: “Le ho dato un pugno, non volevo ucciderla”

Dopo ore di interrogatorio da parte dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria, Manna ha confessato di fronte al pm: la lite con Zoe sarebbe scaturita da un approccio respinto dalla ragazza, che non avrebbe ricambiato le sue avances. Secondo la sua versione, inizialmente smentita e contraddittoria, “le ho dato un pugno o forse più pugni, non so perché, e poi l’ho lasciata cadere” giù dalla balaustra nel canale.

La confessione ha rivelato anche falsi depistaggi: in un primo momento il ragazzo avrebbe cercato di addossare le responsabilità su un altro giovane, rivelatosi però estraneo ai fatti. Solo dopo le evidenze raccolte e il ritrovamento di segni di aggressione sul corpo di Zoe – tra cui ecchimosi, tumefazioni al volto e lesioni al collo compatibili con strangolamento o resistenza alla violenza – Manna ha ammesso ciò che era avvenuto.

Secondo gli investigatori, l’episodio non sembra essere solo un tragico incidente ma un femminicidio premeditato nella sua dinamica emotiva, con la violenza scatenata da un rifiuto umano e relazionale. La Procura di Alessandria ha formalizzato il fermo del giovane, ora in carcere, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Una comunità sotto choc: il ricordo di Zoe

La notizia ha sconvolto non solo la famiglia di Zoe, ma l’intera comunità di Nizza Monferrato, dove la giovane era conosciuta come una ragazza solare, piena di energia e con progetti di vita davanti a sé. Gli amici descrivono una presenza luminosa e generosa, sempre pronta a sorridere nonostante le difficoltà che una giovane età può portare.

La madre di Zoe ha espresso tutto il suo dolore, chiedendosi perché la figlia abbia dovuto incontrare una fine così violenta proprio dopo una serata apparentemente normale. Mentre amici e conoscenti si chiedono come una situazione sociale possa degenerare in un atto così brutale, il bar dove Zoe lavorava è diventato un luogo di memoria: fiori, biglietti e messaggi di cordoglio testimoniano l’affetto e la rabbia di chi l’ha conosciuta.

Le dinamiche dell’aggressione e le indagini in corso

Gli esami medico‑legali hanno già confermato la presenza di segni di difesa sul corpo della giovane – indizi che indicano un tentativo di proteggersi dall’aggressore – oltre alle ferite compatibili con percosse e la probabile compressione del collo prima dell’improvvisa caduta nel canale. Al momento resta da stabilire con precisione se la causa principale del decesso sia dovuta al trauma cranico, allo strangolamento o all’impatto con l’acqua dopo la caduta dall’altezza di alcuni metri. Sarà l’autopsia a fornire ulteriori dettagli sulle dinamiche della morte.

La Procura ha inoltre sequestrato telefoni, immagini e testimonianze degli amici presenti quella sera, per ricostruire con esattezza ogni momento della vicenda. Le contraddizioni nelle prime dichiarazioni di Manna, unite alla confessione successiva, saranno al centro dell’istruttoria giudiziaria per comprendere se vi siano stati altri fattori scatenanti, compresi eventuali precedenti dissapori tra i due.

Il fenomeno sociale dietro ai femminicidi giovanili

La tragedia di Zoe si inserisce in un contesto più ampio di violenza contro le donne e femminicidio in Italia, fenomeni che – pur essendo oggetto di attenzione mediatica e legislativa – continuano a manifestarsi in forme drammatiche, anche tra giovani. Gli esperti e le associazioni ricordano come il rifiuto di proposte o approcci – per quanto normali e parte della vita sociale – non debba mai essere motivo di violenza, e sottolineano l’importanza di educazione relazionale, gestione delle frustrazioni e rispetto della volontà altrui nelle relazioni interpersonali.

La comunità di Nizza Monferrato ha indetto iniziative in memoria di Zoe, con momenti di silenzio e appuntamenti pubblici per ricordarla e sensibilizzare sul tema della violenza di genere, soprattutto tra adolescenti e giovani adulti. Scuole, gruppi giovanili e associazioni locali si stanno mobilitando per riflettere assieme sulla tragedia e promuovere cultura della parità, del rispetto e della sicurezza nei rapporti umani.

Attesa per l’autopsia e perizia psicologica

Con il sospetto di un femminicidio consumato sotto gli occhi di pochi testimoni e tanti interrogativi, il quadro giudiziario si complica. La perizia psicologica su Alex Manna sarà richiesta dalla difesa e dall’accusa per comprendere le dinamiche emotive e psicologiche che hanno portato a un gesto tanto estremo, mentre l’autopsia fornirà elementi chiave per la qualificazione dell’omicidio nelle sue aggravanti.

Finché il processo non farà luce completa su questa vicenda, il nome di Zoe Trinchero resterà inciso nella memoria collettiva come simbolo di una gioventù spezzata e della necessità di affrontare con decisione la piaga della violenza contro le donne in ogni forma e in ogni età.

8 Febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA