9:38 am, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Valanga in Valtellina, 2 morti e un ferito grave

Di: Redazione Metrotoday
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Una valanga in Valtellina ha travolto tre scialpinisti sull’alpe Meriggio ad Albosaggia: due persone sono morte e un’altra è rimasta ferita in modo grave, mentre l’allerta neve resta alta sulle Alpi Orobie.

Una valanga si è staccata intorno a mezzogiorno di sab atodall’alpe Meriggio – una zona molto frequentata dagli amanti dello scialpinismo – travolgendo tre persone impegnate in un’uscita fuori pista. Il bilancio finale è di due vittime e un ferito grave, trasportato all’ospedale di Sondrio per le cure del caso.

Secondo le prime ricostruzioni, la massa di neve ha travolto il gruppo di scialpinisti nel pieno dell’attività, sorprendendoli nel tratto di discesa dal Pizzo Meriggio, a quota elevata sopra Albosaggia, nel comprensorio delle Alpi Orobie. Gli esperti di soccorso alpino e i vigili del fuoco sono intervenuti con urgenza, attivando tre elicotteri per le operazioni di ricerca e recupero nella cornice rocciosa e innevata.

Le vittime della slavina: due uomini travolti dalla neve

Tra le due vittime c’è Sebastiano Erba, 35 anni, residente a Sondrio e figlio di un’esponente amministrativa locale. Secondo le prime testimonianze, sembrerebbe che Erba fosse intento ad aiutare i compagni dopo il distacco iniziale della neve quando è stato travolto dalla slavina nella successiva fase della tragedia. Era un appassionato di montagna, lasciando moglie e due figlie piccole. L’altra vittima è Alfio Muscetti, 46 anni, noto anche nel mondo dello sport locale.

L’unico sopravvissuto e le sue condizioni

Il terzo uomo coinvolto nell’incidente, di circa 53 anni, è riuscito inizialmente a liberarsi autonomamente dalla coltre nevosa. Tuttavia, le condizioni in cui si trova sono considerate gravi e necessita di cure estensive in ospedale. La dinamica esatta della sua sopravvivenza è al centro degli accertamenti dei soccorritori, che hanno evidenziato la complessità delle operazioni di salvataggio in un ambiente alpino impervio.

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La valanga di Albosaggia si è verificata in una giornata caratterizzata da alto rischio di slavine in Valtellina, con un indice di pericolo elevato (tre su cinque sulla scala europea), a causa delle abbondanti nevicate e dei venti forti che hanno depositato accumuli pericolosi sui pendii. Questo era già stato evidenziato dai centri di monitoraggio nivologico locali nei giorni precedenti.

La seconda valanga in 24 ore nella stessa area

Quella di Albosaggia non è stata un’eccezione: in meno di 24 ore un’altra valanga si era già staccata in Valtellina, in Alta Valle Spluga sopra Chiavenna, travolgendo un militare di 30 anni della Guardia di Finanza durante un’esercitazione. Il giovane era rimasto gravemente ferito sotto la neve e trasportato con urgenza in ospedale a Bergamo.

Allo stesso tempo, altre valanghe sono state segnalate in diverse zone delle Alpi italiane, tra Trentino, Alto Adige e Valle d’Aosta, con un bilancio di ulteriori vittime e feriti, a sottolineare come l’ondata di maltempo e le condizioni nivologiche instabili stiano producendo situazioni estremamente pericolose in diverse aree di montagna.

Il soccorso alpino e i tempi dell’intervento

Le operazioni di soccorso sono state complesse e delicate: squadre del Soccorso Alpino, vigili del fuoco e unità cinofile hanno operato fino a tarda serata, coadiuvate da elicotteri per la localizzazione delle persone sepolte. La scelta di attivare piÚ mezzi aerei è stata determinata non solo dalla necessità di raggiungere rapidamente le zone piÚ impervie, ma anche dalle condizioni di visibilità e dal rischio di ulteriori distacchi.

I responsabili del coordinamento delle operazioni hanno spiegato che l’estrazione delle salme e la messa in sicurezza dell’area hanno richiesto ore, vista la pericolosità del luogo e la profondità alla quale gli scialpinisti erano stati sepolti sotto la neve. Il capo delle operazioni ha sottolineato l’importanza dell’uso di dispositivi di localizzazione individuale (ARTVA), che permettono di ridurre i tempi di ricerca, ma anche di una valutazione preliminare molto accurata delle condizioni del pendio prima di intraprendere escursioni fuoripista.

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Rischi e raccomandazioni per la montagna

La tragedia di Albosaggia arriva in un momento di particolare attenzione per la sicurezza in montagna: con l’aumento degli sport invernali fuori pista e lo sci alpinismo sempre più popolare, cresce anche il numero di incidenti legati ai distacchi di neve instabile, spesso difficili da prevedere anche con analisi nivologiche dettagliate. Gli esperti consigliano ai praticanti di prestare massima attenzione ai bollettini di rischio valanghe e, in caso di indice elevato, di evitare le escursioni in zone non presidiate da piste o fuori dai tracciati segnati.

Dal mondo istituzionale sono arrivati appelli alla prudenza e condoglianze per le famiglie delle vittime, con numerose associazioni di montagna che ribadiscono l’importanza di formazione specifica per chi si spinge in alta quota per attività sportive.

8 Febbraio 2026
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