7:47 pm, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Ordigno bellico conficcato nel retto, chiamati gli artificieri

Di: Redazione Metrotoday
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Un caso incredibile arriva dalla Francia: un uomo si presenta al pronto soccorso con un ordigno storico conficcato nel retto, spingendo medici e soccorritori ad allertare gli artificieri e far evacuare l’ospedale per il rischio di esplosione.

Un episodio di rara gravità e altrettanto incredibile natura ha avuto luogo in Francia, dove un uomo di 24 anni si è presentato in un ospedale di Tolosa lamentando forti dolori addominali e rettali. Durante gli accertamenti clinici, **i medici hanno fatto una scoperta stupefacente: il paziente aveva un ordigno bellico risalente alla Prima Guerra Mondiale conficcato nel retto, un proiettile da artiglieria storico che non risultava disinnescato.

La natura dell’oggetto ha immediatamente trasformato un normale ricovero in un’emergenza ad alto rischio. Vista la possibilità che il proiettile potesse esplodere, il personale sanitario ha sospeso ogni procedura chirurgica immediata ed ha allertato gli artificieri, ossia gli specialisti in esplosivi addestrati per neutralizzare ordigni potenzialmente pericolosi.

Davanti alla scoperta, l’ospedale Rangueil di Tolosa è stato evacuato e all’esterno è stato creato un perimetro di sicurezza per tutelare pazienti, medici e personale sanitario mentre gli artificieri valutavano la situazione e si preparavano all’intervento. Il timore che l’ordigno potesse esplodere ha portato a precauzioni eccezionali, sinonimo della gravità del caso e dell’attenzione che simili situazioni richiedono.

Gli ordigni della Prima Guerra Mondiale non sono rari in molte regioni d’Europa, soprattutto in Francia, dove terreni agricoli e cantieri spesso riportano alla luce proiettili inesplosi risalenti alle battaglie storiche. Tuttavia, il ritrovamento di un simile oggetto all’interno di un corpo umano resta un fatto eccezionale e di estrema criticità, poiché la detonazione accidentale di un proiettile di questo tipo può essere devastante.

Il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per l’estrazione dell’ordigno. I chirurghi, una volta constatata la natura dell’ostruzione, hanno fermato l’operazione per garantire la sicurezza di tutti e attendere l’arrivo dei tecnici specializzati nell’esplosivo. L’operazione di rimozione è avvenuta con la supervisione degli artificieri, che hanno preso tutte le misure necessarie per neutralizzare il rischio di detonazione prima della rimozione dal corpo.

Le autorità locali hanno poi confermato che l’ordigno non presentava un rischio immediato di esplosione una volta esaminato dagli specialisti, ma l’intervento è stato gestito con la massima cautela proprio per la possibilità che fosse ancora in condizioni pericolose.

A livello giudiziario, la vicenda non si conclude con il mero aspetto medico‑tecnico. In Francia, la legislazione in materia di armi e materiali esplosivi è rigorosa: il possesso e la detenzione di munizioni di “categoria A” non autorizzate costituisce un reato perseguibile, e le autorità competenti hanno avviato accertamenti per determinare le circostanze in cui l’uomo si sia procurato e abbia poi inserito l’ordigno nel proprio corpo.

Le prime ricostruzioni indicano che l’uomo stesso avrebbe ammesso di essersi introdotto l’oggetto per motivi non immediatamente chiari, ma non ha fornito dettagli conclusivi sulle ragioni di un gesto tanto rischioso. Questo ha spinto la polizia ad aprire un fascicolo di indagine che potrebbe portare a contestazioni legali ulteriori.

Questo caso, pur se singolare, solleva riflessioni importanti sul fenomeno dei “corpi estranei rettali”, un ambito medico che comprende tutti quegli oggetti strani inseriti nel retto che necessitano di intervento specialistico per la rimozione. La pratica, che può essere associata a dinamiche legate alla sfera sessuale o a comportamenti rischiosi, è una delle cause più frequenti di ricoveri in pronto soccorso quando l’individuo non riesce a rimuovere autonomamente l’oggetto.

In genere, i corpi estranei rettali possono variare da oggetti domestici a strumenti ingombranti, e il personale medico è spesso chiamato a gestire situazioni in cui la rimozione deve essere studiata con attenzione per evitare complicanze gravi quali perforazioni intestinali o lesioni interne. Il caso di un ordigno bellico aggiunge però una dimensione di pericolo supplementare, dal momento che coinvolge materiale esplosivo storico la cui manipolazione può provocare outcome fatali se non gestita con tecniche specifiche e l’ausilio di équipe altamente specializzate.

Mentre l’uomo è rimasto in osservazione per monitorare le sue condizioni fisiche dopo la rimozione dell’ordigno, le autorità sanitarie e di sicurezza hanno ribadito che la comunità ospedaliera era preparata a gestire emergenze di vario tipo, ma raramente si trova ad affrontare scenari così inusuali. 

8 Febbraio 2026
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