4:14 pm, 8 Febbraio 26 calendario

🌐 Mark Epstein:“Mio fratello non si è suicidato” vuole nuova indagine

Di: Redazione Metrotoday
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Mark Epstein ribadisce con forza che suo fratello Jeffrey non si è suicidato in prigione nel 2019, ma è stato ucciso, e annuncia che nuovi elementi dell’autopsia in arrivo potrebbero “dimostrarlo”. Le dichiarazioni controverse rilanciano vecchie teorie di copertura e scatenano un nuovo dibattito pubblico su una delle morti più discusse degli ultimi anni, con accuse di insabbiamento governativo e richieste di trasparenza.

Mark Epstein, fratello minore dell’ex finanziere condannato per traffico sessuale Jeffrey Epstein, continua a sostenere con fermezza che suo fratello non si è suicidato nella cella della Metropolitan Correctional Center di New York nel 2019 e che la versione ufficiale rappresenta, a suo avviso, una copertura.

Jeffrey Epstein fu trovato morto nella sua cella il 10 agosto 2019 mentre era in attesa di processo per numerosi capi di accusa federali legati alla traffico sessuale di minorenni. Nonostante il rapporto dell’esaminatore medico della città abbia concluso che la causa del decesso fosse suicidio per impiccagione, Mark Epstein ha messo in dubbio per anni tale conclusione e richiesto un’indagine indipendente più approfondita.

Negli ultimi mesi, Mark ha affermato di aspettarsi che una nuova serie di dettagli dell’autopsia, resa pubblica in febbraio, “dimostri” che il fratello è stato in realtà assassinato. Secondo lui, alcuni elementi del quadro medico e delle ferite sul corpo non corrispondono alla dinamica ufficiale del suicidio, e l’interpretazione delle fotografie post‑mortem solleva dubbi significativi sulle conclusioni precedenti.

Meet Mark Epstein, Jeffrey’s wealthy brother who wants you to believe he was murdered

Gli argomenti di Mark Epstein e il dubbio sulla versione ufficiale

La narrativa di Mark Epstein si basa su più punti critici emersi nel corso degli anni: discrepanze nel rapporto delle autorità carcerarie, carenze nella sorveglianza, dettagli dell’autopsia che secondo lui non combaciano con un suicidio e l’assenza di una reale indagine sul campo. In varie interviste televisive e ai media statunitensi, Mark ha sottolineato che secondo lui l’unica spiegazione plausibile è una morte violenta orchestrata da terzi, e ha chiesto: “Chi lo ha ucciso e per conto di chi?”.

In una recente apparizione in televisione, Mark ha dichiarato che – secondo lui – la morte di Jeffrey non rientra nelle tipiche modalità suicidarie: “Le ferite non corrispondono a quelle che ci si aspetterebbe da un suicidio per impiccagione”, ha affermato, annunciando che i nuovi elementi dell’autopsia in arrivo “proveranno” questa versione alternativa.

Queste affermazioni hanno riacceso l’attenzione mediatica su uno dei casi più oscuri e controversi della cronaca americana recente, generando un acceso dibattito online e tra gli esperti legali e forensi. Molti analisti sottolineano però che non esiste, allo stato attuale, evidenza credibile che smentisca il verdetto ufficiale di suicidio, consolidato anche da indagini del DOJ e dell’FBI.

Le basi ufficiali: suicidio e rapporto delle autorità

Nonostante le critiche di Mark Epstein e di alcuni consulenti forensi da lui assunti, la versione ufficiale della morte di Jeffrey Epstein rimane quella di suicidio, così come stabilito dall’esaminatore medico della città di New York e confermato da investigazioni successive.

Nel rapporto ufficiale emesso in seguito al decesso, non vennero trovate prove credibili di collusione o intervento di terzi, e venne evidenziato che Epstein si trovava in isolamento nella sua cella, apparentemente solo, quando fu trovato morto. Le autorità carcerarie riconobbero alcune negligenze nella sorveglianza, ma nient’altro che confermasse la dinamica del suicidio.

Tuttavia, Mark e i suoi sostenitori hanno insistito per anni sulla necessità di una revisione completa e indipendente di tutte le prove, e di una maggiore trasparenza sui filmati di sorveglianza, le immagini del corpo e ogni documento medico disponibile. Alcuni hanno avanzato l’idea che ci possano essere state manipolazioni o omissioni nei fascicoli governativi, sebbene tali ipotesi non siano mai state supportate da prove certe.

Le reazioni pubbliche e l’impatto mediatico

Il caso Epstein rimane uno dei più intriganti e discussi negli Stati Uniti e nel mondo occidentale, anche per le connessioni del finanziere con personaggi influenti della politica, dell’economia e della società internazionale. Per questo motivo, ogni nuova dichiarazione o teoria sulla sua morte tende subito a risuonare oltre i confini nazionali, riaprendo discussioni sul ruolo delle istituzioni nel gestire casi di grande impatto pubblico.

Le affermazioni di Mark Epstein – soprattutto quelle più controverse legate a un possibile coinvolgimento di figure potenti – sono amplificate dalla diffusione dei file relativi al caso che sono stati resi pubblici negli ultimi anni, alimentando speculazioni, teorie alternative ed una più ampia richiesta di trasparenza.

Critiche e risposte alle teorie di complotto

Gli esperti forensi e legali che continuano a difendere la versione ufficiale evidenziano come le affermazioni di Mark siano principalmente basate su speculazioni e interpretazioni soggettive di alcuni elementi, piuttosto che su prove concrete. Secondo molti specialisti, la dinamica fisica di un suicidio in carcere può presentare varianti che non necessariamente corrispondono a schemi perfettamente prevedibili, rendendo non determinanti per smentire l’ipotesi di suicidio le sole discrepanze dichiarate dal fratello.

Un’altra linea di critica sottolinea che teorie del complotto e supposizioni sensazionali spesso si diffondono rapidamente nei circoli mediatici quando casi di grande risonanza coinvolgono nomi, potere e scandali sessuali ad alto profilo, e che una rigorosa valutazione delle prove deve sempre precedere qualsiasi conclusione alternativa.

La posizione di Mark Epstein, che continua a sostenere che suo fratello non si è suicidato e che ci siano prove non ancora rivelate di un possibile omicidio, ha riportato sotto i riflettori un caso che continua ad affascinare e dividere l’opinione pubblica internazionale. Con le dichiarazioni più recenti e la promessa di nuovi dettagli dall’autopsia, il dibattito è destinato a proseguire, ponendo ancora domande aperte sulla verità dietro una delle morti più discusse degli ultimi anni.

8 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 16:19 )
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