🌐 Cani e gatti intelligenti: capiscono il linguaggio umano
Nuove ricerche scientifiche confermano che gatti e cani sono più intelligenti di quanto si pensasse e possono comprendere aspetti del linguaggio umano, reagendo a parole, tono e contesto comunicativo in modo sofisticato, con implicazioni per il rapporto con i loro proprietari e la comprensione della cognizione animale.
La relazione tra esseri umani e animali domestici continua a sorprendere studiosi, veterinari e proprietari. Oltre ai comportamenti affettivi noti da secoli, nnumerosi studi recenti mettono in luce che sia i cani sia i gatti possiedono abilità cognitive più raffinate di quanto comunemente creduto, soprattutto nella capacità di interpretare segnali linguistici e sociali umani.
Secondo una ricerca pubblicata nel febbraio 2026, i gatti domestici sono in grado di associare parole umane a immagini o contesti specifici, reagendo con confusione quando viene pronunciata una parola errata in un determinato contesto. Questo comportamento indica un livello di discriminazione uditiva e cognitiva superiore alla semplice risposta a stimoli, suggerendo che i felini “capiscono” più di quanto la tradizione popolare attribuisca loro.
Allo stesso modo, i cani domestici mostrano capacità sociali e cognitive che gli consentono di decodificare non solo il significato di determinate parole ma anche tono emotivo, espressioni facciali e segnali contestuali, rafforzando la lunga storia di coevoluzione con gli esseri umani.

Gatti: associazioni linguistiche e comprensione
Storicamente si è spesso ritenuto che i gatti siano più distaccati e meno attenti alle comunicazioni umane rispetto ai cani, ma il nuovo studio sfata questo mito, mostrando che i felini possono riconoscere il proprio nome anche quando pronunciato da persone diverse dal padrone e associare suoni specifici a risultati concreti come cibo o interazione affettiva.
Questa capacità non implica che i gatti comprendano concetti astratti come fanno gli esseri umani, ma piuttosto che possono creare connessioni tra parole e eventi rilevanti per la loro vita, una forma di apprendimento contestuale che si avvicina alle abilità dei bambini piccoli.
Gli esperti sottolineano che i felini rispondono anche al tono emotivo della voce del proprietario, variando il comportamento quando percepiscono un tono dolce o autoritario, suggerendo una sensibilità sottile ai segnali sociali umani che va oltre la semplice risposta a un comando.
Cani: emozioni e segnali sociali
I cani, da parte loro, sono da tempo considerati prototipi di “animal communicators” con gli esseri umani, ma nuove ricerche confermano ancor più in profondità queste capacità. Studi neuroscientifici mostrano che il cervello canino reagisce in modo diverso a parole familiari rispetto al tono della voce, indicando una forma di elaborazione linguistica e di riconoscimento semantico non limitata ai soli comandi addestrati.

Inoltre, alcuni studi hanno evidenziato che cani “speciali” – definiti “gifted word learners” – possono apprendere nomi di oggetti ascoltando conversazioni in cui non vengono direttamente coinvolti, un’abilità simile a quella osservata nei bambini piccoli durante l’apprendimento linguistico. Questo fenomeno, sebbene raro e non rappresentativo di tutti i cani, indica un complesso livello di attenzione sociale e cognitiva nei soggetti più sviluppati.
Queste scoperte si allineano a ricerche che mostrano come i cani siano sintonizzati sulle espressioni facciali e sui segnali emotivi umani, reagendo in modo coerente all’intonazione della voce e all’atteggiamento dell’interlocutore, un tratto che potrebbe derivare da millenni di addomesticamento e convivenza con l’uomo.
Intelligenza sociale e legami affettivi
La capacità di interpretare non solo parole ma anche segnali emotivi e sociali suggerisce che cani e gatti possiedono forme di intelligenza sociale complesse, che permettono loro di adattarsi ai comportamenti umani e di interagire in maniera più profonda con i loro proprietari.
Questa intelligenza, che comprende attenzione condivisa, riconoscimento di stati emotivi e risposta ai gesti umani, favorisce legami affettivi intensi tra animali e umani, influenzando anche la salute mentale dei proprietari, come evidenziato da svariati studi che collegano la convivenza con animali a benefici cognitivi e sociali negli umani.

Cosa significa “capire il linguaggio umano”
È importante precisare che “capire il linguaggio umano” non significa che cani e gatti parlino o comprendano la grammatica come gli esseri umani, ma piuttosto che possono interpretare segnali sonori e associarli a significati specifici nel contesto della loro vita quotidiana.
I ricercatori distinguono tra una comprensione contestuale – ovvero sapere che una parola porta a un risultato concreto – e l’interpretazione semantica profonda di frasi complesse. Nel primo caso, la prova è solida: cani e gatti riconoscono suoni, nomi e parole legati a eventi importanti come cibo, passeggiate o attenzione sociale.
Nel secondo, più complesso, gli animali non mostrano necessariamente una comprensione del significato astratto di parole, ma un’attività cerebrale e comportamentale che indica una competenza cognitiva avanzata nei processi di associazione e riconoscimento sonoro.
Queste scoperte scientifiche hanno implicazioni profonde per il modo in cui viviamo con i nostri animali domestici, suggerendo che il rapporto tra esseri umani e cani o gatti è basato su interazioni cognitive e sociali più ricche di quanto si credesse tradizionalmente.

Per i proprietari, significa che dedicare attenzione alla comunicazione non verbale, al tono della voce e alle associazioni linguistiche può migliorare significativamente il benessere e la relazione con l’animale.
Per gli scienziati, queste evidenze offrono nuove piste di ricerca su come la domestication e la coevoluzione con l’essere umano abbiano plasmato la cognizione di specie così prossime a noi.
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