6:06 pm, 11 Febbraio 26 calendario

🌐 Virus Nipah, uccide metà delle persone che infetta

Di: Redazione Metrotoday
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Il virus Nipah torna ad attirare l’attenzione globale: con un tasso di mortalità fino al 75 %, casi confermati in India e misure di allerta in Asia sottolineano la pericolosità di questa zoonosi rara ma spesso letale.

Negli ultimi giorni l’attenzione dei media internazionali si è focalizzata nuovamente sul virus Nipah, un patogeno zoonotico poco noto al grande pubblico ma estremamente pericoloso per l’essere umano. Due casi confermati di infezione sono stati segnalati nello Stato del West Bengal, in India, dove personale sanitario ha contratto il virus dopo l’esposizione a un paziente infetto.

Il Nipah virus ha un tasso di mortalità tra i più alti tra le infezioni virali conosciute, con circa il 40 %–75 % delle persone infette che possono morire a causa della malattia, a seconda della tempestività con cui viene riconosciuta e gestita.

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Cos’è il virus Nipah

Il Nipah virus (NiV) è un paramyxovirus zoonotico originariamente descritto alla fine degli anni Novanta durante un grave focolaio in Malesia e Singapore. La sua diffusione è associata principalmente ai pipistrelli della frutta del genere Pteropus, che fungono da serbatoio naturale del virus.

Sebbene sia raro che il virus si diffonda su larga scala, l’infezione può essere grave e rapida nel suo decorso: in molti casi i sintomi peggiorano in pochi giorni, con possibile insorgenza di complicazioni neurologiche e respiratorie severe.

Come si trasmette

La trasmissione del virus Nipah all’essere umano può avvenire in diverse modalità:

  • Contatto diretto con animali infetti come pipistrelli o animali domestici contaminati.

  • Consumo di alimenti contaminati, in particolare succo di palma da dattero o frutta che è stata in contatto con fluidi di pipistrelli.

  • Contatto ravvicinato con persone infette, soprattutto attraverso fluidi corporei come saliva, sangue o secrezioni respiratorie.

La trasmissione da persona a persona è possibile, ma richiede un contatto stretto e diretto, e non avviene facilmente attraverso l’aria come nel caso dell’influenza o del COVID-19.

Sintomi e progressione dell’infezione

I sintomi iniziali del Nipah virus possono ricordare quelli di una comune influenza:

  • febbre alta

  • mal di testa

  • malessere generale

  • vomito

  • tosse e difficoltà respiratorie

Questi sintomi compaiono tipicamente 4–14 giorni dopo l’esposizione, ma possono anche manifestarsi fino a 45 giorni nei casi più rari.

Nei casi più gravi l’infezione può evolvere in encefalite acuta (infiammazione del cervello) con confusione mentale, convulsioni e coma. La progressione può essere rapidissima e potenzialmente letale, con decesso in percentuali elevate nei pazienti più vulnerabili.

Perché è così pericoloso

A differenza di molte infezioni virali, per il virus Nipah non esistono vaccini né terapie specifiche riconosciute a livello mondiale. Il trattamento si basa su cure di supporto, mirate ad alleviare i sintomi e a gestire le complicanze neurologiche e respiratorie.

La combinazione di un tasso di mortalità elevato, l’assenza di cure specifiche e la capacità di causare encefalite grave rende il Nipah virus una minaccia sanitaria rilevante, soprattutto nelle aree dove si registrano focolai.

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Situazione attuale e rischio globale

L’attuale segnalazione in India ha portato diversi Paesi asiatici ad aumentare la sorveglianza sanitaria agli aeroporti e ai punti di ingresso, con controlli della temperatura e domande sullo stato di salute dei viaggiatori provenienti da zone a rischio.

Tuttavia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il rischio di diffusione globale rimane basso, grazie alle capacità di sorveglianza e controllo delle autorità sanitarie locali e all’assenza di trasmissione su larga scala tra comunità diverse.

Cosa può fare chi vive in zone a rischio

Le principali raccomandazioni di prevenzione includono:

  • evitare il contatto con pipistrelli e altri animali potenzialmente infetti;

  • non consumare frutta o succhi che potrebbero essere stati contaminati da fluidi di pipistrelli;

  • mantenere rigorose pratiche di igiene delle mani e delle superfici;

  • adottare precauzioni nei confronti di pazienti malati o sospetti di infezione.

Una diagnosi precoce e l’isolamento dei casi sospetti sono fondamentali per ridurre la trasmissione e contenere l’impatto di questo virus potenzialmente letale.

Conclusione

Il Nipah virus rappresenta una minaccia concreta nelle regioni dove occasionalmente si verificano focolai. La combinazione di un’elevata mortalità, sintomi gravi e mancanza di vaccini lo rendono un patogeno da sorvegliare con attenzione, anche se al momento il rischio di una pandemia globale resta basso rispetto ad altri agenti infettivi.

L’informazione tempestiva e la prevenzione rimangono le migliori armi per proteggere la salute pubblica.

11 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 18:17 )
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