🌐 Lupi russi attaccano allevamenti di renne in Finlandia: è record
In Finlandia si registra un record storico di attacchi dei lupi alle renne, con oltre 2.000 animali uccisi nel 2025; allevatori e scienziati denunciano il grave impatto sulle comunità rurali, mentre cresce il dibattito su gestione dei canidi selvatici e politiche di conservazione.
Una crisi silenziosa ma profonda si sta consumando nei boschi e nelle tundre della Finlandia settentrionale, dove il tradizionale rapporto tra uomo, animale e natura — simbolizzato dai grandi branchi di renne e dai predatori del Nord — è messo duramente alla prova. Nel 2025 i lupi hanno ucciso oltre 2.000 renne, un livello senza precedenti da quando esistono statistiche ufficiali, con ricadute pesanti su allevatori, turismo e identità culturale di intere comunità.
Una strage nel profondo nord: i numeri di un disastro
La Reindeer Herders’ Association finlandese e fonti giornalistiche internazionali riportano che le predazioni di lupi sulle renne sono aumentate di circa il 70% rispetto all’anno precedente, con quasi 2.000 attacchi letali registrati nel solo 2025. Questi dati rappresentano il più alto tasso di mortalità documentato nella storia della pastorizia finlandese.
Gli allevatori, che custodiscono un patrimonio culturale e economico millenario legato alla pastorizia delle renne, denunciano scenari devastanti: carcasse dissanguate, animali sbranati o mutilati, greggi decimati. “Ogni morto rappresenta lavoro, tradizione e futuro perduti”, dice un pastore di Kuusamo, la vasta regione boschiva al confine con la Russia dove le incursioni sono più frequenti.

Il sospetto della migrazione dei lupi: una teoria controversa
Una delle spiegazioni più diffuse tra gli allevatori fa riferimento alla provenienza dei lupi: molti sospettano che i predatori provengano dalla vicina Russia, dove — secondo alcune comunità locali — l’attività venatoria sarebbe diminuita a causa della guerra in Ucraina. Con l’addestramento e il reclutamento di molti cacciatori russi per il conflitto, spazi forestali un tempo sorvegliati sono ora liberi per la fauna, che secondo questa ipotesi si spingerebbe poi oltre confine in Finlandia in cerca di prede facili.
Tuttavia, gli scienziati invitano alla cautela: non è stato possibile dimostrare con certezza genetica che questi lupi provengano dalla Russia, anche se alcuni campioni di DNA raccolti nei branchi finlandesi mostrano marcatori non presenti in passato nei lupi locali. I ricercatori riconoscono che la mobilità delle specie selvatiche non osserva confini politici, e che la diffusione dei lupi potrebbe essere influenzata da molteplici fattori, compresi cambiamenti nella copertura forestale e nelle pressioni di caccia.
Popolazione di lupi in crescita e gestione del conflitto
Il numero di lupi in Finlandia è in crescita: secondo stime dell’Istituto Nazionale per le Risorse Naturali (Luke), la popolazione di questi predatori è aumentata di circa il 46% in un anno, raggiungendo oltre 430 individui stimati nel 2025.
Di fronte a questo aumento demografico e alla pressione predatoria, il Parlamento finlandese ha deciso di allentare alcune delle norme che proteggevano fortemente i lupi, autorizzando — a partire dal 2026 — la caccia regolamentata e mirata tramite quote e permessi speciali, nel tentativo di ridurre gli impatti su allevatori e comunità rurali.
La decisione ha suscitato forti reazioni da parte delle organizzazioni ambientaliste, che ricordano come il lupo sia considerato un predatore chiave nell’ecosistema boreale e che la sua protezione fa parte delle direttive europee sulla conservazione della biodiversità. Anche l’Unione Europea ha recentemente riveduto lo status di protezione della specie, passando da “strettamente protetta” a “protetta”, una misura che apre margini di gestione più flessibili ma genera timori tra gli ecologisti.
Lupi, culture locali e futuro delle renne
La pastorizia delle renne non è solo un’attività economica: per molte comunità, in particolare quella dei Sami nella Lapponia, rappresenta un elemento identitario, culturale e storico di lunga durata, con tecniche di allevamento tramandate da generazioni. Le perdite attuali non sono solo numeriche, ma colpiscono il tessuto sociale di queste popolazioni, mettendo a rischio tradizioni, turismo stagionale legato alle renne e la stessa sopravvivenza di piccole comunità remote.
Le attuali dinamiche del predatore‑preda aprono anche un dibattito più ampio sul rapporto tra conservazione della fauna selvatica e esigenze delle popolazioni umane. Alcuni esperti suggeriscono che, senza un piano di gestione integrato che coinvolga istituzioni, allevatori, scienziati e comunità locali, il conflitto non potrà che intensificarsi.
Geopolitica selvaggia: natura senza frontiere
La narrazione di lupi che “arrivano dalla Russia” ha fatto il giro dei media e alimentato speculazioni di natura geopolitica, pur non avendo evidenze scientifiche definitive. Tuttavia, questi scenari evocano una zona grigia dove la natura risponde a dinamiche umane fuori controllo: conflitti, cambiamenti climatici, depopolazione di aree rurali e gestione delle specie selvatiche si intrecciano e producono effetti concreti sugli ecosistemi e sulle vite delle persone.
Blogger ambientali e voci di comunità rurali sottolineano come il fenomeno non sia isolato in Europa: in varie aree montane e boreali, il ritorno dei grandi carnivori — lupi, orsi, linci — ha riaperto questioni antiche sul ruolo dell’uomo nell’ecosistema e sulla coabitazione possibile tra attività economiche tradizionali e specie protette.
Il futuro incerto di reindeer e lupi
Mentre gli allevatori cercano soluzioni pratiche e immediate per proteggere i loro greggi — come recinzioni più robuste, guardiani animali e programmi di prevenzione — le istituzioni e i ricercatori lavorano su strategie a lungo termine che possano conciliare conservazione, economia e cultura. Alcuni progetti puntano a monitoraggio satellitare dei branchi, incentivi per pratiche di pastorizia sostenibile e dialoghi transfrontalieri sulla gestione faunistica.
Lupi e renne in Finlandia non sono soltanto soggetti di una cronaca ambientale: sono i protagonisti di un confronto tra moderne politiche di conservazione e le esigenze antiche di comunità umane che hanno fatto della natura selvaggia la loro casa.
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