1:43 pm, 6 Febbraio 26 calendario

🌐 Il Fisco scopre 200mila evasori totali, in arrivo 2,4 milioni di lettere

Di: Redazione Metrotoday
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 Il fisco italiano ha alzato il velo sul fenomeno dell’evasione totale con numeri che fotografano l’enorme portata del sommerso e segnano un punto di svolta nella lotta all’illegalità tributaria. Nel corso del 2025 l’Agenzia delle Entrate ha individuato oltre 200.000 evasori totali — persone fisiche e imprese che non hanno mai dichiarato redditi o versato imposte né risultavano in alcuna anagrafe fiscale — e si prepara a inviare 2,4 milioni di lettere di compliance per stimolare comportamenti corretti e anticipare possibili accertamenti futuri.

200mila evasori “scomparsi” dal radar fiscale

L’Agenzia delle Entrate, nel corso del 2025, ha analizzato più di 17 milioni di posizioni fiscali grazie a sofisticati incroci di dati e criteri di rischio. Nei controlli sono emersi circa 200.000 evasori totali, un numero comparabile alla popolazione di una città di medie dimensioni ignorata per anni dal fisco.

Di questi soggetti, circa il 57% (circa 116.000) non aveva presentato alcuna dichiarazione dei redditi pur essendo tenuto a farlo, mentre il restante 43% (86.000) risultava completamente sconosciuto al sistema tributario nazionale, essendo registrato in nero o fuori da qualsiasi anagrafe fiscale.

Il quadro che emerge è quello di una componente sommersa dell’economia che va oltre la semplice omissione di adempimenti formali per coinvolgere soggetti che, di fatto, non sono mai entrati in alcun rapporto fiscale con lo Stato.

2,4 milioni di lettere: a chi sono indirizzate

Per stimolare una maggiore compliance, ovvero la correzione spontanea degli errori o delle omissioni, l’Agenzia delle Entrate ha annunciato l’invio di oltre 2,4 milioni di lettere di compliance nel corso del 2026.

Queste comunicazioni non sono avvisi di accertamento, ma “promemoria” che segnalano incongruenze, omissioni o mancate presentazioni di dichiarazioni fiscali. Le lettere includeranno:

  • Richiami a contribuenti che hanno dimenticato di presentare la dichiarazione dei redditi.

  • Avvisi a chi non ha inviato comunicazioni periodiche dell’IVA pur avendo fatture o corrispettivi.

  • Segnalazioni di anomalie nei dati rilevati da incroci di banche dati.

L’obiettivo dichiarato è favorire la regolarizzazione volontaria prima di procedere a controlli più invasivi e accertamenti formali, ottimizzando risorse e riducendo contenziosi.

Strategie di contrasto: tecnologie avanzate, ma decisioni umane

L’Agenzia ha sottolineato che i criteri di selezione dei contribuenti oggetto di lettere e controlli non si basano su automatismi o su strumenti di intelligenza artificiale generativa, bensì su analisi di rischio che combinano diversi indicatori economico-fiscali. La decisione finale su una posizione fiscale resta sempre in mano a operatori umani, per evitare errori sistematici o controlli indiscriminati.

Questa strategia punta a concentrare l’azione ispettiva sui casi più critici, riducendo la percezione di un “fisco punitivo” e rafforzando l’immagine di un’amministrazione che incentiva la regolarità prima di tutto.

Un fenomeno strutturale

Il dato dei 200mila evasori totali conferma come l’economia sommersa resti un problema strutturale per il sistema fiscale italiano. Le categorie individuate abbracciano sia chi ha omesso adempimenti formali sia chi ha operato per anni fuori da qualsiasi controllo. Questi risultati non solo evidenziano la capacità di incrociare dati e individuare anomalie, ma anche la profondità di un fenomeno che incide sulla sostenibilità delle finanze pubbliche e sull’equità del sistema tributario.

Secondo alcune analisi indipendenti, l’evasione complessiva in Italia resta tra le più elevate in Europa, con stime che superano regolarmente decine di miliardi di euro non dichiarati ogni anno. I dati più recenti indicano che il “tax gap” complessivo italiano si aggira, nelle stime, oltre i 90 miliardi di euro — un valore che incide direttamente sulla capacità dello Stato di finanziare servizi pubblici essenziali.

Effetti sul debito pubblico e sulle politiche fiscali

Gli effetti della lotta all’evasione non si limitano alla sola equità contributiva. Secondo l’Ufficio parlamentare di bilancio, continuare a migliorare l’adempimento fiscale può ridurre significativamente il rapporto debito/PIL nel medio termine, contribuendo a sostenere le finanze pubbliche.

In un contesto in cui il debito pubblico resta tra i più alti d’Europa, la capacità di recuperare gettito e di ampliare la base imponibile rappresenta non solo un obiettivo di giustizia fiscale, ma anche una leva per la stabilità economica complessiva.

Oltre i numeri: la sfida culturale

La scoperta di centinaia di migliaia di evasori totali lancia una sfida che va oltre gli aspetti tecnici. La lotta all’evasione fiscale richiede non solo strumenti di controllo efficienti, ma anche un cambiamento culturale profondo, in cui la percezione del dovere fiscale sia condivisa come un elemento fondamentale di solidità civica e di equità sociale.

Con l’invio delle 2,4 milioni di lettere di compliance, l’Italia accelera nella direzione di una maggiore trasparenza fiscale, mettendo in campo strumenti preventivi e strumenti di stimolo alla regolarizzazione che potrebbero segnare una svolta nella lotta all’evasione.

La combinazione di tecnologia, analisi dei dati e interventi mirati potrebbe trasformare il contrasto all’evasione in un fattore di crescita e di equità per l’intero sistema fiscale italiano.

6 Febbraio 2026
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