5:36 pm, 6 Febbraio 26 calendario

🌐 Giornata contro il bullismo: per il 66% il web è luogo di violenza

Di: Redazione Metrotoday
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In occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, un’indagine rivela che il 66 % dei giovani percepisce il web come luogo di violenza, con il cyberbullismo e altre forme di abuso digitale in crescita, evidenziando l’urgenza di politiche educative e interventi di protezione online.

Il 7 febbraio si celebra in Italia la Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo, una ricorrenza istituita per sensibilizzare scuole, famiglie e istituzioni sui rischi legati alle prepotenze tra pari e, in particolare, alle violenze effettuate tramite Internet e device digitali. In un’epoca in cui l’uso delle piattaforme online tra i giovani è praticamente ubiquo, emergono dati preoccupanti sulla percezione del web come spazio insicuro e violento.

Secondo una recente indagine presentata in occasione del Safer Internet Day 2026, il 66 % dei ragazzi considera il web un luogo in cui è facile imbattersi in violenza, abuso o molestie digitali, con il cyberbullismo e il “revenge porn” tra le principali minacce percepite. Questa percezione si integra con ricerche più ampie che mostrano come il fenomeno delle aggressioni online sia ormai una componente significativa delle esperienze sociali dei giovani.

Fenomeni distinti ma connessi

Il bullismo tradizionale – aggressioni, insulti, emarginazione fisica o verbale tra coetanei – resta un fenomeno radicato negli ambienti scolastici e sociali. Tuttavia, la diffusione massiccia dei social media e delle app di messaggistica ha ampliato l’arena in cui i comportamenti aggressivi possono manifestarsi. Il cyberbullismo si riferisce a episodi di molestia, diffamazione, minacce o esclusione compiuti tramite strumenti digitali, spesso con un pubblico molto più vasto di quello possibile nella vita reale.

A differenza delle aggressioni fisiche, il cyberbullismo può seguire la vittima ovunque essa vada: un post offensivo, un meme umiliante o una condivisione di dati personali possono rimanere accessibili per lungo tempo, amplificando il danno psicologico.

Perché il web è percepito come violento dai giovani

Diversi fattori spiegano perché una così alta percentuale di giovani identifica il web come luogo di violenza:

  • Anche ministri e istituzioni globali hanno identificato il digitale come un rischio per la sicurezza dei minori, ricordando che oltre il 70 % dei giovani tra 15 e 24 anni è attivo online.

  • Le piattaforme social amplificano i messaggi negativi, consentendo a commenti o contenuti offensivi di diffondersi rapidamente. Le vittime possono essere oggetto di “pile‑on” o di diffusione virale di contenuti umilianti.

  • L’anonimato e la distanza fisica rendono più facile per alcuni utenti compiere atti aggressivi senza affrontare immediatamente le conseguenze sociali delle proprie azioni. Le dinamiche digitali possono quindi dare un senso di impunità che aggrava il fenomeno.

Questi elementi contribuiscono a generare una percezione del web come uno spazio in cui la violenza verbale, psicologica e relazionale è costante e spesso incontrollata.

L’impatto sulla salute mentale dei giovani

Le conseguenze del bullismo, in particolare quando si sposta online, non sono solo sociali, ma anche psicologiche. Il cyberbullismo è stato collegato a sintomi di trauma, ansia, depressione e scarsa autostima nei giovani, fenomeni che possono persistere a lungo termine. Recenti studi scientifici suggeriscono che la frequenza delle molestie online è direttamente associata a livelli crescenti di stress psicologico nelle vittime.

Questi effetti vengono amplificati dalla natura 24/7 del mondo digitale: sui social network non esiste una “pausa” dall’ambiente scolastico e dalle relazioni con i coetanei, rendendo difficile per i ragazzi sfuggire alle dinamiche aggressive.

Un fenomeno diffuso

Le percezioni raccolte in Italia si inseriscono in un quadro internazionale più ampio. Studi condotti in vari Paesi indicano che una percentuale significativa di adolescenti ha sperimentato forme di cyberbullismo almeno una volta nella vita, con variazioni che dipendono da età, genere e contesto sociale. Anche se le metodologie e le definizioni variano da uno studio all’altro, la tendenza generale è chiara: le esperienze di bullismo online sono comuni e in crescita tra i giovani digitali.

Normative e iniziative internazionali

La risposta istituzionale non è limitata alla sensibilizzazione. Diverse organizzazioni internazionali, tra cui l’ONU e agenzie come UNICEF e UNESCO, promuovono giornate dedicate al contrasto della violenza e del bullismo, comprese le sue forme digitali. Queste iniziative mirano a sensibilizzare non solo i ragazzi, ma anche genitori, insegnanti e le stesse piattaforme tecnologiche sulla necessità di prevenire e combattere gli abusi online.

In Europa molte scuole adottano programmi di educazione digitale e di cittadinanza online, con l’obiettivo di insegnare ai giovani a riconoscere e reagire ai comportamenti aggressivi e a utilizzare la tecnologia in modo responsabile. Questi programmi includono anche strumenti per segnalare e bloccare gli autori di molestie e strategie per gestire le reazioni emotive derivanti dall’esposizione a contenuti violenti.

Il ruolo delle famiglie

Un approccio efficace alla prevenzione richiede il coinvolgimento di tutta la comunità educativa. Genitori e insegnanti devono:

  • Dialogare apertamente con i giovani sull’uso responsabile del web e sui pericoli del cyberbullismo.

  • Riconoscere i segnali di disagio emotivo che possono indicare che un ragazzo è vittima di violenza online o offline.

  • Favorire ambienti di fiducia in cui i ragazzi possano chiedere aiuto senza paura di giudizio.

Queste azioni, combinate con campagne di sensibilizzazione nazionale e internazionale, possono contribuire a creare una cultura digitale più sicura e solidale, riducendo l’impatto delle molestie sulle nuove generazioni.

La Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo mette in luce quanto profondamente il mondo digitale influenzi la vita dei giovani: con il 66 % che percepisce il web come luogo di violenza, è essenziale unire istituzioni, scuole, famiglie e piattaforme digitali per costruire ambienti online più sicuri e rispettosi.

6 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 17:44 )
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