🌐 CdM: via libera al pacchetto sicurezza, misure più dure
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo pacchetto sicurezza, un insieme di norme urgenti per rafforzare sicurezza e ordine pubblico, introducendo misure come il fermo preventivo fino a 12 ore, limiti più rigidi per i coltelli ai minori e strumenti per contrastare la violenza nelle piazze e la criminalità.
In una riunione a Palazzo Chigi estremamente attesa dagli alleati di maggioranza e sotto osservazione delle opposizioni, il Consiglio dei Ministri (CdM) ha approvato oggi il cosiddetto pacchetto sicurezza, composto da un decreto legge di 33 articoli e da un disegno di legge collegato che ora dovranno essere esaminati dal Parlamento. Il via libera dell’esecutivo segna un passaggio cruciale nell’agenda legislativa del Governo in materia di ordine pubblico e prevenzione della criminalità diffusa.
La premier Giorgia Meloni ha evidenziato che «non sono misure spot, ma un ulteriore tassello della strategia che questo Governo porta avanti fin dal suo insediamento», con l’obiettivo di «difendere chi ci difende e restituire sicurezza e libertà ai cittadini». Il pacchetto è stato accolto con soddisfazione al Viminale, dove si è sottolineato il valore delle nuove norme nell’ambito della prevenzione e del contrasto ai fenomeni di violenza urbana, creazione di allarme sociale e attacchi alle forze dell’ordine.

Le misure principali approvate dal CdM
Tra le novità principali del pacchetto sicurezza c’è l’introduzione di un fermo preventivo di massimo 12 ore per persone considerate potenzialmente pericolose nei contesti di manifestazioni pubbliche, con notifica immediata al pubblico ministero e controllo giudiziario. Queste norme, secondo il testo approvato, mirano a dare strumenti maggiori alle forze di polizia per prevenire disordini senza configurare una misura liberticida, essendo basate su indizi concreti e specifici relativi alla pericolosità dei soggetti.
Un altro punto cardine riguarda limiti e sanzioni per il porto di coltelli da parte dei minori, con pene sia penali che amministrative, per cercare di arginare fenomeni di microcriminalità giovanile e aggressioni in contesti urbani.
In aggiunta, il decreto introduce strumenti più severi per la disciplina delle manifestazioni pubbliche, prevedendo sanzioni più rigide e possibilità di divieto di partecipazione a eventi per chi ha precedenti per reati gravi, con l’intento di prevenire situazioni come gli scontri violenti che si sono registrati recentemente in città come Torino, dove più di 100 agenti furono feriti in scontri con manifestanti.
Obiettivi dichiarati e quadro politico
Il Governo ha spiegato che l’obiettivo del pacchetto sicurezza è rafforzare l’ordine pubblico, tutelare le forze dell’ordine e garantire maggiore protezione ai cittadini, in un contesto segnato da episodi di violenza urbana e fenomeni di devianza giovanile che hanno sollevato la preoccupazione degli esecutivi locali e nazionali.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso il pacchetto come uno strumento necessario per dotare le forze dell’ordine di mezzi più efficaci nella prevenzione dei reati e nell’azione di polizia, evitando che si ripetano situazioni di disordine urbano con ingenti danni e rischi per la pubblica sicurezza.
Critiche e reazioni delle opposizioni
La proposta ha immediatamente suscitato reazioni importanti fra le opposizioni. Partiti di centro‑sinistra e associazioni per i diritti civili hanno definito alcune disposizioni troppo severe, con critiche soprattutto in merito al possibile impatto sui diritti delle persone nelle manifestazioni pubbliche e sulla libertà di protesta. Secondo tali critiche, norme come il fermo preventivo di 12 ore potrebbero facilitare abusi e violare principi fondamentali di libertà personale se non accompagnate da adeguati controlli e garanzie procedurali.
Al centro del dibattito resta anche il tema dello scudo penale per le forze dell’ordine in determinati casi di intervento per ordine pubblico, che trova sostenitori nel governo ma l’opposizione teme possa ridurre le responsabilità in caso di abusi.

Verso il Parlamento: iter e prospettive legislative
Con l’approvazione del pacchetto sicurezza da parte del CdM, il testo passa ora all’esame del Parlamento italiano, dove Senato e Camera dovranno discutere e votare sia il decreto legge sia il disegno di legge collegato. Il percorso parlamentare potrebbe includere emendamenti, modifiche e approfondimenti, che renderanno la discussione politica ed istituzionale intensa nelle prossime settimane.
Fonti di governo hanno anticipato che nella settimana successiva ci sarà anche la valutazione di un più ampio pacchetto di norme sull’immigrazione, che includerà misure volte ad adeguare il quadro normativo italiano alle nuove regole europee sull’immigrazione e, potenzialmente, a strumenti come il cosiddetto “blocco navale” in stato di accordo con Paesi terzi.
Il pacchetto sicurezza nel contesto italiano
Il pacchetto sicurezza si inserisce in una più ampia serie di iniziative del governo italiano volte a rafforzare l’azione dello Stato nell’ambito della sicurezza urbana e nazionale. La legge punta a rispondere a istanze di protezione sociale, alla luce di episodi di violenza e disordini che hanno segnato l’attenzione pubblica negli ultimi mesi, nonché alla crescente domanda di tutela da parte dei cittadini.
Il ruolo delle forze di polizia, la disciplina delle manifestazioni pubbliche e le misure per la prevenzione dei reati giovanili rappresentano i cardini di un pacchetto che, se approvato definitivamente dal Parlamento, potrebbe modificare sensibilmente l’assetto normativo italiano in materia di sicurezza. La discussione resta aperta sia nel Paese sia nei gruppi politici, in attesa che il nuovo quadro normativo entri in vigore e sia testato nella realtà sociale e giudiziaria italiana.
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