7:43 am, 5 Febbraio 26 calendario

🌐  RE DEI SALMONI: una specie rara emerge in superficie

Di: Redazione Metrotoday
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Un subacqueo della baia di Monterey (California) ha immortalato il raro esemplare giovanile di “Re dei salmoni” (Trachipterus altivelis), una creatura abissale mai vista così in superficie. L’evento offre una finestra unica sugli ecosistemi marini profondi e solleva nuove domande per i biologi marini.

In un’immersione come tante altre, un subacqueo amatoriale ha avuto la fortuna — e l’eccezionale privilegio — di avvistare una creatura che di solito vive in profondità oceaniche remote: il “Re dei salmoni” (Trachipterus altivelis), un pesce dalle forme slanciate e argentate tra i più elusivi dei mari del Pacifico.

Questa specie è così rara da rientrare nel mito per molti appassionati di biologia marina: normalmente si trova oltre i 300 metri di profondità, nella cosiddetta zona crepuscolare, dove la luce è fioca e gli ecosistemi sono poco esplorati. La sua comparsa vicino alla superficie — a meno di cinque metri di profondità — rappresenta un evento eccezionale per la scienza e per gli appassionati di fauna marina.

Un incontro fortuito che vale una carriera

L’episodio è avvenuto durante un’immersione ricreativa nella baia di Monterey, lungo la costa centro‑californiana, un’area già nota per la sua ricca biodiversità marina e per i numerosi programmi di ricerca biologica. Il subacqueo ha subito condiviso le immagini e i video dell’incontro su gruppi di appassionati, attirando l’attenzione di biologi e istituzioni scientifiche locali.

È raro vedere un esemplare così vicino alla superficie, e la comunità scientifica sta già analizzando i filmati per capire se si tratti di un comportamento non documentato prima d’ora o di un animale spinto in acque meno profonde da condizioni ambientali particolari.

Il “Re dei salmoni” non è un vero salmone come quelli che risalgono i fiumi per riprodursi — da qui il nome scientifico Trachipterus altivelis e il soprannome evocativo — ma un pesce pelagico dal corpo lungo e sottile, adattato alla vita negli abissi, dove poche specie riescono a sopravvivere.

Chi è il “Re dei salmoni” e perché è così speciale

La specie conosciuta comunemente come “king‑of‑the‑salmon” è un membro della famiglia Trachipteridae: una famiglia di pesci abissali caratterizzati da un corpo compressissimo, simile a un nastro d’argento, spesso con pinne dorsali che si estendono lungo tutto il dorso.

Nonostante il nome, non è un salmone vero e proprio, né è strettamente correlato ai salmoni del Pacifico che compiono le famose migrazioni fluviali. Il nome deriva piuttosto da vecchie leggende dei popoli Makah — native della costa nord‑occidentale americana — secondo cui il “Re dei salmoni” guiderebbe i salmoni versoi luoghi di deposizione delle uova, e si pensava che ucciderlo potesse fermare la corsa dei salmoni stessi.

Questa specie è considerata difficile da studiare proprio perché vive solitamente a profondità elevate, dove l’accesso è complicato e le tecnologie costose. Per questo motivo, ogni avvistamento in acque relativamente basse è fonte di eccitazione nella comunità scientifica.

Cosa può insegnarci questo incontro

Gli scienziati ritengono che la comparsa di questi pesci in acque meno profonde potrebbe offrire una finestra unica sulle dinamiche degli ecosistemi oceanici profondi, ancora largamente sconosciuti. Gli abissi sono tra gli ambienti più estesi e meno studiati del pianeta, e persino specie note possono riservare sorprese quando si manifestano in condizioni insolite.

Secondo alcuni biologi marini, l’avvistamento potrebbe essere collegato — se confermato da ulteriori osservazioni — a mutamenti nelle correnti o nella temperatura dell’acqua, fenomeni che spingono specie abissali verso strati più superficiali dove, in condizioni normali, non si avventurano. Cambiamenti climatici, cicli stagionali o anche fluttuazioni locali di nutrienti possono influenzare i comportamenti delle specie marine più sensibili.

Se fosse confermato un legame tra condizioni oceaniche variabili e la presenza del “Re dei salmoni” in acque basse, questo fenomeno potrebbe costituire un indice prezioso per studiare la salute degli oceani nel contesto dei cambiamenti climatici globali.

Tra mito, scienza e curiosità marina

L’incontro ha subito catturato l’immaginazione non solo degli scienziati, ma anche del pubblico. I video pubblicati dai subacquei hanno ottenuto rapidamente migliaia di visualizzazioni sui social network e gruppi di appassionati di immersioni, accompagnati da commenti di stupore e meraviglia.

Molti si sono chiesti se simili avvistamenti possano diventare più comuni in futuro, e se la curiosità di un singolo subacqueo possa contribuire a nuove scoperte scientifiche. In effetti, la citizen science — la partecipazione di appassionati nella raccolta di dati e osservazioni — sta diventando sempre più centrale nella ricerca biologica moderna, soprattutto quando si tratta di ambienti difficili da monitorare come gli oceani profondi.

Sfide per i ricercatori: studiare gli abissi

Studiare gli abissi non è semplice. Le profondità oceaniche sono caratterizzate da pressioni altissime, temperatura bassissima e totale oscurità, condizioni che richiedono tecnologie sofisticate come sommergibili robotici, ROV (Remotely Operated Vehicle) e attrezzature di immersione tecnica.

Ogni osservazione diretta di specie abissali in ambienti accessibili offre una preziosa opportunità per validare modelli biologici e testare ipotesi sul comportamento delle creature marine, arricchendo le nostre conoscenze senza dover scendere fino ai confini estremi dell’oceano.

Il futuro dell’oceanografia

In futuro, ricercatori e istituzioni potrebbero utilizzare la documentazione di avvistamenti come quello del “Re dei salmoni” per pianificare missioni mirate, raccogliere dati genetici e comprendere meglio l’adattamento delle specie abissali alle variazioni ambientali. Questi sforzi, uniti alle osservazioni dei cittadini esploratori, potrebbero contribuire a nuovi capitoli nella storia dell’oceanografia.

L’avvistamento nella baia di Monterey rimane un promemoria potente di quanto gli oceani siano ancora pieni di meraviglie non svelate. A volte, una semplice immersione può offrire uno sguardo su mondi che fino a ieri sembravano fuori dalla nostra portata.

5 Febbraio 2026 ( modificato il 22 Gennaio 2026 | 14:48 )
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