8:42 am, 5 Febbraio 26 calendario

🌐 Come funziona la “Slopaganda”: Trump e i meme IA come strategia

Di: Redazione Metrotoday
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La “slopaganda”, ossia l’uso di meme e contenuti generati dall’intelligenza artificiale come strumento di comunicazione politica, è diventata centrale nella strategia digitale di Donald Trump e dei suoi sostenitori. 

Nel mondo di internet moderno la politica non si gioca più solo nei dibattiti istituzionali né nei comunicati stampa ufficiali, ma anche – e sempre più spesso – nei meme IA, nei video generati artificialmente e nelle immagini digitali che invadono le bacheche dei social media. Questa nuova frontiera della comunicazione politica ha un nome emergente: “slopaganda”.

Il termine deriva dalla fusione di “slop” – contenuti digitali generati dall’intelligenza artificiale di qualità medio-bassa, prodotti in grande quantità e spesso intesi principalmente a generare clic e visibilità – e “propaganda”, cioè la diffusione di messaggi politici o ideologici con lo scopo di influenzare l’opinione pubblica.

La strategia digitale di Trump: oltre il meme tradizionale
La figura di Donald Trump è centrale nell’analisi del fenomeno. Con il suo ritorno alla Casa Bianca e la forte dipendenza dai social media come strumenti di messaggio diretto al pubblico, la comunicazione governativa e di campagna ha iniziato a integrare forme di slopaganda basate su immagini e video IA provocatori, satirici o simbolici. Tali contenuti non sono mere decorazioni visive: sono progettati per saturare i feed social, creare polarizzazione e modellare la conversazione politica sugli argomenti chiave della sua amministrazione.

Molte delle immagini generate artificialmente sono state condivise tramite l’account ufficiale della Casa Bianca su piattaforme come X e Truth Social, dove messaggi come Trump raffigurato come un re o un cavaliere Jedi con sfondo patriottico hanno superato rapidamente centinaia di migliaia di interazioni. La strategia gioca sul contrasto tra l’estetica pop e l’azione politica, trasformando simboli culturali popolari in strumenti di comunicazione strategica.

Perché questa tecnica funziona
Gli esperti di comunicazione digitale spiegano che la slopaganda non è solo propaganda tradizionale con tecnologia IA applicata: è un modo per sfruttare gli algoritmi dei social network che premiano contenuti visivi, virali e facilmente condivisibili. Generare decine o centinaia di variazioni di meme, immagini “deepfake” o video veloci permette di saturare l’informazione online, riducendo lo spazio per contenuti verificati o analitici.

In molti casi, questi contenuti IA non sono necessariamente complessi o realistici: l’intento è quello di fare rumore, creare associazioni mentali e attirare l’attenzione, non sempre raccontando una verità fattuale ma puntando piuttosto a evocare emozioni, stereotipi o risposte impulsive nelle fasce di pubblico ricettive.

Differenze con propaganda tradizionale
A differenza della propaganda convenzionale, che spesso si basa su messaggi ben articolati e narrativi, la slopaganda si caratterizza per:

  • Produzione rapida e a basso costo: chiunque può generare contenuti IA in pochi secondi.

  • Massificazione e saturazione: quantità piuttosto che qualità guidano l’impatto.

  • Virale e personalizzato: algoritmi che segmentano l’audience mostrano versioni diverse dei meme a pubblici diversi.

  • Ambiguità semantica: molte immagini virali non esplicitano un messaggio politico diretto ma stimolano reazioni emotive – derisione, rabbia, paura – che rafforzano la polarizzazione.

Implicazioni per l’informazione e la fiducia pubblica
Critici e studiosi di media evidenziano che la slopaganda crea un ambiente in cui è sempre più difficile distinguere tra informazione verificabile e contenuti generati per manipolare l’attenzione. Questo fenomeno non riguarda soltanto gli Stati Uniti né esclusivamente la politica repubblicana: contenuti simili sono stati osservati in diversi contesti internazionali, spesso con effetti analoghi di confusione e polarizzazione.

Una delle principali critiche riguarda l’erosione della fiducia nelle fonti d’informazione tradizionali: quando i contenuti IA diventano più numerosi e più condivisi dei contenuti giornalistici verificati, la capacità del pubblico di discernere tra realtà e finzione si indebolisce.

La diffusione di immagini IA false – come nel caso di foto politiche che ritraggono figure pubbliche in situazioni mai avvenute – è diventata così ampia che gruppi di fact-checking e analisti dei media chiedono regolamentazioni e metadati obbligatori per ogni contenuto generato con IA affinché gli utenti sappiano quando stanno visualizzando contenuti artificiali.

Il ruolo dei social media e degli algoritmi
Piattaforme come Twitter (oggi X), Instagram o Truth Social, aggiustano continuamente i loro algoritmi per massimizzare l’engagement. In questo contesto, la slopaganda sfrutta la logica dell’attenzione digitale: contenuti rapidi, visivi e provocatori tendono a ottenere più like, condivisioni e commenti, il che aumenta ulteriormente la loro portata naturale.

Ciò crea un circuito per cui più un contenuto IA viene generato e condiviso, più il sistema lo amplifica, portando la narrativa a dominare i feed degli utenti e spingendo la conversazione pubblica verso lati più emozionali e meno fattuali.

Limiti, rischi e futuri sviluppi
La slopaganda solleva interrogativi importanti sul futuro della democrazia digitale e sulla capacità delle istituzioni di comunicare responsabilmente. Alcuni osservatori temono che questa tecnica potrebbe essere utilizzata non solo per influenzare l’opinione pubblica su questioni interne, ma anche per interferire in scenari internazionali, creando false percezioni di crisi o di supporto a politiche estere.

Altri avvertono del pericolo che contenuti IA manipolativi possano essere usati da attori maligni per destabilizzare società con campagne di disinformazione mirata, sfruttando le tecnologie emergenti in assenza di regolamentazioni adeguate.

La nuova era della propaganda digitale
La slopaganda rappresenta un’evoluzione significativa della comunicazione politica nell’era dell’intelligenza artificiale: non più solo slogan e annunci ufficiali, ma un flusso continuo di contenuti visivi generati artificialmente che modellano l’opinione pubblica attraverso saturazione e virilità digitale.

In questo scenario, il dibattito pubblico rischia di diventare sempre più dominato da contenuti che premiano la reazione emotiva sull’analisi critica: un fenomeno che non riguarda solo Trump o gli Stati Uniti, ma si inserisce in una tendenza globale verso la politicizzazione delle tecnologie di IA.

5 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 18:58 )
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