🌐 Accesso frazionato alla rottamazione: come ridurre i rischi
Accesso frazionato alla Rottamazione‑Quinquies per evitare rischi: i contribuenti possono presentare più domande per gestire meglio i debiti fiscali, distribuire i pagamenti e mitigare il rischio di decadenza dal beneficio
Con l’avvio della Rottamazione‑Quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, cresce l’interesse dei contribuenti e dei commercialisti per le modalità migliori di adesione. Tra le strategie emergenti c’è la cosiddetta “accesso frazionato alla Rottamazione‑Quinquies”, suggerita da esperti per evitare rischi di esclusione o di perdita dei benefici nel caso di piani di pagamento troppo rigidi o di errori nella presentazione della domanda.
Rottamazione‑Quinquies: un’occasione
La Rottamazione‑Quinquies è la quinta edizione delle definizioni agevolate delle cartelle esattoriali, che consente ai contribuenti di estinguere le pendenze con il Fisco pagando solo il capitale dovuto, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. La misura riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate‑Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 e può essere gestita attraverso una richiesta da presentare online entro il 30 aprile 2026.
Chi aderisce riceve un nuovo piano di pagamento con la possibilità di saldare la somma in **un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in 54 rate bimestrali fino al 2035.

Che cosa significa “accesso frazionato”
La domanda di un lettore pubblicata su PMI.it ha fatto emergere un tema pratico: esiste la possibilità di frazionare il carico di adesione alla Rottamazione‑Quinquies in più domande, similmente a quanto previsto per la Rottamazione‑Quater, per evitare rischi legati a decadenze o errori?
Secondo la risposta dell’esperta, l’accesso frazionato alla Rottamazione‑Quinquies può essere una strategia operativa utile per alcuni contribuenti — in particolare chi ha debiti eterogenei o rischi di decadenza legati a errori di compilazione — in quanto permette di gestire diversamente i carichi più problematici, separandoli da quelli più semplici da regolarizzare.
Questa pratica non è formalmente una regola prevista dalla legge, ma si ispira a tecniche di gestione già sperimentate dai professionisti nelle precedenti rottamazioni: presentare più istanze distinte aiuta a monitorare il rispetto delle scadenze e a minimizzare i rischi di perdita totale dell’agevolazione in caso di errori o impatti imprevisti.
Pianificare la domanda: rischi e vantaggi
Gli esperti fiscali sottolineano che un’applicazione frettolosa della Rottamazione‑Quinquies può comportare rischi significativi per il contribuente. Se, ad esempio, si iscrive un carico di difficile definizione insieme ad altri più semplici ma poi si sbagliano i dati, si rischia di decadere dall’agevolazione per tutte le partite, con il ritorno alle regole ordinarie di riscossione, comprensive di interessi e sanzioni.
In questo contesto, l’accesso frazionato — ovvero presentare domande multiple per gruppi distinti di cartelle — può aiutare a separare i debiti più chiari da quelli ancora contestati o incerti. In caso di problemi legati a una singola istanza, gli altri gruppi di carichi rimarrebbero al riparo, evitando una totale decadenza dalla definizione agevolata.
D’altro canto, frazionare l’adesione richiede una pianificazione più accurata con il supporto di un commercialista o consulente fiscale, per evitare errori formali o sovrapposizioni che l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione potrebbe interpretare come irregolarità.

Novità operative e impatto sul gettito
La Rottamazione‑Quinquies dovrebbe generare un gettito complessivo stimato in circa 9 miliardi di euro nel periodo 2026‑2036, secondo la relazione tecnica della legge di bilancio, tenendo conto delle adesioni e delle dilazioni previste.
La misura, oltre a ridurre il peso delle pendenze fiscali per i contribuenti, mira anche a semplificare le fasi di riscossione e a liberare risorse per attività di recupero fiscale più efficaci. Tuttavia, esperti tributari hanno già sottolineato che la Rottamazione‑Quinquies dovrebbe essere l’ultima di questo tipo, auspicando un sistema più stabile di gestione delle difficoltà fiscali piuttosto che ricorrere periodicamente a sanatorie straordinarie.
I principali dubbi dei contribuenti
Tra i principali quesiti posti dai contribuenti e affrontati dalle guide specialistiche ci sono:
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Quali cartelle sono ammesse o escluse dalla Rottamazione‑Quinquies? In generale, sono inclusi i debiti affidati alla riscossione entro il 2023 ma esclusi quelli derivanti da atti di accertamento fiscale o da recuperi d’imposta successivi.
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Quali sono le scadenze chiave? La domanda deve essere presentata entro il 30 aprile 2026, con prima o unica rata entro il 31 luglio 2026.
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Cosa accade dopo l’invio della domanda? L’invio sospende la riscossione e i termini di prescrizione dei debiti inclusi nella richiesta.

L’accesso frazionato può davvero servire
L’idea di accesso frazionato alla Rottamazione‑Quinquies emerge soprattutto nei casi più complessi, ad esempio:
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contribuenti con cartelle miste (alcune chiare e altre sotto contestazione formale);
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situazioni in cui il piano di pagamento potrebbe essere difficile da rispettare su tutti i fronti;
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rischi di decadenza dalla definizione agevolata in presenza di pagamenti non regolari su più posizioni.
In questi casi, una strategia frazionata consente di isolare i rischi e di affrontarli con tempi e modalità calibrati, riducendo la possibilità che un errore comprometta l’accesso a tutti i benefici previsti dalla Rottamazione‑Quinquies.
Frazionare per tutelarsi
L’introduzione della Rottamazione‑Quinquies rappresenta una delle principali novità fiscali del 2026, destinata a coinvolgere un gran numero di contribuenti e professionisti. L’idea dell’**accesso frazionato, pur non essendo espressamente normata, nasce come una tecnica di tutela operativa per chi vuole gestire i propri debiti con maggiore attenzione ai rischi di decadenza e alle complessità delle posizioni fiscali.
Per molti contribuenti, soprattutto imprese e professionisti con carichi articolati, avere un piano di adesione frazionato e ben strutturato potrebbe fare la differenza tra un percorso di regolarizzazione efficace e una perdita accidentale dei benefici previsti dalla legge.
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