6:02 pm, 4 Febbraio 26 calendario

🌐 Orso in cantina: la storia di Ken e l’ ‘ospite selvatico’ liberato

Di: Redazione Metrotoday
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Per quasi due mesi un «orso in cantina» ha convissuto con un uomo in California, evidenziando le sfide della convivenza tra uomo e fauna selvatica e le risposte delle autorità e degli esperti di fauna. 

Per 55 giorni Ken Johnson ha condiviso l’angoscia di avere un orso nero come vicino di casa — non per caso, ma perché l’animale aveva scelto il vespaio sotto la sua abitazione come tana invernale, trasformando il seminterrato in un rifugio improvvisato e pericoloso.
La vicenda ha catturato l’attenzione di media e appassionati di natura negli Stati Uniti e non solo: dall’area metropolitana di Los Angeles, dove si trova Altadena, il plantigrado si è infilato in uno spazio che ospitava tubi del gas e impianti tecnici, causando danni significativi e creando una situazione di rischio reale per l’incolumità umana.

La scoperta e l’insolita ‘convivenza’

Tutto è cominciato poco dopo il Thanksgiving Day, quando il signor Johnson ha iniziato a notare strani rumori sotto casa. Telecamere di sorveglianza installate per motivi di sicurezza domestica hanno ripreso gli spostamenti dell’orso che, con sorprendente naturalezza, entrava e usciva dal vespaio — l’intercapedine ventilata tra il terreno e il pavimento dell’abitazione. L’animale aveva evidentemente scelto quel luogo come tana per l’inverno, approfittando della protezione naturale e del calore umano.

Secondo gli esperti, i plantigradi come l’orso nero americano cercano istintivamente luoghi riparati dove trascorrere l’inverno, soprattutto se nelle vicinanze scarseggiano tane naturali o rifugi tra gli alberi e i massi. In condizioni normali questi animali schivi tendono a evitare l’uomo; ma la scarsità di habitat naturali e la crescente urbanizzazione possono spingerli verso le aree abitate, come documentato anche in casi europei dove orsi si avventurano in paesi e villaggi alla ricerca di cibo e riparo.

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Un rischio per la sicurezza e i danni materiali

La permanenza dell’orso nel vespaio ha provocato danni alle tubature del gas e a parti strutturali dell’edificio, con il concreto rischio di esplosioni o perdite pericolose. Ken, pur amando la fauna, si è trovato ben presto impossibilitato a vivere normalmente nella sua casa, costretto a trattare con qualcosa di ben più ingombrante di un semplice roditore o piccolo mammifero notturno.

Il problema ha messo in evidenza quanto possa essere complessa — e a volte pericolosa — la convivenza tra esseri umani e grandi carnivori: se negli Stati Uniti i problemi nascono dove lo sviluppo urbano tocca le zone selvatiche, in Europa simili situazioni si verificano nei pressi di aree protette popolata da orsi bruni — come il progetto Life Ursus nelle Alpi italiane o gli avvistamenti di esemplari in aree urbane in Trentino e Abruzzo.

Da nuisance a ‘sfratto’ forzato

Gli interventi iniziali da parte dei funzionari della fauna selvatica hanno incluso l’uso di trombe ad aria compressa e proiettili di gomma, tecniche di dissuasione non letali studiate per spingere l’orso ad abbandonare spontaneamente il nido improvvisato. Tuttavia, l’orso ha ignorato questi tentativi, difendendo la sua “casa” con indifferenza e tornando regolarmente sotto la casa.

Alla fine, l’intervento di squadre specializzate ha portato alla cattura sicura dell’animale e alla sua liberazione in un ambiente naturale adatto alla specie, lontano dall’abitazione umana. Questo “sfratto” esecutivo ha evitato ulteriori danni strutturali all’abitazione e ridotto il rischio per il piano di Ken — un finale che nessuno avrebbe potuto prevedere quando tutto è cominciato con un semplice rumore sotto il pavimento.

Scenario internazionale: emergono le stesse sfide

La storia di Ken non è un caso isolato nel mondo. Anche in Europa si registrano frequenti episodi di orsi che si avvicinano alle aree abitate: dalla Marsican brown bear in Italia centrale — una sottospecie di orso bruno in via di estinzione — che occasionalmente si scorge nei pressi di villaggi, fino ai grandi carnivori reintrodotti nelle Alpi tramite programmi di conservazione.

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In molte di queste situazioni, gli esperti di fauna selvatica sottolineano l’importanza di interventi preventivi, come l’installazione di recinzioni elettrificate nei punti critici, sistemi di gestione dei rifiuti “a prova di orso” e campagne di sensibilizzazione per ridurre i conflitti tra umani e animali selvatici.

La lezione di Ken e l’orso selvatico

La vicenda ha inoltre aperto un dibattito sul rapporto tra uomo e natura: quando l’ambiente naturale viene trasformato, gli animali possono reagire in modi imprevedibili e non sempre pericolosi, ma comunque potenzialmente rischiosi per la vita quotidiana delle persone. La storia di Ken e del suo “ospite indesiderato” ci ricorda che la convivenza con specie selvatiche richiede rispetto, strumenti adeguati e un approccio scientifico alla gestione della fauna.

4 Febbraio 2026 ( modificato il 28 Gennaio 2026 | 18:06 )
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