5:37 pm, 4 Febbraio 26 calendario

🌐 «Melania» flop. del docufilm al box office: incassa solo 772 euro

Di: Redazione Metrotoday

Il documentario su Melania Trump segna un flop in Italia con un incasso di appena 772 euro, contrastando il successo in Usa e generando dibattito su critica, pubblico e distribuzione

Il documentario Melania, dedicato alla figura di Melania Trump, ex First Lady degli Stati Uniti, ha registrato un flop clamoroso nei cinema italiani, incassando solamente 772 euro in una giornata di programmazione nelle sale del nostro paese, con una media di meno di due spettatori per schermo distribuito. I numeri italiani, diffusi nelle classifiche quotidiane, collocano il titolo in posizione marginale rispetto ai principali incassi della settimana, attirando molte meno persone di quanto previsto e sollevando interrogativi sulla ricezione culturale e commerciale della pellicola nei mercati europei.

Il flop italiano in cifre

Uscito il 30 gennaio 2026 in 61 sale cinematografiche italiane, Melania ha totalizzato solo 772 euro di incasso in un giorno, con circa 104 spettatori complessivi, risultando uno dei risultati più bassi del box office recente. Questi dati significano meno di due persone paganti per ogni sala in programmazione, un’affermazione pesante per un film che ha attirato investimenti importanti a livello internazionale e media coverage globale.

Il totale degli incassi italiani, nelle prime settimane, è stato sottodimensionato rispetto alle aspettative di distribuzione, con Melania relegato molto lontano dai titoli più visti nel nostro paese. Al contrario, altri film internazionali e titoli nazionali dominano la classifica, confermando che il documentario su Melania Trump non è riuscito a catturare l’interesse del pubblico italiano.

Successo negli Stati Uniti e contrasti globali

In netto contrasto con l’insuccesso italiano, Melania ha avuto un aperto accoglimento negli Stati Uniti, dove ha incassato circa 7 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione, superando le previsioni di incasso e arrivando al terzo posto nella classifica nordamericana dei film più visti. Questo successo, pur non enorme rispetto a produzioni hollywoodiane, è significativo per un documentario politico di grande visibilità.

La diversità di ricezione tra paesi sottolinea un elemento chiave: il documentario sembra risuonare maggiormente con un pubblico statunitense o filo‑conservatore, mentre all’estero la reazione è stata molto più tiepida o addirittura critica. ­

Perché il flop italiano?

Diversi fattori possono spiegare il flop italiano:

  • Interesse culturale e politico: L’argomento, centrato sulla First Lady e sulla cerchia politica americana, può risultare meno immediato o rilevante per gli spettatori italiani, abituati a dinamiche narrative diverse dal documentario politico internazionale classico.

  • Presenza limitata nelle sale e promozione: La distribuzione in poche sale e la concorrenza di film italiani e internazionali con target più ampio possono aver sottratto visibilità e pubblico al documentario.

  • Critiche e percezione mediatica: Melania ha ricevuto critiche durissime da parte dei recensori cinematografici, con rating tra i più bassi nelle principali piattaforme di critic reviews, mentre il pubblico sembra diviso tra approvazione e sospetto di valutazioni gonfiate artificialmente. Queste controversie possono aver influenzato negativamente l’interesse degli spettatori italiani.

Un caso mediatico di critica e pubblico

Una delle dinamiche più discusse è la discrepanza tra critica e pubblico: mentre i critici cinematografici hanno espresso giudizi molto negativi, le recensioni di pubblico su varie piattaforme hanno mostrato un sorprendente scarto tra punteggi bassi dei recensori e altissime valutazioni degli spettatori. Questo fenomeno, record per un documentario su aggregatori di recensioni, ha acceso dibattiti sulla possibile influenza politica o organizzata dietro le valutazioni positive, alimentando ulteriori polemiche.

La tesi di votazioni “gonfiate” da recensioni non organiche o da campagne mirate è stata sollevata in diversi contesti esteri, sostenendo che alcune valutazioni positive possano essere il risultato di pratiche non del tutto spontanee, anche se le piattaforme si difendono da queste accuse.

Il documentario: contenuti e critiche artistiche

Diretto da Brett Ratner, Melania si concentra sui 20 giorni che precedono la seconda inaugurazione presidenziale di Donald Trump, offrendo immagini e interviste sulla First Lady e il suo ruolo pubblico e privato. La produzione è stata finanziata con cifre importanti, con Amazon MGM Studios che ha pagato una cifra record per i diritti di distribuzione, e con Melania Trump coinvolta direttamente nel progetto.

Nonostante questo, la critica cinematografica ha definito il film piatto, più vicino alla propaganda che alla riflessione documentaristica, criticando mancanze narrative e di profondità emotiva o storica, elementi che spesso sono determinanti per l’apprezzamento di un documentario di alto profilo.

Confronto internazionale: Italia, Usa e oltre

Se negli Stati Uniti il documentario ha avuto un’apertura forte — con cifre da record per un documentario negli ultimi anni — altre nazioni europee hanno visto performance molto deludenti, analoghe a quella italiana. In Regno Unito e Irlanda, ad esempio, Melania ha raccolto incassi molto bassi nonostante centinaia di proiezioni, confermando un trend di scarsa attrattiva internazionale.

Questo quadro fa emergere un dato interessante: il documentario ha un appeal fortemente polarizzato per specifici segmenti di pubblico, ma fatica ad attraversare il confine culturale e commerciale globale con la stessa efficacia.

In Italia, il documentario resta disponibile in programmazione per alcune settimane, ma non sembra avere i numeri per risalire le classifiche del box office. La distribuzione nelle poche sale disponibili non ha generato interesse sufficiente per invertire la tendenza iniziale, lasciando molti esercenti delusi rispetto alle aspettative.

A livello internazionale, Melania potrebbe ancora ampliare la sua diffusione attraverso piattaforme di streaming, dove il pubblico potrà rivalutare il film in un contesto più accessibile e meno legato alla performance in sala.

Il flop italiano di Melania non solo riflette la difficoltà di un documentario politico di attraversare mercati culturalmente distanti, ma solleva anche questioni importanti sulla relazione tra critica, pubblico e percezione mediata di produzioni cinematografiche di alto profilo.

4 Febbraio 2026 ( modificato il 7 Febbraio 2026 | 17:43 )
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