4:48 pm, 3 Febbraio 26 calendario

🌐 “Poliamore” esiste: il poliamore tra letteratura e cultura pop

Di: Redazione Metrotoday
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Con l’uso sempre più frequente del termine poliamore e la sua presenza nei romanzi, nelle storie e nella cultura pop, la letteratura contribuisce a legittimare un concetto relazionale oltre la monogamia, ridefinendo l’amore e raccontando storie di relazione consensuale non monogama.

Negli ultimi anni un’espressione che fino a pochi decenni fa apparteneva a nicchie di discussione accademica e sottoculture si è affacciata con sempre maggiore frequenza al centro del dibattito culturale: poliamore. Il termine — che indica relazioni intime consensuali tra più persone — è oggi non solo una parola riconosciuta, ma un elemento narrativo e simbolico nelle storie e nei romanzi contemporanei. La letteratura non solo racconta il poliamore: lo nomina, lo esplora e ne legittima l’esistenza come forma d’amore possibile, scrive Repubblica nella recente riflessione culturale sul tema.

Quando la parola diventa racconto

Che la parola poliamore “esista” non è più solo un fatto lessicale: è un fenomeno culturale. Derivata dall’unione dei prefissi poly (molti) e amore, essa identifica relazioni consensuali tra più di due persone in cui tutti i partner sono consapevoli e d’accordo sulle dinamiche affettive e sessuali. Questo concetto rientra in quello più ampio di consensual non‑monogamy (CNM), che comprende anche altre forme di relazioni non esclusivamente monogame come le relazioni aperte o le relazioni a spirale.

Sebbene la discussione sul termine sia relativamente recente nel linguaggio quotidiano occidentale, la letteratura da secoli racconta storie che si avvicinano alla pratica di amare più persone contemporaneamente, seppur senza etichettarle con il termine moderno. Dai miti classici, come quelli greci in cui Zeus e Afrodite intrecciano relazioni multiple, alle epiche di altre culture — come l’antico testo indiano Mahabharata, dove Draupadi è sposata con cinque fratelli — la narrazione ha da sempre esplorato amori plurimi.

Oggi però, la presenza del poliamore nella narrativa contemporanea non è un mero espediente: è parte di un discorso più ampio sull’identità, sulla libertà e sulla costruzione delle relazioni.

Poliamore nella narrativa contemporanea

Negli ultimi anni, il poliamore ha iniziato ad affiorare in romanzi mainstream e opere di narrativa, non come shock sensational ma come modo per esplorare dinamiche affettive complesse. In opere come Luster (2020) di Raven Leilani o Couplets (2023) di Maggie Millner si vedono personaggi che vivono relazioni multiple con profondità psicologica, non semplici avventure estive. In altre parole, la letteratura abbandona l’idea del triangolo amoroso tradizionale — spesso raccontato come dramma competitivo — per guardare alle connessioni multiple come a relazioni autentiche e sfaccettate.

Parallelamente, peculiarità poliamorose stanno emergendo anche nella narrativa queer e in generi come la fantascienza e il fantasy, dove gruppi di protagonisti intrecciano relazioni non monogame come parte integrante di società alternative o futuristiche. Questo tipo di rappresentazioni non si limita a romanzare la non‑monogamia, ma riflette un desiderio crescente di storie che superino i modelli relazionali tradizionali con onestà emotiva.

Poliamore come cultura

L’interesse per il poliamore non è confinato alle pagine dei libri. Numerosi saggi e testi di saggistica esplorano la pratica e la teoria del poliamore come modello di relazione etica e consapevole. Testi come More Than Two di Franklin Veaux ed Eve Rickert offrono guide e spunti di riflessione per chi vive o vuole capire relazioni amorevoli con più di un partner. Un altro classico in questo campo, The Ethical Slut, è divenuto un punto di riferimento per chi desidera affrontare il tema in modo aperto e senza giudizio morale, smontando pregiudizi sulla monogamia come unico modello possibile.

In ambito popolare, inoltre, serie televisive, film e articoli mainstream stanno contribuendo a una maggiore familiarità con il concetto di poliamore, facendolo emergere come tema di confronto culturale. Non si tratta più solo di esperienze private o sottoculturali: il poliamore entra nel discorso pubblico come alternativa legittima, non più stigmatizzata ma oggetto di dialogo e interpretazione sociale.

Il ruolo della letteratura nella legittimazione sociale

Se la letteratura ha sempre riflettuto la società, nel caso del poliamore essa va oltre la mera rappresentazione: la letteratura contribuisce alla legittimazione sociale del concetto stesso di amore plurale. Raccontando personaggi che amano più di una persona con sincerità, profondità psicologica e complessità relazionale, le storie aiutano a normalizzare un’esperienza spesso fraintesa o ridotta a stereotipi.

Questo ruolo è particolarmente importante in un contesto culturale ancora prevalentemente “monogamico”, come mostrano studi che evidenziano come la mononormatività — l’idea che la monogamia sia l’unico modello naturale di relazione — continua a influenzare la percezione sociale di altri modelli relazionali.

Dibattito e critiche

Non tutti però vedono il poliamore come semplice evoluzione positiva. Alcuni critici culturali parlano di “belief di lusso”, sostenendo che l’idea di relazioni multiple consensuali sia promossa in certi ambienti privilegiati senza considerare difficoltà reali (ad esempio la gestione di gelosia, aspettative sociali o strutture familiari tradizionali).

Allo stesso tempo, la conversazione pubblica intorno al poliamore non è monolitica: entra in gioco anche la discussione su come definire davvero il termine e su chi decide le regole di queste relazioni, con studi sociologici che mostrano come la comprensione del poliamore sia profondamente influenzata dalla literacy relazionale e dal contesto culturale individuale.

Amore come linguaggio

In un’epoca in cui la letteratura, la cultura pop e la saggistica ridefiniscono i confini dell’esperienza amorosa, la parola poliamore non è più solo un’etichetta: è un concetto vivo che attraversa la narrativa, la teoria e la conversazione pubblica, contribuendo a ripensare ciò che l’essere umano può chiamare amore.

3 Febbraio 2026 ( modificato il 28 Gennaio 2026 | 16:52 )
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