11:12 am, 3 Febbraio 26 calendario

🌐 Nonni digitali e smartphone: uso quotidiano e ansia da messaggi

Di: Redazione Metrotoday
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Una recente indagine italiana sugli over 65 rivela che l’82,7% utilizza lo smartphone ogni giorno e oltre il 40% vive ansia legata alla reperibilità e alla gestione dei messaggi; un fenomeno che ridefinisce relazioni, solitudine e rischi digitali nella terza età.

Lo smartphone non è più un tabù per i nonni italiani

In un’Italia sempre più connessa, la tecnologia mobile ha superato barriere generazionali che fino a pochi anni fa sembravano insormontabili. Secondo i dati dell’indagine Nonni Digitali, realizzata dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche GAP e Cyberbullismo (Di.Te.) insieme ad ANAP Confartigianato su oltre 500 over 65, l’82,7% degli anziani italiani usa lo smartphone ogni giorno, mentre circa il 40,6% trascorre molte ore al giorno con il dispositivo in mano.

Questi numeri capovolgono l’immagine stereotipata dell’anziano estraneo alla tecnologia, mostrando come gli strumenti digitali si siano integrati profondamente nella quotidianità di una generazione che, solo fino a pochi anni fa, veniva considerata “estranea” al digitale.

Ansia da notifiche e requisiti di reperibilità

Accanto all’uso massiccio dello smartphone, emerge un fenomeno psicologico importante: quasi quattro nonni su dieci dichiarano di sentirsi obbligati a rispondere subito ai messaggi o alle chiamate, un sintomo di quella che gli esperti definiscono ansia di reperibilità.

“Quando oltre otto nonni su dieci usano lo smartphone quotidianamente e quattro su dieci lo utilizzano per molte ore, non siamo più davanti a un semplice strumento,” osserva Giuseppe Lavenia, presidente di Di.Te. La tecnologia, in questi casi, “diventa un regolatore emotivo, utilizzato per riempire vuoti e attenuare il senso di solitudine”.

Un ulteriore segnale di questa trasformazione è che oltre il 34% degli intervistati ammette di provare disagio se dimentica lo smartphone a casa — una dinamica che somiglia molto a quella osservata in gruppi con forme di dipendenza comportamentale.

Smartphone e solitudine: il paradosso della connessione

Il digitale, però, non è solo fonte di stress. Il 21,7% dei nonni afferma che l’uso dello smartphone lo fa sentire meno solo spesso o sempre, un dato che sale tra chi vive in solitudine reale.

Questo fenomeno conferma una dinamica già osservata in ricerche internazionali: l’uso di tecnologie come smartphone e internet può rappresentare una forma di compensazione per anziani socialmente isolati, fornendo un accesso più immediato a canali di comunicazione, informazioni e intrattenimento che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere.

Tuttavia, gli esperti avvertono che questa “connessione” non equivale a una relazione reale, e può mascherare fragilità emotive di fondo senza risolverle.

Le zone d’ombra: sicurezza e vulnerabilità digitale

Un altro aspetto critico emerso dall’indagine è la vulnerabilità online: il 31,7% degli anziani dichiara di imbattersi spesso o sempre in fake news o tentativi di truffa, nonostante quasi la metà ritenga di “gestire adeguatamente la propria privacy online”.

Questa discrepanza indica una falsa percezione di controllo sulle dinamiche della sicurezza digitale, un tema che secondo ricerche sul comportamento degli anziani online è strettamente legato alla ansia tecnologica e alla scarsa alfabetizzazione digitale.

Mettere in campo percorsi formativi mirati diventa quindi non solo un modo per aumentare le competenze tecniche, ma anche uno strumento di tutela sociale. In molte realtà, infatti, si moltiplicano iniziative di alfabetizzazione digitale per anziani: corsi nei centri anziani e progetti di comunità mirano ad aiutare gli over 65 a orientarsi nel mondo delle app, della messaggistica e della sicurezza online.

Smartphone, performance cognitiva e relazioni

La crescente adozione di smartphone da parte degli anziani ha spinto anche la comunità scientifica internazionale a interrogarsi sugli effetti di questo uso intensivo. Una meta‑analisi di studi su decine di migliaia di adulti ha trovato che gli adulti più anziani che usano regolarmente smartphone e internet mostrano tassi più bassi di declino cognitivo rispetto a chi non li utilizza, probabilmente grazie allo stimolo mentale fornito da attività interattive e sociali digitali.

Allo stesso tempo, altre ricerche indicano che l’ansia tecnologica e la percezione di difficoltà possono incidere negativamente sull’esperienza d’uso, soprattutto quando i dispositivi non sono progettati per essere intuitivi per questa fascia d’età.

Una generazione connessa

Se in Italia oltre l’80% degli anziani usa lo smartphone quotidianamente, dati internazionali mostrano una crescita simile anche in altri Paesi: ad esempio, negli Stati Uniti il tasso di possesso di smartphone tra gli adulti sopra i 65 anni è aumentato significativamente negli ultimi anni, nonostante resti inferiore rispetto alle fasce più giovani.

Questo indica che la digitalizzazione degli over 65 non è un fenomeno isolato, ma parte di un trend demografico globale legato all’accessibilità dei dispositivi, alla diffusione di servizi digitali e alla necessità di rimanere connessi con reti sociali più ampie.

Le raccomandazioni degli esperti

Di fronte a un rapporto così profondo e complesso tra anziani e smartphone, gli esperti di gerontologia e digital equity sottolineano alcune priorità:

  • Formazione e alfabetizzazione digitale per ridurre l’ansia da tecnologia e aumentare la sicurezza online.

  • Design inclusivo dei dispositivi e delle app, per garantire interfacce semplici e accessibili anche a chi non è nativo digitale.

  • Supporto sociale continuo, affinché l’uso del digitale non diventi surrogato di relazioni umane reali ma ne favorisca l’ampliamento.

Tra connessione e fragilità

L’indagine Nonni Digitali restituisce un quadro inedito della terza età italiana: una generazione sempre più connessa, capace di integrare lo smartphone nella propria routine quotidiana, ma anche esposta a forme di ansia, stress da reperibilità e vulnerabilità online.

Il digitale offre potenzialità enormi in termini di socializzazione, autonomia e accesso all’informazione, ma richiede anche un accompagnamento consapevole, affinché la tecnologia sia strumento di benessere e non di nuova solitudine mascherata da connessione.

3 Febbraio 2026 ( modificato il 27 Gennaio 2026 | 11:16 )
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