6:32 pm, 3 Febbraio 26 calendario

🌐 New START, la sua scadenza imminente 5 febbraio: mondo in. pericolo

Di: Redazione Metrotoday
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La scadenza del trattato New START tra USA e Russia, prevista per il 5 febbraio 2026, ha riacceso preoccupazioni strategiche a livello globale perché si tratta dell’ultimo accordo vincolante di controllo sugli armamenti nucleari tra le due superpotenze. Senza una proroga o un successore, gli arsenali atomici di Mosca e Washington potrebbero essere liberati da limiti legali per la prima volta in oltre mezzo secolo, con implicazioni di vasta portata per la stabilità internazionale e il rischio di una nuova corsa agli armamenti nucleari.

Che cos’è il New START e perché conta

Il New START (Strategic Arms Reduction Treaty) è un trattato bilaterale firmato nel 2010 dagli allora presidenti Barack Obama e Dmitry Medvedev con l’obiettivo di limitare le forze nucleari strategiche di Stati Uniti e Russia. È entrato in vigore nel febbraio 2011 ed è stato una pietra miliare nel sistema di controllo degli armamenti post‑Guerra Fredda.

L’accordo imponeva a ciascuna parte di non superare:

  • 1.550 testate nucleari strategiche schierate;

  • 700 vettori strategici dispiegati, tra missili balistici intercontinentali, missili balistici lanciati da sottomarini e bombardieri pesanti;

  • un numero definito di sistemi di lancio.

Inoltre, il trattato prevedeva un dettagliato sistema di scambio di dati, notifiche e ispezioni reciproche per garantire la trasparenza e la fiducia tra le parti.

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La scadenza del trattato e ciò che cambia

Il New START non può essere prorogato automaticamente oltre il 5 febbraio 2026: l’accordo originario prevede una sola estensione, già esercitata nel 2021, fino a questa data. Senza un nuovo accordo formale, il trattato scadrà e cadranno anche i suoi limiti vincolanti.

Attualmente né Washington né Mosca hanno firmato un successore. A fine gennaio 2026, il Cremlino ha affermato di attendere una risposta degli Stati Uniti alla proposta russa di prolungare informalmente i limiti per un altro anno, in attesa di negoziati più ampi. Mosca ha proposto di continuare ad aderire ai limiti numerici se anche gli USA lo facessero, ma non è stato raggiunto alcun accordo formale.

Le ragioni della tensione

La scadenza del New START si inserisce in un contesto internazionale teso da anni, segnato da:

  • la guerra in Ucraina, che ha incrinato i rapporti bilaterali e sospeso le ispezioni reciproche previste dal trattato;

  • la sospensione da parte della Russia della partecipazione attiva al trattato nel 2023, pur dichiarando che continuerà a rispettare volontariamente i limiti numerici delle testate;

  • l’incapacità politica delle due capitali di negoziare un nuovo accordo in tempo utile.

La mancanza di comunicazione strategica e fiducia tra Washington e Mosca è stata un ostacolo fondamentale per portare avanti colloqui di disarmo più ampi o aggiornati.

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Uno scenario post‑New START: quali rischi globali

Con l’estinzione del New START come strumento giuridico vincolante, gli arsenali nucleari USA e russi rimarrebbero comunque dotati di capacità enormi — insieme detengono oltre l’80% delle testate nucleari mondiali — ma senza vincoli formali di quantità o trasparenza sugli sviluppi futuri.

Gli esperti e analisti evidenziano diversi rischi:

  • la possibilità di una nuova corsa agli armamenti nucleari, senza restrizioni legali ai limiti delle testate e dei vettori;

  • un aumento delle tensioni strategiche e rischi di incomprensioni militari, dato che le ispezioni e i meccanismi di verifica sono inattivi da anni;

  • pressioni politiche interne negli Stati Uniti e in Russia per ampliare o modernizzare i rispettivi arsenali in assenza di vincoli.

Gli Stati Uniti, sotto l’amministrazione Trump, hanno manifestato interesse a negoziare un “accordo migliore”, possibilmente coinvolgendo anche la Cina, che sta rapidamente espandendo il proprio arsenale nucleare. Tuttavia, Pechino ha finora respinto l’idea di trattative tripartite, ritenendo sproporzionata la questione dato il divario tra i propri arsenali e quelli delle due superpotenze.

Perché New START è stato importante

Il trattato New START non era solo un semplice limite numerico: era un pilastro della stabilità strategica internazionale. Attraverso ispezioni, scambi di dati e meccanismi di trasparenza, i due maggiori arsenali nucleari del mondo potevano essere monitorati e gestiti con minori rischi di errori di calcolo o escalation accidentale.

La sua scadenza definitiva senza un sostituto definito potrebbe segnare la fine di un’era di controllo degli armamenti nucleari risalente alla Guerra Fredda, aprendo un capitolo incerto e potenzialmente più pericoloso nelle relazioni internazionali.

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Le reazioni internazionali

Figura di spicco nel panorama politico russo, Dmitry Medvedev ha avvertito che l’espirazione del trattato dovrebbe “allarmare” il mondo, sottolineando le gravi conseguenze per la stabilità globale se l’accordo non fosse rinnovato o sostituito.

Altri osservatori internazionali e diplomatici hanno richiamato alla necessità di un nuovo quadro di controllo degli armamenti più moderno e inclusivo, in grado di rispondere alle realtà di un mondo nucleare in evoluzione, compresa la crescita delle capacità di paesi come la Cina.

La scadenza del New START il 5 febbraio 2026 rappresenta un punto di svolta nelle relazioni strategiche tra Stati Uniti e Russia: senza un accordo di follow‑on, si apre la porta a una nuova fase di potenziale competizione nucleare globale, con implicazioni significative per la sicurezza internazionale e la stabilità strategica.

3 Febbraio 2026 ( modificato il 2 Febbraio 2026 | 18:37 )
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