🌐 Cacciari lascia evento PD mentre parla Schlein a Milano
All’evento nazionale del Partito Democratico a Milano, Massimo Cacciari lascia la sala dopo circa dieci minuti dall’inizio del discorso di Elly Schlein, generando stupore nel mondo politico; il gesto del filosofo veneziano — criticato e commentato sui social — riflette tensioni interne e apre un dibattito sulle dinamiche all’interno del Pd e sul ruolo della leadership in un momento cruciale per l’opposizione italiana.
Il contesto: evento PD “Un’altra storia” a Milano
Il 31 gennaio e il primo febbraio a Milano il Partito Democratico ha organizzato la due giorni intitolata Un’altra storia. L’alternativa nel mondo che cambia, una kermesse politica e culturale volta a delineare le sfide future dell’Italia e della democrazia, dalla tecnologia all’economia globale. Tra i relatori figuravano economisti, intellettuali e figure di spicco della cultura politica italiana, con Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, protagonista degli interventi sul palco. La presenza di Massimo Cacciari, filosofo e già sindaco di Venezia, aveva attirato interesse per l’accostamento tra cultura e politica nel dibattito democratico contemporaneo.
Tuttavia, la scena è cambiata rapidamente quando Cacciari, seduto tra il pubblico e partecipante attivo all’evento, ha iniziato a mostrare segni di disagio durante il discorso di Schlein.

La “fuga” di Cacciari e la frase che ha fatto discutere
Un video diffuso sui social ha documentato il momento in cui Cacciari si alza e lascia la sala dopo circa dieci minuti dall’inizio del discorso di Schlein, nonostante fosse stato invitato a rimanere. Nel filmato si vede il filosofo visibilmente distaccato dai toni e dalle tematiche affrontate, e in un breve scambio ha liquidato l’evento con una battuta lapidaria: «Evento? Minestroni.»
Queste parole, seppur ironiche, hanno fatto rapidamente il giro dei social, accendendo una discussione sul livello di coinvolgimento di Cacciari nell’iniziativa e, più in generale, sulla percezione interna ed esterna dell’attuale percorso politico del Pd.
Cosa ha detto Schlein al microfono
Al centro del discorso di Schlein, durante il quale Cacciari ha deciso di andarsene, c’erano temi chiave per la strategia politica del Pd in vista delle prossime elezioni nazionali e del confronto sociale con il governo attuale. Recenti dichiarazioni della segretaria nei giorni successivi hanno ribadito fiducia nella competitività del partito e nell’obiettivo di vincere le prossime elezioni, sottolineando che il Pd è “competitivo e può vincere” nel confronto con le forze attuali.
Schlein ha anche espresso, in diverse situazioni istituzionali, la volontà del Pd di promuovere un percorso di ascolto del paese per consolidare la base elettorale e favorire una maggiore partecipazione democratica.

Il significato politico della reazione di Cacciari
Il gesto di Cacciari — per quanto possa apparire isolato o aneddotico — ha avuto risonanza politica perché mette in luce tensioni, percepite o reali, tra correnti diverse all’interno dello spazio progressista, dove la leadership di Schlein è costantemente sotto scrutinio sia dentro che fuori il partito. Alcuni commentatori hanno interpretato la scena come simbolo di un diffuso malumore tra intellettuali e osservatori critici rispetto al tono, alla forma o ai contenuti degli eventi del Pd.
È importante sottolineare che non tutti i presenti hanno condiviso la reazione di Cacciari: molti hanno seguito per intero l’intervento della segretaria e gli altri contributi, sottolineando l’importanza di confronti aperti nei partiti politici tra visioni diverse.
Schlein e il dibattito interno al Pd
Il Pd sta attraversando un momento di dibattito interno, con confronti su linee politiche, alleanze e strategie organizzative, come dimostra la recente discussione sulla direzione del partito e sulle posizioni dei riformisti. In particolare, alcuni esponenti riformisti hanno espresso critiche sulla percezione di divaricazione tra le diverse anime del Pd, mettendo l’accento sulla necessità di unità e chiarezza politica per affrontare le sfide elettorali e sociali.
Elly Schlein ha ribadito nelle ultime riunioni di gruppo che la presenza di minoranze interne è un valore e che un partito aperto favorisce il pluralismo, pur difendendo la linea ufficiale come elemento di coesione fondamentale per il Pd.

L’ombra del referendum sulla giustizia e l’agenda politica dem
Oltre alle dinamiche interne al Pd, il 2026 è segnato dall’avvicinarsi di appuntamenti politici e istituzionali rilevanti, tra cui il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, che coinvolgerà gli elettori italiani il 22 e 23 marzo 2026. Il Pd ha preso posizione ufficiale per il No alla riforma, sottolineando l’importanza di difendere la Costituzione e di tutelare l’indipendenza della magistratura rispetto a possibili modifiche considerate pericolose da molte forze progressiste.
In questo contesto, le divergenze interne al Pd su come affrontare questioni identitarie e strategiche assumono rilevanza nazionale, con l’opposizione che cerca di consolidarsi attorno a grandi temi per allargare il consenso.
Reazioni a catena sui social media
Dopo che il video della “uscita” di Cacciari ha fatto il giro dei social, numerosi utenti hanno commentato l’accaduto con ironia o critiche pungenti, vedendo la scena come immagine simbolica del “disallineamento” tra vecchie e nuove generazioni della politica italiana. Alcuni commenti hanno criticato Cacciari per mancanza di rispetto nei confronti di un’organizzazione politica ufficiale, mentre altri hanno sottolineato come la libertà di reazione personale sia un elemento della democrazia culturale.
L’episodio è stato così rilanciato da diverse testate, commentatori e influencer politici, contribuendo a rinforzare la narrazione di vivacità e tensione nel Pd.

Un episodio che racconta la politica italiana
La breve “fuga” di Massimo Cacciari mentre Elly Schlein parlava all’evento del Pd non è stata solo una curiosità da video virale, ma una cartina di tornasole delle sfide interne al Partito Democratico italiano.
In un momento in cui il Pd si prepara per sfide elettorali cruciali, tra referendum sulla giustizia e competizioni politiche nazionali, la gestione delle differenze interne e la capacità di tenere unito un grande partito progressista possono fare la differenza tra successo e frammentazione.
L’episodio – tra ironia, dissenso personale e dibattito politico – illustra come simboli, gesti e linguaggi non verbali possano diventare protagonisti nel racconto della politica contemporanea.
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