🌐 La comicità e le sue variazioni. Secondo Antonio Albanese.
“Desideravo tantissimo fare un film comico e questo è partito dal desiderio non di trovare ma di cercare. In fondo è quello che ho sempre fatto cercare nuove forme di comicità perché ho lavorato in combinazione con quattro attori, mai così tanto di notte, mai così tanto sui costumi che in un film comico devono suggerire ma mai sporcare un personaggio, volevo affezionarmi a delle persone , vedere e dar voce a un’umanita rassegnata ma che io trovo molto punk.
È il cinema della provincia dove fondamentale è l’umanità e poi mi piace cambiare per non mostrare sempre le stesse cose in un film, per non attingere sempre dalla stessa libreria. Io arrivo dalla provincia, da un mondo operaio, quindi amo la provincia e sento che mi appartiene”.
Così Albanese racconta il suo ultimo film ‘ Lavoreremo da grandi’, dal5 febbraio al cinema interpretato da lui medesimo affiancato da Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e Niccolò Ferrero tra gli altri.

E gli fa eco Battiston: “Non conoscevo il suo talento di regista, il suo modo di guidare la troupe, di essere esigente, di amare provare e riprovare, con lui capisci che la comicità è un mistero ma anche una scienza”.
Il tutto tra vigilasse, escort, mamme , “praticamente nel film lavorano solo le donne, in questo film in cui i protagonisti sono uomini- chiosa Albanese- uomini teneri, quattro uomini che non c’è l’hanno fatta ma vivono serenamente la loro sconfitta, nella loro amicizia , e in questo senso lo trovo il mio film più trasgressivo in un momento in cui molti si pongono con prepotenza”.
Insomma teneri, appena infelici e disoccupati. Ma come ci dice Albanese: ” Io ho cominciato a lavorare a 15 anni e da sempre ho sentito parlare di lavoro e di lavoro ho sempre raccontato , il lavoro è centrale nella mia storia anche se qui i protagonisti non lavorano , mi piaceva l’idea di un giovane che forse torna in carcere, di un compositore che nessuno ascolta, di un idraulico che non guadagna ma con la speranza che prima o poi lavoreranno. E sto già lavorando a un personaggio che è quasi un generale e non dico altro“.
E, alla fine, quello che conta è ricevere energia da un film, è qualcosa di salvifico, spero che avvenga con i miei film e sono felice che avvenga con i film di Checco Zalone. Del resto per me il cinema è come la pizza, si ama sempre”.
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