8:29 am, 31 Gennaio 26 calendario

🌐 Kyiv ancora senza riscaldamento, per oltre 1.300 palazzi

Di: Redazione Metrotoday
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Più di 1.300 edifici residenziali a Kyiv restano senza riscaldamento dopo un vasto attacco russo alle infrastrutture energetiche, in una delle fasi più rigide dell’inverno. L’interruzione mette a rischio la vita quotidiana di migliaia di famiglie mentre le autorità lavorano per ripristinare servizi essenziali.

La capitale ucraina sta vivendo una durissima fase di resistenza civile e fisica mentre l’inverno raggiunge picchi di gelo e la guerra con la Russia continua a colpire infrastrutture critiche. Un recente massiccio attacco missilistico e con droni alle reti energetiche ha lasciato più di 1.300 palazzi cittadini senza riscaldamento. L’annuncio è stato fatto dal sindaco Vitalii Klitschko, che ha sottolineato come parte delle forniture sia stata già ripristinata ma restino ancora edifici vulnerabili al freddo intenso.

L’offensiva di sabato — che ha preso di mira impianti di energia, cabine di distribuzione e linee di trasmissione — ha causato interruzioni di corrente in tutto il paese, lasciando circa 1,2 milioni di proprietà senza elettricità nel pieno di temperature ben al di sotto dello zero. Questo tipo di attacchi è diventato una costante nella seconda estate e ora nel sesto inverno di guerra, con obiettivi che includono non solo strutture industriali, ma anche edifici residenziali e servizi civili

“Gli obiettivi principali di questi attacchi sono il nostro settore energetico, le infrastrutture critiche e i palazzi residenziali,” ha scritto il presidente Volodymyr Zelenskyy su X, denunciando la strategia russa di mirare alla resilienza civile oltre che alle capacità militari.

L’impatto sul sistema urbano: tra ristori e disagi quotidiani

Prima dell’ultimo attacco, le squadre di manutenzione avevano lavorato intensamente per riparare le reti dopo precedenti ondate di violenza. Tuttavia, il bombardamento ha fatto regredire gli sforzi, portando le autorità a dover ricollegare oltre 2.000 edifici — una parte significativa ma insufficiente continua senza riscaldamento. Secondo i rapporti, verso domenica circa 1.330 edifici erano ancora privi di calore, nonostante il lavoro incessante di tecnici, elettricisti e operatori di rete.

Le condizioni meteorologiche peggiorano ulteriormente la situazione: le temperature di gennaio a Kyiv sono tra le più rigide degli ultimi anni, con valori notturni che scendono frequentemente sotto i -10 °C, aumentando il rischio di ipotermia soprattutto per anziani, bambini e persone con fragilità sanitarie. Senza riscaldamento e con la rete elettrica instabile, le famiglie si attrezzano come possono con stufe di emergenza, generatori e coperte termiche, affrontando una quotidianità fatta di interruzioni elettriche e sacrifici per tenere calde le case.

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Strategia russa e contesto degli attacchi alle infrastrutture

Negli ultimi mesi la Russia ha intensificato le offensive dirette contro il sistema energetico ucraino, considerando la destabilizzazione dell’economia civile una componente chiave della sua strategia di guerra. Gli attacchi includono bombardamenti con centinaia di droni, bombe guidate e missili balistici, mirati a centrali elettriche, sottostazioni di trasformazione e linee di distribuzione. Solo nella settimana della recente offensiva, Zelenskyy ha denunciato oltre 1.700 droni e quasi 70 missili utilizzati dai russi.

Questa campagna si inserisce nel più ampio quadro di attacchi che hanno già più volte messo in ginocchio le reti elettriche di Kyiv e di altre città ucraino‑capitali regionali come Kharkiv e Odesa. Secondo rapporti internazionali, circa il 60% della capitale è rimasto senza elettricità in alcuni momenti di questa ondata di bombardamenti, portando a blackout generalizzati e continui cicli di interruzione e ripristino.

Vita quotidiana sotto zero: adattamenti e solidarietà

Nel cuore della città, i residenti cercano di affrontare la crisi con una combinazione di resilienza e comunità. In alcune aree, pur nella difficoltà, si organizzano punti di riscaldamento e rifugi collettivi, dove si possono trovare generatori, cibi caldi e assistenza sociale. Alcuni cittadini hanno condiviso immagini di famiglie e vicini che si radunano attorno a stufe improvvisate o bracieri per cercare di attenuare il gelo, trasformando momenti di emergenza in gesti di solidarietà.

Non mancano iniziative civiche di supporto: gruppi di volontari distribuiscono coperte, sacchi a pelo, kit di sopravvivenza e pasti caldi, mentre organizzazioni umanitarie cercano di estendere punti di supporto nei quartieri maggiormente colpiti. In alcune circostanze, gli studenti e i più giovani si adattano a periodi senza riscaldamento, abbracciando tecnologie di risparmio energetico e partecipando a eventi comunitari per sollevare il morale.

Risposte istituzionali

Le autorità civili e governative ucraine stanno coordinando sforzi per accelerare il ripristino dei servizi essenziali. Secondo una dichiarazione del presidente Zelenskyy, è stata avviata una speciale call di coordinamento con i ministri competenti per analizzare l’urgenza di fornire alternative energetiche e sistemi di riscaldamento temporanei, inclusa l’acquisizione di generatori aggiuntivi.

Parallelamente, il governo ha richiesto e intensificato l’assistenza internazionale nel campo delle difese aeree, con l’obiettivo di ridurre la frequenza e l’impatto degli attacchi ai nodi critici dell’infrastruttura energetica. I leader ucraini continuano a sollecitare supporto militare per la protezione delle reti civili, evidenziando l’importanza di rafforzare la difesa antiaerea urbana per salvaguardare abitazioni, ospedali e scuole.

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Una guerra che diventa inverno

La crisi del riscaldamento a Kyiv non è un episodio isolato, ma il risultato di una lunga campagna di attacchi che ha colpito il cuore della vita civile. Ogni palazzo senza calore è un simbolo di quanto la guerra abbia penetrato nel quotidiano della popolazione, trasformando servizi un tempo scontati in un bene prezioso da riconquistare ogni giorno. L’inverno è diventato un nuovo fronte di questa guerra: non solo quello dei campi di battaglia, ma quello delle case, delle famiglie e della resistenza umana al gelo e alla privazione.

La capacità di Kyiv di ripristinare gradualmente riscaldamento ed elettricità sarà un indicatore chiave non solo della resilienza tecnica delle reti, ma anche della determinazione collettiva di una città che resiste sotto il freddo e sotto il fuoco.

31 Gennaio 2026
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