🌐 Ditonellapiaga: dopo Sanremo 2022 mi sono persa, ora la rinascita
La cantautrice Ditonellapiaga racconta come dopo Sanremo 2022 – dove debuttò con Chimica con Donatella Rettore – la sua carriera è esplosa “da zero a 100” e l’ha portata a perdere equilibrio personale, ma ora con il nuovo singolo “Sì lo so” e il ritorno al Festival di Sanremo 2026 con “Che fastidio!” ha ritrovato identità e direzione artistica.
“Dopo Sanremo 2022 mi sono persa, ero passata da zero a 100 e non sapevo più chi ero”: con queste parole Ditonellapiaga — nome d’arte di Margherita Carducci — fotografa uno dei momenti più intensi e difficili della sua carriera artistica, esplosa in pochi mesi tra pop, elettronica, ironia e riflessioni intime.
La cantautrice romana è oggi uno dei volti più intriganti della nuova scena musicale italiana: eclettica, irriverente, capace di spaziare tra generi e sonorità e di combinare pop elettronico con testi che affrontano temi profondi e personali, Ditonellapiaga ha costruito un’identità solida nonostante le turbolenze della fama.
Da “Chimica” alla confusione dopo il festival
Il debutto sul palco dell’Ariston avvenne nel 2022 con il brano “Chimica”, in coppia con la storica Donatella Rettore, una performance che colpì per originalità e carica scenica. Guardando indietro, Ditonellapiaga ha ricordato come quell’esperienza, tanto eclatante quanto rapida, abbia avuto un impatto emotivo intenso: “La vita di un’artista in quella settimana non è la vita di tutti i giorni di un’artista… Ti interroghi su come vieni percepito… È stata una spinta fortissima e al tempo stesso destabilizzante”.
La notorietà improvvisa, da “zero a 100”, ha portato con sé un rapporto difficile col giudizio esterno, quasi come ritrovarsi nuovamente al liceo in cui si cerca accettazione e definizione di sé. “Ho provato a smussare certi lati di me per essere più accessibile… ma smussare non è una buona idea, anzi meglio scolpire”, confessa l’artista, sottolineando quanto la pressione di adattarsi a un’immagine gradita a tutti l’abbia avvicinata a perdere contatto con la sua autenticità.

“Sì lo so”: abbracciare i difetti per liberarsene
In questo percorso di rinnovamento, Ditonellapiaga ha annunciato “Sì lo so”, un nuovo singolo in uscita il 30 gennaio 2026, che anticipa la sua partecipazione come Big al Festival di Sanremo 2026 con il brano “Che fastidio!”. Il testo di “Sì lo so” è ironico ma carico di significato emotivo: un invito ad accettare i propri difetti e ad alleggerirne il peso, liberandosi dai giudizi altrui e da aspettative esterne.
L’artista stessa parla di un’elenco di difetti — bugiarda, bastarda, egoista — che scorrono nei versi, come specchio della sua tensione verso l’autenticità. Anche qui, l’ironia diventa uno strumento per affrontare la propria vulnerabilità.
La musica è corpo, non solo definizione
L’esperienza di Ditonellapiaga non si può leggere solo in chiave emotiva: essa riflette anche una visione più ampia sulla musica contemporanea. La cantautrice ha spiegato come la dance, la musica elettronica e i suoni pop non siano un ostacolo alla profondità dei testi, ma anzi possano essere veicoli potenti per raccontare emozioni complesse. Secondo lei, ballando si può anche piangere o riflettere, superando stereotipi che relegano la scrittura intensa solo a strumenti acustici tradizionali.
Questa visione artistica è coerente con la sua carriera: dal debutto con “Parli” (2019) passando per l’album Camouflage (2022) — che le valse una Targa Tenco come miglior opera prima — fino al più recente Flash (2024), Ditonellapiaga ha sempre cercato di mescolare generi e linguaggi, dimostrando un’innegabile versatilità e una curiosità musicale che la distingue nel panorama italiano.
Ritrovare sé stessi dopo il successo
Il percorso personale dell’artista è significativo: dopo il festival, sparì temporaneamente per lavorare al secondo disco senza interrogarsi sulla propria identità, e questo le causò difficoltà. “Non avevo avuto il tempo di soffermarmi, di pensare a quanto mi era successo”, ha ammesso, e questa mancanza di riflessione interna ha generato crepe personali che ha dovuto poi ricomporre con pazienza e introspezione.
Nel processo creativo e umano, Ditonellapiaga ha scelto di confrontarsi con il proprio “essere altrove” nelle canzoni e nella narrativa delle sue performance, andando oltre l’apparenza e abbracciando con ironia i limiti personali.

Il ritorno all’Ariston: “Che fastidio!”
Sanremo 2026 segna per Ditonellapiaga un ritorno da solista, con il brano “Che fastidio!”, che già dal titolo rivela la sua capacità di raccontare situazioni quotidiane — come l’ipocrisia sociale o la pressione delle relazioni — con ironia e una vena pop‑dance incisiva.
La scelta di tornare al Festival quattro anni dopo la sua prima partecipazione, oggi, ha un sapore diverso: non è solo una vetrina musicale, ma un’occasione per mostrare una versione più compiuta e consapevole di sé, lontana dai compromessi che avevano segnato i primi anni di notorietà.
Musica, critica e percezione pubblica
Ditonellapiaga ha spesso dovuto confrontarsi con critiche sulla sua collocazione artistica, proprio perché la sua musica non si lascia confinare nei generi tradizionali e perché l’uso di sonorità electronic‑pop nella scena italiana viene a volte giudicato superficiale. Tuttavia, come ha spiegato nei suoi discorsi pubblici, i suoi testi non sono mero divertimento — quando viene ascoltata con attenzione, emergono tematiche profonde sul sentire umano, la vulnerabilità e l’identità contemporanea.
La relazione con la critica e con il pubblico è parte integrante del suo percorso, uno specchio delle dinamiche in cui gli artisti di oggi si trovano ad operare: dove il giudizio esterno spesso contrasta con la ricerca di autenticità interna.
Bilancio di una carriera in movimento
Nel raccontarsi, Ditonellapiaga non cancella le difficoltà — anzi, le usa come materia prima per la sua arte. Da un’esplosione improvvisa di fama al delicato processo di costruzione di fondamenta personali, la sua storia rappresenta un esempio di come gli artisti possano attraversare crisi e riconnettersi alle proprie radici creative, trasformando ciò che si percepiva come frattura in una forza artistica rigenerata.
In un panorama musicale in continua evoluzione, la sua abilità di fondere pop, dance, elettronica e profondità narrativa la pone tra gli interpreti più interessanti dell’Italia contemporanea, pronta a lasciare un segno duraturo con «Che fastidio!» al Festival di Sanremo 2026 e oltre.
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