9:08 am, 29 Gennaio 26 calendario

🌐 DNA di rinoceronte lanoso nello stomaco di un lupo mummificato

Di: Redazione Metrotoday
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Un ritrovamento eccezionale, gli scienziati hanno sequenziato il genoma completo del rinoceronte lanoso, estinto alla fine dell’ultima glaciazione, estraendolo da un frammento di tessuto conservato nello stomaco di un cucciolo di lupo mummificato risalente a 14.400 anni fa. Questo studio pionieristico fornisce nuove informazioni cruciali sulle dinamiche dell’estinzione delle megafaune del Pleistocene e apre prospettive per la paleogenetica.

Il DNA ritrovato nel “ultimo pasto” di un cucciolo di lupo offre una finestra senza precedenti sul passato remoto. I resti del lupo — scoperti nel 2011 nel permafrost della regione di Tumat, nella Siberia nord‑orientale — sono così ben conservati da aver mantenuto al loro interno un frammento di tessuto non completamente digerito. L’analisi di questo tessuto ha rivelato che apparteneva a un rinoceronte lanoso (Coelodonta antiquitatis), uno dei grandi erbivori che popolavano le steppe eurasiatiche durante l’ultima era glaciale.

Per la prima volta, il genoma completo di un animale estinto è stato recuperato dai resti nello stomaco di un altro animale. Il risultato è stato pubblicato sulla rivista Genome Biology and Evolution ed è stato raggiunto grazie alle tecniche all’avanguardia di paleogenetica applicate dal Centre for Palaeogenetics, in collaborazione con vari istituti europei.

Un ritrovamento incredibile e unico nel suo genere

I resti del cucciolo di lupo — un individuo giovane di pochi mesi — furono rinvenuti nel permafrost insieme a un altro fratello nel sito di Tumat, nel nord‑est della Siberia. La preservazione in ghiaccio ha mantenuto intatti ossa, pelliccia e, sorprendentemente, parte del contenuto dello stomaco, permettendo ai ricercatori di accedere a materiali biologici che normalmente si degradano rapidamente nel tempo.

“L’estrazione e il sequenziamento dell’intero genoma da un campione di questo tipo non era mai stata realizzata prima,” ha spiegato il paleogenetista Camilo Chacón‑Duque, uno degli autori dello studio. Questo successo ha richiesto metodi estremamente sofisticati per separare il DNA del rinoceronte da quello del lupo e dall’ambiente circostante.

Il rinoceronte lanoso, un gigante erbivoro coperto di pelliccia, viveva nelle steppe fredde dell’Eurasia e dell’Europa settentrionale. La specie si estinse circa 14.000 anni fa, al termine dell’ultima era glaciale, un periodo in cui cambiamenti climatici rapidi trasformarono radicalmente gli habitat del Pleistocene.

Cosa rivela il genoma sulle dinamiche di estinzione

Una delle domande chiave riguardo alla scomparsa delle megafaune pleistoceniche è se la loro estinzione sia stata graduale o improvvisa. Alcuni paleoecologi ipotizzavano che fattori come ibridazione, riduzione della diversità genetica o pressioni antropiche potessero aver indebolito le popolazioni ben prima del collasso finale.

Tuttavia, il confronto tra il genoma recuperato dal lupo e altri due genomi di rinoceronte lanoso più antichi — datati rispettivamente a circa 18.000 e 49.000 anni fa — ha mostrato che non ci sono evidenze di inbreeding significativo o di perdita di diversità genetica nel periodo immediatamente precedente all’estinzione. Ciò indica che la specie era geneticamente sana e demograficamente stabile fino al momento in cui scomparve.

Secondo i ricercatori, questo pattern è molto diverso da quello osservato in altre specie estinte o in pericolo di estinzione oggi, dove tipicamente si osserva un accumulo di geni dannosi o segnali di discesa numerica ben prima del collasso demografico.

Ambiente e possibili cause dell’estinzione

Se non la genetica, allora cosa causò l’estinzione del rinoceronte lanoso? La risposta più probabile deriva dal rapido riscaldamento climatico alla fine dell’ultima era glaciale — il cosiddetto interstadiale di Bølling‑Allerød, avvenuto tra circa 14.700 e 12.900 anni fa — che trasformò le steppe fredde in habitat inadatti a queste specie adattate al gelo.

Questa trasformazione fu così rapida da non dare alle popolazioni degli animali più lenti ad adattarsi il tempo necessario per evolversi o spostarsi in habitat più favorevoli. La perdita del loro ambiente e la diminuzione delle risorse disponibili sono ora considerate le cause più plausibili della loro scomparsa, più che un lungo periodo di declino genetico o di caccia intensiva da parte degli esseri umani.

Le nuove frontiere della paleogenetica

Il successo di questa ricerca apre nuove possibilità per gli studi sull’evoluzione e sull’estinzione delle specie. Il fatto di poter sequenziare un genoma completo da resti così inconsueti come quelli conservati nello stomaco di un altro animale dimostra che sempre più materiali “improbabili” possono fornire informazioni cruciali.

La tecnica utilizzata nel recupero del DNA potrebbe essere applicata ad altri resti fossilizzati di animali carnivori o onnivori, ampliando enormemente il ventaglio delle fonti di DNA antico disponibili per la ricerca. In un periodo in cui specie attualmente in pericolo di estinzione vengono studiate per prevenire loro collassi simili, questi approcci hanno un potenziale enorme per la conservazione moderna.

Un tesoro geneticamente giovane

Il campione sequenziato dal cucciolo di lupo rappresenta il più giovane genoma di rinoceronte lanoso mai analizzato, fornendo un riferimento temporale univoco per comprendere cosa stesse accadendo alla specie poco prima della sua scomparsa definitiva. Questo rende lo studio non solo un’impresa tecnica, ma anche una chiave per inquadrare meglio il ritmo con cui avvenne una delle estinzioni più significative dell’ultima era glaciale.

La scoperta mette anche in evidenza l’importanza del permafrost siberiano come archivio naturale di materiali biologici antichi, la cui analisi può rivelare dettagli altrimenti irraggiungibili sulla vita e le sfide delle faune del passato.

Una lezione per il presente

In un’epoca segnata dalla crisi climatica e da un tasso di estinzione accelerato delle specie moderne, comprendere la fine di animali come il rinoceronte lanoso può offrire lezioni importanti. Il passato della Terra ci mostra i rischi legati a cambiamenti ambientali bruschi e l’importanza di preservare gli habitat prima che raggiungano punti di non ritorno.

La capacità di estrarre e interpretare genomi antichi da materiali “insoliti” amplia gli strumenti dei paleontologi e dei biologi evoluzionisti per affrontare le domande più profonde sulla dinamica della vita sul nostro pianeta — dal passato remoto alle sfide future della biodiversità.

29 Gennaio 2026 ( modificato il 17 Gennaio 2026 | 23:14 )
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